vai al contenuto principale
italia scozia sei nazioni 2026

ROMA – L’Italia ha vinto la prima partita del Sei Nazioni 2026 al termine di 80 minuti di battaglia contro la Scozia. Il risultato di 18-15 riassume una gara giocata testa a testa dalle due squadre, sotto un pioggia che ha messo a dura prova la tenuta del manto erboso dell’Olimpico.

Gli Azzurri hanno guidato però per tutta la partita, fin dalla marcatura di Lynagh al 7′, giocando una partita di grande maturità ed encomiabile testardaggine, dominando le fasi statiche e in particolare mettendo in grave crisi la rimessa laterale scozzese.

Proprio da questa circostanza inizia la gara: la prima occasione della gara va alla Scozia, che al 3′ guadagna una rimessa nei 22 metri azzurri, ma gli avanti italiani rubano l’ovale. Al contrario l’Italia è chirurgica alla propria prima occasione: lancio del gioco da rimessa laterale, penetrazione centrale di Menoncello e attacco del lato corto da parte di Brex, che con un ottimo grubber manda in meta Lynagh.

Altro su ALLRUGBY:
→ Federico Ruzza, l’avanti 2.0, di Alessandro Cecioni
→ Italia-Scozia 1996: 30 anni fa un trionfo contro l’ipocrisia, di Paolo Ricci Bitti
→ Scozia, Lee Radford: “Vorrei dire che sarà una partita a viso aperto, ma non lo sarà”, di David Barnes

Mentre la Scozia viene rispedita al mittente nei suoi due successivi ingressi nei 22 azzurri (touche rubata e calcio per ingresso laterale in ruck), l’Italia segna di nuovo appena può: Lynagh batte Dobie in aria su un calcio contestabile centrale. Sul successivo allargamento, Menoncello in meta grazie a un passaggio esemplare di Lamaro, che sfrutta perfettamente il tre contro due che gli si presenta davanti.

Alla fine del primo quarto di gara la Scozia assedia l’Italia, protagonista di una serie di infrazioni che tengono in pressione gli avversari vicino all’area di meta azzurra. L’assalto buono è quello di Jack Dempsey, che all’ennesima carica riesce a evadere dal placcaggio di Giacomo Nicotera e segnare la meta che rimette in partita gli ospiti.

L’Italia torna oltre il break al 34′: dopo un drop sbagliato da posizione semplice, Garbisi non manca i pali dalla piazzola. Si va al riposo sul 15-7.

Inizio ripresa con la Scozia che torna sotto: l’indisciplina azzurra, unico neo di giornata per i tanti fuorigioco commessi, consente a Russell di accorciare. Al 48′ l’Italia però restituisce il favore mettendo tre punti dopo che Ashman viene punito per un placcaggio alto su Zuliani. Lo stesso giocatore è vittima di una pulizia fallosa di Turner al 54′, per la quale il tallonatore si prende un cartellino.

La pioggia torrenziale che si è abbattuta sullo stadio nella parte centrale e all’intervallo trasforma la partita in un batti e ribatti di box kicks, dove ognuna delle squadre ha occasioni per prendere un vantaggio territoriale che poi difficilmente concretizza, almeno fino a quando la Scozia non trova la soluzione mandando sistematicamente un giocatore oltre il punto di caduta dell’ovale, a caccia del pallone schiaffeggiato all’indietro dai trequarti azzurri in ricezione.

Questo genera l’occasione del 66′, quando da un pallone recuperato gli ospiti ottengono un piazzato che spediscono in rimessa laterale a cinque metri. Si genera una maul enorme che coinvolge praticamente le squadre al completo, e dalla quale emerge George Horne, che brucia gli avversari e va a segnare in bandierina.

Al 71′ l’Italia prova a rispondere proprio grazie alla vittoria di un pallone di recupero dal gioco aereo. Il pallone nei 22 metri è di ottima qualità, ma Lynagh commette un in-avanti raccogliendo il pallone dalla posizione di mediano di mischia.

Al 75′ ancora Italia con un possesso al limite dei 22 metri avversari, con una mischia ordinata arrivata da un in-avanti a terra. Ne consegue un calcio di punizione che l’Italia sceglie di non calciare ai pali ma di mettere nell’angolo, per provare a sferrare il colpo decisivo dell’incontro. La Scozia si salva grazie a un in-avanti nel drive azzurro.

Da lì è solo sofferenza: l’Italia commette due falli consecutivi e consente alla Scozia di risalire il campo. Russell manda i suoi nella metà campo azzurra. L’ultima sequenza è di una lunghezza difficile da raccontare: il match finisce al minuto 84 dopo oltre venti fasi, con la Scozia che arriva fin dentro i 22 metri azzurri ma infine viene tenuta alta nel placcaggio e perde la palla, consentendo all’Italia di alzare le braccia al cielo.

Italia
15 Leonardo Marin (73′ Lorenzo Pani), 14 Louis Lynagh, 13 Juan Ignacio Brex, 12 Tommaso Menoncello, 11 Monty Ioane, 10 Paolo Garbisi, 9 Alessandro Fusco (61′ Alessandro Garbisi), 8 Lorenzo Cannone, 7 Manuel Zuliani, 6 Michele Lamaro (c) (54′ Riccardo Favretto), 5 Andrea Zambonin (68′ Federico Ruzza), 4 Niccolò Cannone, 3 Simone Ferrari (58′ Muhamed Hasa), 2 Giacomo Nicotera (58′ Tommaso di Bartolomeo), 1 Danilo Fischetti (58′ Mirco Spagnolo)

Scozia
15 Tom Jordan, 14 Kyle Steyn, 13 Huw Jones, 12 Sione Tuipulotu (c), 11 Jamie Dobie (49′ Darcy Graham), 10 Finn Russell, 9 Ben White (64′ George Horne), 8 Jack Dempsey, 7 Rory Darge, 6 Matt Fagerson (64′ Gregor Brown), 5 Scott Cummings (49′ Max Williamson), 4 Grant Gilchrist, 3 Zander Fagerson (64′ Elliot Millar Mills), 2 Ewan Ashman (49′ George Turner), 1 Pierre Schoeman (49′ Nathan McBeth)

Marcatori: 7′ m. Lynagh ntr. (5-0), 13′ m. Menoncello tr. Garbisi (12-0), 23′ m. Dempsey tr. Russell (12-7), 34′ cp. Garbisi (15-7),  45′ cp. Russell (15-10), 49′ cp. Garbisi (18-10), 67′ m. Horne ntr. (18-15).

In copertina: la meta di Louis Lynagh – ph. Stefano Delfrate

Torna su