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È il trentacinquesimo minuto del primo tempo quando Bautista Bernasconi guarda con una smorfia la panchina. Non può proseguire l’incontro, deve uscire prima del previsto e lasciare il suo posto nel bel mezzo dell’accesissimo derby italiano di United Rugby Championship tra il Benetton e le Zebre.

Al suo posto entra un giocatore dalla faccia di ragazzo e la circonferenza toracica del bisonte, che sarà capace della giocata decisiva per permettere alla squadra biancoverde di ottenere una sudata vittoria per 21-15. Sono proprio di Nicholas Gasperini, infatti, le mani che costringono gli avversari al tenuto a terra sulla metà campo. Sono sue anche le mani che lanciano la rimessa laterale che segue al calcio di punizione, a pochi metri dalla linea avversaria. Sono sue, infine, le mani che schiacciano l’ovale oltre la linea, in quella che risulterà essere la marcatura decisiva della partita.

Alla fine della partita Gasperini riceve la medaglia di man of the match e una pioggia di complimenti e abbracci da parte dei compagni. Malgrado avesse già fatto capolino nelle liste gara del Benetton in stagione (due presenze a ottobre, una a inizio dicembre in Challenge Cup), la prestazione nel derby di andata di URC l’ha proiettato in un’altra dimensione.

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Dal 20 dicembre non ha saltato nessuna delle quattro partite disputate dal Benetton e sabato scorso ha interpretato senza sbavatura alcuna la sua prima presenza da titolare, a Monigo contro i Dragons, nel trionfo dei Leoni di Treviso sui gallesi per 74-21.

Improvvisamente, a questo punto della stagione, Gasperini sembra una delle certezze del Benetton. Lo staff tecnico lo ha lanciato titolare in una formazione che aveva tutti i crismi del miglior XV possibile per ottenere una vittoria con bonus che si sapeva valere la qualificazione anticipata e la garanzia di un ottavo di finale tra le mura amiche.

 

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In questo momento è uno dei giocatori più in forma della squadra, senza dubbio il migliore tra quelli nel suo ruolo.

Bautista Bernasconi, dopo la grande stagione 2023/2024, non ha più garantito lo stesso rendimento e oggi sembra un giocatore involuto rispetto a quello in rampa di lancio che aveva portato il club a puntare soprattutto su di lui per ovviare alla partenza di Gianmarco Lucchesi e Giacomo Nicotera.

Siua Maile, uno dei migliori della scorsa annata, è stato vittima di qualche acciacco fisico. Marco Manfredi se n’è andato a inizio stagione in direzione Northampton, dopo aver totalizzato 155 minuti di gioco in cinque scampoli di partita nella precedente. Il suo sostituto, Tomas Montilla, si è visto accordare fiducia in una sola occasione fino a questo momento.

E così davanti a Gasperini si sono aperte le porte della prima, grande occasione della sua carriera. Classe 2004, nato a Foligno, cresciuto tra le fila del Rugby Perugia, è emerso con dedizione e ostinazione. Dalla propria parte ha sempre avuto un fisico esuberante e una durezza speciale, come avesse un peso specifico diverso dalla materia di cui sono fatti i più. Lui ci ha messo tanto lavoro, costruendo un lancio in rimessa laterale che non era certo la sua arma migliore ai tempi delle giovanili e che oggi è al livello richiesto per il palcoscenico dove si trova.

Non ha avuto dalla sua gli anni dell’Accademia Nazionale: per scuola ha avuto il massimo campionato italiano, formandosi prima a Viadana e poi a Mogliano, dove lo scorso anno è spesso sceso in campo con i compagni di nazionale giovanile, Destiny Aminu e Marcos Gallorini, una virtuale prima linea del futuro per il Benetton e per gli Azzurri. Forse non molti, vedendoli giocare assieme nell’Italia U20 del 2023, avrebbero detto che sarebbe stato il tallonatore umbro il primo ad emergere davvero del trio.

I prossimi mesi saranno per lui un esame importante per capire quanto un giocatore che ha appena compiuto 22 anni abbia le spalle larghe per sostenere sul lungo periodo il livello dimostrato ultimamente. Se riuscirà a confermarsi, le sue prospettive si proiettano davvero in alto.

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