Durante la penultima settimana di luglio, una delle notizie di cronaca più importanti riguardante il rugby italiano e internazionale è stato lo scoop riportato per primo dal quotidiano inglese The Telegraph, secondo il quale ci sono trattative in stato avanzato per un test match tra Italia e British & Irish Lions all’inizio della tournée di questi ultimi nel 2029, quella che li porterà in Nuova Zelanda.
Si potrebbe giocare a Twickenham, dovrebbe essere la prima uscita dei Lions prima di un secondo test in Francia contro i Bleus e del viaggio agli antipodi, che culminerà con la tradizionale serie contro gli All Blacks. Una variazione sul tema che ha visto la selezione britannica e irlandese sfidare Giappone e Argentina in patria come prime partite di preparazione del tour 2021 e 2025.
Allrugby, testata notoriamente dotata di una macchina del tempo scassata ma ancora funzionante, ha aperto una porta nel continuum spaziotemporale e si è proiettata immediatamente al giovedì prima della partita del 2029, quando le due squadre hanno appena annunciato le loro formazioni titolari per la sfida.
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Le formazioni di British & Irish Lions v Italia
15 Blair Kinghorn v Lorenzo Pani
Nel 2029 Blair Kinghorn avrà 32 anni e, con un po’ di fortuna, sarà ancora uno dei protagonisti del rugby di club europeo e ancor di più di quello internazionale. Nel 2025 è riuscito a ritagliarsi uno spazio importante malgrado le difficoltà di partecipazione dovute alla tardiva conclusione della stagione di Top 14 con il Tolosa. La tournée del 2029 sarà l’opportunità per la sua definitiva consacrazione tra i grandi del gioco contemporaneo.
Lorenzo Pani sta crescendo in una certezza per la nazionale italiana, ad oggi titolare in 5 delle ultime 7 partite dell’Italia. Se la concorrenza di Tommaso Allan per la maglia numero 15 non dovrebbe andare oltre la prossima Rugby World Cup, quella con Ange Capuozzo, classe 1999, potrebbe essere uno dei temi principali del ciclo mondiale tra il 2027 e il 2031.
14 Noah Caluori v Malik Faissal
Noah Caluori ha appena bagnato il becco nello stagno del rugby internazionale. La sua stagione 2025/2026 è stata assurda in termini realizzativi: venti mete in 19 partite per i Saracens, due volte marcatore 5 volte in una sola partita e un poker all’attivo. Con la rosa cucita sul petto ci ha messo pochi minuti per trovare la prima meta internazionale contro le Fiji, in questo luglio. Tutti gli indizi, compreso un fisico statuario da 100 chili per uno e novantaquattro, con una velocità oltre il muro del suono e un’elevazione esplosiva, portano verso un futuro grande protagonista dell’arena dei test matches. I Lions sono una naturale, ulteriore, proiezione.
Chissà se riuscirà a fare altrettanto bene Malik Faissal, che in quanto a doti atletiche e fisiche non è secondo a nessuno, e ha di fronte a sé un futuro altrettanto roseo, con il trasferimento in Inghilterra ai Northampton Saints. Come Caluori, anche lui è un classe 2006 già arrivato sul palcoscenico internazionale, e le prime apparizioni hanno dato l’impressione che voglia rimanerci.
13 Tommy Freeman v Tommaso Menoncello
I media inglesi hanno passato gli ultimi mesi a implorare Steve Borthwick di non far giocare Tommy Freeman come secondo centro, un ruolo che il trequarti di Northampton può certamente ricoprire, ma non con la stessa qualità ed efficacia che ha nella posizione di ala. Tuttavia Freeman nel 2029 avrà 28 anni e un chilometraggio notevole, e non sarebbe una sorpresa trovarlo di nuovo migrato verso il centro del campo, anche con la maglia dei Lions, che ha già indossato in Australia nel 2025.
Di fronte, avrebbe un Tommaso Menoncello devastante nel proprio prime, a 27 anni e con alle spalle alcune stagioni di successo allo Stade Toulousain. Nel 2029, dopo il ritiro di Nacho Brex, con la nazionale Menoncello è passato a indossare la maglia numero 13, quella con la quale si è sempre trovato maggiormente a proprio agio.
