L’ultimo bresciano ad essere approdato alla nazionale maggiore è stato Alessandro Izekor, classe 2000, passato per il Rugby Brescia e il Calvisano, il cui debutto in azzurro risale al Sei Nazioni 2024. L’ultimo bergamasco invece ad aver vestito la maglia dell’Italia è stato Danilo Beretta (Bergamo, Rugby Brescia, Milan e Calvisano), nel 1993.
Le due province tuttavia coprono una bella fetta del rugby lombardo, che può contare complessivamente su oltre 16mila tesserati. Un numero che mette la Lombardia praticamente alla pari con il Veneto in vetta alla classifica delle regioni dello Stivale ovale.
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Brescia, Bergamo e la Lombardia
In Lombardia la provincia col maggior numero di tesserati è ovviamente Milano, con 6.430, pari allo 0,2% della popolazione totale del territorio (3.253.000 abitanti), ma Brescia è al secondo posto con 3.220 tesserati e un percentuale superiore, 0,25%, rispetto ai cittadini registrati nei 205 comuni della provincia (1.271.759), terzo posto per Bergamo: 1.680 tesserati (0.15%).
Brescia e Bergamo insieme presidiano la Lombardia orientale con una squadra, il Calvisano, in A1, e tre squadre in A2: le neopromosse Bergamo, Brixia e Rovato. Brixia è anche una delle cinque formazioni della Lombardia a disputare il campionato U18 nel girone in cui ci si gioca il titolo di Campione d’Italia juniores. Le altre quattro sono il Parabiago, l’ASR Milano, il Viadana e il Lecco.
Dunque l’asse Brescia/Bergamo, città rivali che distano appena una cinquantina di chilometri l’una dall’altra, rappresenta una colonna importante del territorio, ma fatica a proiettare squadre e talenti verso l’alto livello: in Serie A Elite le due lombarde sono Viadana (provincia di Mantova) e Parabiago (Milano).
Al Benetton i lombardi sono due: Izekor e Simone Ferrari, cresciuto nell’area milanese. Nelle Zebre, ci sono due bresciani, Pelliccioli e Botturi, a fronte dei milanesi Hasa, Casarin e Turrisi, del lecchese Locatelli, del cremasco Odiase e di Ruggeri, di Como.
Cosa manca alla Lombardia
Ivano Bonacina, una lunga militanza da tecnico in diversi club della Lombardia, oggi allenatore della U16 alla Rugby Bergamo e consigliere regionale della FIR, dice che il tessuto rugbistico del Veneto, la cultura ovale del territorio, i derby che i ragazzi vivono fin dalle categorie giovanili sono ciò che finora è mancato alla sua regione per alzare il livello tecnico dei giocatori e dell’ambiente nel suo complesso.
A Bergamo la U16 è capofila di un progetto, Orobic Rugby Team, che unisce i giovani di Rugby Bergamo, Ambivere, Orio-Seriate, Trescore, Comunnuovo e Zogno. Il Rugby Bergamo tra l’altro proprio di recente ha avuto in concessione decennale l’impianto di via Baioni, dove dispone di un campo sintetico e di uno in erba per gli allenamenti delle varie squadre compreso il settore propaganda. Il campo di gioco resta quello in via Pizzo della Presolana, dove per il momento restano la club house e la palestra.
Peppe Lanzi, 9 caps in azzurro tra il 1998 e il 2001 e oggi general manager del Rugby Rovato, osserva, a proposito del numero limitato di atleti che la Lombardia proietta all’alto livello, che il Veneto dispone di una piramide (Benetton al vertice, Petrarca, Rovigo, Mogliano e Vicenza in Serie A Elite, un girone di A2 tutto veneto, combattuto e di buona qualità) la cui struttura favorisce lo scambio di conoscenze ed è un’opportunità per i giocatori per scalare i vari i gradini ed arrivare fino in cima.
Neopromosse in Serie A
La Serie A, quest’anno, con il Calvisano nel girone nazionale e otto lombarde su 12 in quello territoriale, potrebbe in parte rilanciare l’asse Brescia/Bergamo, che vede anche l’Oltremella neopromossa in Serie B.
