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Ne è passato di tempo da quel 4 agosto 2007 in cui l’Inghilterra distrusse gli avversari a Twickenham in una delle partite di preparazione all’imminente mondiale in Francia, imponendo la tariffa più alta della storia al Galles: 62-5, 57 punti di scarto.

Diciotto anni e mezzo più tardi ci si chiede se l’Inghilterra possa superare quel record nella prima giornata del Sei Nazioni 2026, ospitando di nuovo nel proprio fortino gli storici rivali.

Il XV della Rosa arriva al Torneo con l’etichetta di una delle due favorite, mentre il Galles con il destino da tutti prescritto del cucchiaio di legno. Se sulla previsione finale gravano troppe variabili per esprimere certezze, appare davvero difficile che questo Galles, per quanto volenteroso e possibilmente in giornata, possa davvero impensierire la perfida Albione nel suo nido.

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Sebbene tutti i ruoli e le aree del gioco sembrino pendere dal lato dei padroni di casa, è davanti che si trova il maggiore squilibrio: per il Galles la sfida durante tutto il Torneo sarà riuscire a reggere l’urto delle collisioni offensive e difensive con un pack che ha poche qualità fisiche e atletiche. L’Inghilterra, invece, abbonda di ball carriers in tutte le zone del campo e ha in Earl, Genge e Coles tre avanti che hanno un atletismo fuori norma.

A tirare le fila la consumata esperienza di George Ford, maresciallo di campo incaricato di gestire la gara dal punto di vista strategico e tattico. Gli inglesi hanno perso per infortunio Immanuel Feyi-Waboso alla vigilia della gara: all’ala ecco Tom Roebuck, che rientra da un infortunio patito a novembre direttamente con la rosa appuntata sul petto. Giocatore rapido, forte in ricezione e grande finalizzatore, si inserisce in un reparto di trequarti dalle grandi qualità nelle contese aeree, rapido e potente.

Per il Galles il risultato ha un’importanza relativa. In Italia lo abbiamo imparato nel corso di tanti anni di sofferenza, nei quali costruire passo passo essendo coscienti di essere una spanna sotto l’avversario di giornata. Quello che conterà è uscire a testa alta e riuscendo ad aggrapparsi a qualche area del gioco dove essere riusciti a competere, e sulla quale di conseguenza costruire nelle settimane seguenti per le gare maggiormente alla portata.

Inghilterra
15 Freddie Steward, 14 Tom Roebuck, 13 Tommy Freeman, 12 Fraser Dingwall, 11 Henry Arundell, 10 George Ford, 9 Alex Mitchell, 8 Ben Earl, 7 Sam Underhill, 6 Guy Pepper, 5 Ollie Chessum, 4 Alex Coles, 3 Joe Heyes, 2 Jamie George, 1 Ellis Genge
A disposizione: 16 Luke Cowan-Dickie, 17 Bevan Rodd, 18 Trevor Davison, 19 Maro Itoje, 20 Tom Curry, 21 Henry Pollock, 22 Ben Spencer, 23 Marcus Smith

Galles
15 Louis Rees-Zammit, 14 Ellis Mee, 13 Eddie James, 12 Ben Thomas, 11 Josh Adams, 10 Dan Edwards, 9 Tomos Williams, 8 Aaron Wainwright, 7 Josh MacLeod, 6 Alex Mann, 5 Adam Beard, 4 Dafydd Jenkins, 3 Archie Griffin, 2 Dewi Lake, 1 Nicky Smith
A disposizione: 16 Liam Belcher, 17 Rhys Carre, 18 Tomas Francis, 19 Ben Carter, 20 Taine Plumtree, 21 Harri Deaves, 22 Kieran Hardy, 23 Mason Grady

Arbitro: Pierre Brousset (FFR)

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