12 Jude Postlethwaite v Leonardo Marin
Dopo il mondiale del 2027 l’Irlanda ha finalmente pensionato i benemeriti Bundee Aki, Robbie Henshaw e Garry Ringrose, permettendo l’esplosione definitiva del talento di Jude Postlethwaite, il primo centro dell’Ulster. Centro di sfondamento che supera il quintale di peso, ha saputo aggiungere al suo gioco anche buone qualità di distribuzione.
Rappresenterà un bel punto di domanda per le qualità difensiva del coetaneo Leonardo Marin, finalmente titolare inamovibile della formazione azzurra. Il giocatore del Benetton forma una coppia affiatatissima con il coetaneo Menoncello, garantendo un livello altissimo in mezzo al campo alla nazionale italiana.
11 Immanuel Feyi-Waboso v Edoardo Todaro
Nato a dicembre del 2002, Feyi-Waboso è un giocatore le cui doti atletiche e fisiche fanno la differenza già oggi. Nel 2029 sarà al massimo delle proprie qualità, un punto fermo della nazionale inglese e uno dei migliori finalizzatori dell’arena internazionale, pronto a consacrarsi con la maglia dei British & Irish Lions dopo che un infortunio gli ha tolto la possibilità di essere convocato per il tour del 2025 in Australia.
Edoardo Todaro ha quattro anni in meno. Nei pochi mesi in cui ha brillato di luce propria all’inizio della stagione 2025/2026, protagonista assoluto con la maglia dei Northampton Saints, ha già fatto vedere di avere tutto il potenziale necessario per poter indossare a lungo la maglia azzurra. E magari, con una carriera tutta giocata in Inghilterra, mettersi in ulteriore mostra contro la selezione in rosso.
10 Sam Prendergast v Paolo Garbisi
Dopo un inizio di carriera tra alti e bassi, già in questo finale di 2026 Sam Prendergast ha dimostrato notevoli miglioramenti. A 23 anni l’apertura irlandese ha già 17 caps, entro il 2029 sarà vicino ai cinquanta: un giocatore esperto, cresciuto fisicamente e che ha affinato la sua capacità di mettere i compagni nelle condizioni di fare male alle difese.
Saranno ormai attorno alle 90, invece, le presenze di Paolo Garbisi in maglia azzurra. Classe 2000, il mediano di apertura è stato il demiurgo per un decennio della formazione italiana. A 29 anni è capace di giocare nel proprio prime fisico con l’esperienza di un giocatore con almeno 5 anni in più.
9 Archie McParland v Mattia Andretti
Da giovane di belle speranze a riserva di qualità, fino a diventare il numero nove titolare della squadra campione d’Inghilterra. È stato questo il percorso di Archie McParland nella stagione 2025/2026. Un mediano elettrico, intelligente, rapido e preciso che, complici alcuni problemi fisici ad Alex Mitchell, ha saputo cogliere le proprie opportunità da protagonista con i Northampton Saints. Classe 2005, nel 2029 sarà nel frattempo diventato un protagonista anche a livello internazionale con la maglia dell’Inghilterra prima e dei Lions poi.
La scommessa italiana per il futuro, intanto, si chiama Mattia Andretti, che al mondiale U20 in Georgia si è conquistato un posto da titolare in una nazionale giovanile a cui è arrivato con un anno di anticipo. Classe 2008, promette di bruciare le tappe a tutti i livelli e, anche se tutti e quattro gli attuali mediani della nazionale saranno nell’età che solitamente facciamo corrispondere al prime per un giocatore (Fusco e Page-Relo avranno 30 anni, Varney 28, Garbisi 27), Andretti promette di sorprendere molti.
8 Caelan Doris v Lorenzo Cannone
La sfida tra Doris e Cannone è un grande classico del Sei Nazioni: i due terza linea si sono trovati di fronte in tre delle ultime sfide tra Irlanda e Italia e non c’è motivo per non ritenere che sarà così anche per il prossimo futuro.