Il Brixia è allenato da Gullo Palazzani, centurione delle Zebre e ad oggi il bresciano con il maggior numero di presenze in nazionale, 44, dopo Paolo Vaccari, 65. La squadra rappresenta a livello seniores e U18/16/14 l’unione di Rugby Brescia, Gussago e Ospitaletto, che continuano a gestire individualmente, viceversa, le attività di propaganda.
Secondo la scorsa stagione dietro il Bologna nel girone 2 della Serie B, il Brixia è stato sconfitto dal Bergamo nel playoff per la promozione in A2, e poi ripescato per la rinuncia di Noceto e la salita nella categoria superiore dell’Alghero. Il Rovato a sua volta è stato promosso per la rinuncia del Verona.
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“Le sfide tra le due bresciane e il Bergamo sono tradizionalmente appuntamenti di grande richiamo per il pubblico. Sono molto sentite, sia dai tifosi che dai giocatori – dice Bonacina – e mi piacerebbe che prima o poi potessero dare vita a dei Derby day nei quali mettere di fronte le squadre di ogni categoria. Pensate che richiamo di pubblico, genitori, amici se Bergamo e Brixia, o Brixia e Rovato, o Rovato e Bergamo, si affrontassero nello stesso giorno con le U14, le U16, le U18 e le seniores”.
Brixia, oltre ad aver meritato il posto nel girone élite con la sua U18, la scorsa primavera ha visto convocato Simone Pe per il Six Nations Festival di categoria, mentre Lorenzo Barboglio è stato inserito nel contingente 2026/2027 dell’Accademia Ivan Francescato, e al momento non è disponibile per il campionato, ma ha avuto l’opportunità di misurarsi contro le squadre di Serie A Elite in Coppa Italia.
Della U18, Gullo Palazzani ha chiamato ad allenarsi con la prima squadra i trequarti Giosuè Bacchetti, Giovanni Baraldi, mantovano di formazione, e Filippo Pezzotti, più il tallonatore Pe. Dello staff tecnico del club, tra l’altro, è entrato quest’estate a far parte anche Victor Jimenez, che comunque conserva il ruolo di head coach del Petrarca, a Padova.
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“Spero che per questo gruppo di giovani la stagione di A2 sia un’opportunità di crescita – dice Palazzani – Qui praticamente nessuno ha esperienza della categoria, che sul piano fisico pone una sfida decisamente superiore a quelle della B e della C. Il nostro obiettivo è adeguarci rapidamente al nuovo livello”.
Al Brixia sono arrivati anche un paio di rinforzi da Calvisano: il mediano di mischia Francesco Pisoni e l’ala Pedro Costantino, oltre al centro Nicolò Guareschi dal Noceto. La società del capoluogo difficilmente quest’anno potrà calpestare il prato dello Stadio Invernici, dove presto il Comune di Brescia avvierà lavori di ristrutturazione per circa 1,5 milioni di Euro. Nel frattempo il Brixia giocherà a Ospitaletto.
A Rovato invece la classe 2008, che potrebbe ancora giocare da fuoriquota nel campionato U18, è entrata quasi tutta nella squadra cadetta che disputerà il campionato di Serie C e dovrebbe entro breve andare ad allargare l’organico della prima squadra.
“Affrontiamo la nuova stagione con molta curiosità – dice Lanzi – Ci sono avversarie che il Rovato non ha mai affrontato, come lo Stade Valdotain. Per noi è un ambiente nuovo e confido che sia di grande stimolo per tutti”.
Da Rovato, durante l’estate si è trasferito al Calvisano il mediano di mischia Tomasoni (classe 2004), mentre il terza linea Elimane Gueye è passato al Bergamo e il pilone Simone Mella all’Oltremella. Dal Brixia invece è arrivato il numero 9 Francesco Carilli; il pilone Roberto Membrini giocava invece nel Franciacorta.
Nel girone 2 della Serie A, Bonacina vede l’ASR Milano un gradino sopra le altre, ma esorta a non sottovalutare il Lecco, forte di un progetto ben avviato che ha portato anche la U18 del club nel girone élite. “Il Lecco è una formazione solida senza punti deboli di rilievo”, gli fa eco Lanzi. Poi occhio al Cus Milano, club di navigata esperienza nella categoria. Dietro di loro sarà battaglia.
Buon campionato a tutti.
In copertina: sfida tra Rovato e Bologna la scorsa stagione, entrambe promosse in A2 (foto di Stefano Delfrate)
