Mercoledì 28 gennaio la Federazione Italiana Rugby ha annunciato staff e convocati dell’Italia XV, l’ennesima iterazione con nome diverso della seconda selezione nazionale azzurra, che tornerà in campo dopo qualche anno di stop giocando contro la Scozia A a Rieti il 6 febbraio e contro il Cile il 6 marzo a L’Aquila.
Le scelte effettuate non raccontano soltanto il presente dei giocatori di interesse nazionale, ma anche quale possa essere il prossimo futuro dell’Italia. Prima di tutto nella grande fiducia accordata dalla federazione alla squadra delle Zebre, che in precedenza fu dell’Italia U20 e che con tanti dei ragazzi selezionati ha lavorato in passato.
Massimo Brunello, Mattia Dolcetto e Roberto Santamaria, affiancati da Andrea Marcato, che con Santamaria ha lavorato in nazionale giovanile nel 2025, prendono le redini di una squadra giovane e forte, dove Marco Zanon è chiamato a portare il suo contributo di esperienza e leadership dall’alto dei suoi 21 caps.
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Gli altri giocatori internazionali sono Giulio Bertaccini, Mirko Belloni, Matteo Canali e Simone Gesi. Tutti giocatori che possono sperare di passare, prima o dopo, a far parte del gruppo della Nazionale maggiore per il Sei Nazioni 2026. Dopo l’infortunio grave a Edoardo Todaro, infatti, c’è da chiedersi se Gonzalo Quesada non stia già pensando di aggiungere Belloni (per prendere il giocatore che ricopre lo stesso ruolo) alla propria rosa.
Più interessante è però andare a sondare quali siano i giocatori che finora non sono mai stati nel giro degli Azzurri e che però sono evidentemente considerati di interesse. Fra questi c’è quella che è considerata la prima linea del futuro di Benetton e nazionale: Destiny Aminu a sinistra, Marcos Gallorini a destra, Nicholas Gasperini come tallonatore. Luca Franceschetto, Giovanni Quattrini e Riccardo Genovese è l’altra prima linea a disposizione dello staff, con il pilone destro incluso malgrado il suo approccio al rugby dei grandi gli abbia finora riservato gioie limitate.
In seconda linea ecco Alex Mattioli, chiamata non scontata: il classe 2003 sarà un giocatore delle Zebre nella prossima stagione dopo tre stagioni nel campionato espoirs francese con il Racing 92. Altro arrivo dall’estero è quello di François Mey, che dopo aver trovato finalmente spazio con continuità in ProD2 quest’anno è incappato a novembre in un infortunio che non gli ha ancora concesso di tornare operativo: potrà farlo contro la Scozia A?
Interessanti le scelte fatte guardando alla Serie A Elite. Non ci sono Jacopo Botturi e Sergio Pelliccioli, ad esempio, due giocatori che passeranno dal Petrarca alle Zebre la prossima estate. C’è invece Lorenzo Citton, mediano di mischia dei padovani e uno dei giocatori della Serie A Elite che potrebbe potenzialmente essere in odore di un passaggio in franchigia, al pari di Simone Brisighella, estremo classe 2004 che al Valorugby sta brillando come mai prima d’ora.
Se Cristiano Tizzano e Nelson Casartelli sono due giocatori il cui futuro appare in maglia biancoverde, le principali sorprese del gruppo sono rappresentate da Filippo Lazzarin, Leonardo Sodo e Fabio Morosi.
Lazzarin, classe 2002, sta avendo una buona stagione all’ala con il Valorugby. Era uno dei titolari dell’Italia U20 di Massimo Brunello al Sei Nazioni di categoria e alle Summer Series del 2022 giocate a Treviso. Un giocatore che dopo la nazionale giovanile era un po’ scomparso dai radar ma che sta ritrovando la strada per far valere il proprio talento.
Un po’ come il più giovane Leonardo Sodo, 21 anni, giocatore estremamente fisico e veloce che ha debuttato giovanissimo nella prima squadra della Lazio. Ha giocato anche in Serie A, ma poi si è accasato alle Fiamme Oro per poter rimanere quest’anno nel massimo campionato. Nato come ala potente e rapida, in maglia cremisi ha più volte indossato anche il 15.
Morosi, come Sodo, gioca alle Fiamme Oro. È un pilone destro nel pieno della maturità agonistica, ha compiuto da poco 25 anni. In due stagioni nel club della Polizia di Stato ha saputo ritagliarsi un posto di assoluto rilievo ed è forse la chiamata più particolare e curiosa del gruppo.
Spesso si parla di profondità, della necessità di allargare il giro, ma anche di capire quali siano effettivamente i talenti con il potenziale per giocare in Azzurro o conquistarsi un posto in franchigia che ancora non hanno. Chi tra i convocati di questo gruppo riuscirà ad essere protagonista nel corso del prossimo mese alzerà la mano per rispondere a queste domande.