Caelan Doris ha patito un numero alto di infortuni già entro i suoi attuali 28 anni, ma è un giocatore intelligente, raffinato e tosto, le cui qualità rugbistiche spiccheranno anche nel momento in cui quelle fisiche e atletiche dovessero leggermente soffrire dell’usura del tempo. Nel 2029 Lorenzo Cannone avrà 28 anni e un bagaglio di caps importante: il massimo per un giocatore già oggi essenziale per l’Italia nel riuscire a scardinare le difese avversarie.
7 Henry Pollock v Manuel Zuliani
Se già non è un classico, la sfida fra Henry Pollock e Manuel Zuliani è destinata a incendiare i prossimi Sei Nazioni. Il terza linea dei Northampton Saints, classe 2005, sembra ormai una stella ben stabilita sul palcoscenico, ma la verità è che solo un anno e mezzo fa giocava ancora il Sei Nazioni U20. Nell’estate del 2025 ha fatto parte della spedizione in Australia dei Lions, giocando però solo il test match iniziale contro l’Argentina. L’Inghilterra per il momento continua a utilizzarlo come impact player, ma non c’è dubbio che la traiettoria della sua carriera lo porterà presto ad essere uno dei primi nomi a essere iscritti in lista gara.
Zuliani avrà 29 anni nel 2029. È già assoluto protagonista in azzurro, un giocatore a cui difficilmente l’Italia può rinunciare. Il suo superpotere è chiaro: nell’ultimo anno Zuliani ha recuperato il pallone in media una volta ogni 9,1 ruck a cui ha partecipato. Poco meglio di lui hanno fatto solo Pablo Matera e Ardie Savea.
6 Alex Coles v Ross Vintcent
Alex Coles avrà 30 anni al momento in cui arriverà il tour dei British & Irish Lions nel 2029. Oltre a essere una persona con un livello culturale superiore al rugbista professionista medio (nello spogliatoio inglese è noto come The Educator, ha una laurea in Storia e Filosofia Politica ottenuta con una tesi sugli Springboks come simbolo del Sudafrica contemporaneo) , è un eccellente giocatore che è stato finora troppo sottovalutato dall’Inghilterra, ma che sta trovando la sua strada per ottenere un posto con più regolarità, dividendosi fra seconda e terza linea.
Assieme a Ross Vintcent ha fatto stabilire il primato di 31 placcaggi realizzati nel terzo turno di Nations Championship. Negli ultimi 10 anni solo Alex Mann per il Galles al Sei Nazioni 2026 ne aveva completati di più. Proprio Vintcent continuerà a difendere i colori azzurri in terza linea per un lungo periodo, vista la qualità con cui ogni volta riesce a scendere in campo. Un giocatore dotato di un motore pazzesco, a cui abbina una raffinata intelligenza e comprensione del gioco.
5 Joe McCarthy v Andrea Zambonin
È grande e grosso, Joe McCarthy, e una forza sovrumana, sembra capace di sradicare un albero. È per questo motivo che l’Irlanda lo ha selezionato come titolare, negli ultimi tempi, ogniqualvolta lo ha avuto a disposizione. Un’importanza e una centralità che non andranno a svanire nel tempo, perché nel rugby di oggi è difficile rinunciare a certi giocatori di spessore, inteso proprio come dimensione, e non solo in senso figurato.
Andrea Zambonin ha avuto la sua sostanziale consacrazione nel 2026, in cui è riuscito a mostrare a tutti i frutti di una crescita progressiva e senza sosta avviata da almeno un paio di stagioni. L’ex Zebra ha ancora margini di miglioramento, soprattutto per quanto riguarda continuità di rendimento e quantità di lavoro in campo: l’orizzonte temporale del 2029 è perfetto per raggiungere il top.
4 Maro Itoje v Enoch Opoku-Gyamfi
Ci sono solo tre giocatori, nella storia dei British & Irish Lions, ad aver disputato più di tre tour: Willie John McBride e Mike Gibson, entrambi irlandesi, hanno preso parte a cinque, in un rugby degli Anni Settanta ben diverso da quello di oggi; Brian O’Driscoll è l’unico dell’era professionistica ad aver partecipato a quattro. Maro Itoje ha la concreta possibilità di raggiungerlo: nell’estate del 2029 avrà 34 anni, volgendo verso i 35. Un’età in cui una seconda linea può ancora dire la propria in campo.
Enoch Opoku-Gyamfi aveva sette anni quando Itoje esordiva in prima squadra ai Saracens. Nato in Italia e cresciuto, a partire dall’adolescenza, in Inghilterra, Opoku-Gyamfi è il futuro della seconda linea azzurra: un colosso di un metro e novantasei per circa 130 chili, con un buon dinamismo che garantisce un bel workrate in giro per il campo.
3 Asher Opoku-Fordjour v Marcos Gallorini
Asher Opoku-Fordjour e Marcos Gallorini hanno la stessa età, sono entrambi nati nel 2004. Hanno anche giocato uno di fronte all’altro con la maglia della U20, perché Opoku-Fordjour può giocare anche a sinistra. L’inglese sta arrivando prima: nel recente Nations Championship è stato convocato e poi fatto esordire dalla propria nazionale, in coda a una stagione da protagonista con i Sale Sharks. Dalla sua parte ha un fisico statuario e una grande esplosività.
Gallorini, invece, sta un po’ faticando nella transizione dal rugby giovanile a quello professionistico, ma in questa stagione ha infine racimolato 10 presenze con il Benetton e due con l’Italia XV, di cui quella contro la Scozia A ha fatto ben sperare per il futuro. Con un’altra stagione di crescita in franchigia può puntare a diventare un giocatore importante nel prossimo ciclo mondiale, mantenendo le promesse fatte con l’Italia U20, di cui per due stagioni è stato stella assoluta.
2 Dan Sheehan v Nicholas Gasperini
Dan Sheehan è il miglior tallonatore del mondo e uno dei migliori giocatori di rugby del pianeta. Avrà appena scavallato i 30 nel 2029, e certamente ancora al suo posto nella prima linea dell’Irlanda e dei British & Irish Lions, che ha già rappresentato con successo nel 2025 in Australia.
Nicholas Gasperini invece è la next big thing della prima linea azzurra. Ottima stagione per lui al Benetton, in cui è riuscito a farsi spazio in un ruolo dove, dopo la partenza per la Francia di Giacomo Nicotera e Gianmarco Lucchesi, i biancoverdi hanno faticato a trovare continuità di rendimento. A fine stagione è riuscito anche a essere convocato per un raduno azzurro. Classe 2004, sarà uno dei protagonisti della nazionale dopo Australia 2027.
🦁 Nicholas Gasperini
✍🏻📄 30 giugno 2030#BenettonRugby #WeAreLions pic.twitter.com/kkqmLVvZcd— Benetton Rugby 🦁 (@BenettonRugby) July 15, 2026
1 Fin Baxter v Destiny Aminu
Ellis Genge, 34. Andrew Porter, 33. Pierre Schoeman, 35. Rhys Carrè, 31. Gli attuali titolari nel ruolo di pilone sinistro delle quattro home unions saranno tutti dalla parte sbagliata dei 30 anni nel 2029, con alcuni di loro che peraltro hanno avuto una carriera particolarmente usurante, come Genge e Porter. Ecco allora spuntare un nome che già adesso è importante, ma che è destinato a diventarlo sempre di più: Fin Baxter, classe 2002 degli Harlequins, già oggi 18 caps con l’Inghilterra e 80 presenze in Premiership. Un giocatore intelligente, di mestiere e che nei prossimi anni potrà diventare ancora più forte mettendo in cascina esperienza.
Dall’altro lato la scommessa è Destiny Aminu, che va a completare la prima linea del futuro con Gasperini e Gallorini, compagni di reparto di lunga data. Aminu è un anno più grande dei compagni e il Benetton in questa stagione gli ha accordato una discreta fiducia: sei gare da titolare, 13 presenze totali, più due presenze con l’Italia XV. Certo, la concorrenza non sarà minima: Danilo Fischetti potrà ancora dire la sua a 32 anni, e Mirco Spagnolo, che ne avrà 28, si sarà ulteriormente affermato, dato l’importante potenziale.
