Con forti piogge previste su Roma sabato, Lee Radford, il tecnico della difesa che ha preso il posto di Steve Tandy nello staff della Scozia, nella sua prima trasferta in assoluto in Italia, non si aspetta certo uno spettacolo di rugby arioso e fluido sul prato dell’Olimpico. E non nasconde il suo scarso entusiasmo per l’importanza sempre crescente della battaglia aerea nel rugby internazionale moderno. Ma il nuovo (più o meno) allenatore della difesa della Scozia è soprattutto un pragmatico, e lo schietto tecnico dello Yorkshire promette che i suoi giocatori saranno pronti a trascorrere 80 durissimi minuti a disinnescare bombe dall’alto e a buttarsi sui palloni vaganti a terra pur di iniziare con una vittoria il Sei Nazioni 2026.
“Non vedo l’ora. Non sono mai stato in Italia, quindi sono curioso anche per questo, ma devo stare attento a non trasformarmi in un turista una volta arrivato nella Capitale. Dovrebbe essere una partita intensa, come quella della squadra “A” che gioca venerdì sera” ha detto.
“Come per molte squadre del rugby internazionale in questo momento la battaglia aerea, soprattutto con i cambiamenti regolamentari, è diventata un fattore decisivo per vincere o perdere le partite, e credo che anche l’Italia non faccia eccezione – ha aggiunto – Sono pericolosi nel gioco aereo e soprattutto nei palloni di recupero. Perciò la nostra attenzioni quando la palla è in aria e quando ricade a terra sarà fondamentale questa settimana”.
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“E con il meteo che ci aspettiamo nel weekend, penso che questo accentui ulteriormente il peso del gioco aereo. Ho visto la loro partita contro il Sudafrica in autunno e le condizioni erano terribili, quando è così sei molto limitato in quello che puoi fare e questo aumenta la necessità di calciare”.
“Si tratta di capire chi è disposto a scendere con il pallone quando salta in aria? Chi è disposto a buttarsi sul pallone vagante quando cade a terra? Quanto velocemente riesci a organizzare l’attacco o la difesa? E quando si presentano le occasioni, sei capace di sfruttarle?”
“Per questo credo che sarà una partita molto strategica. Mi piacerebbe dire che sarà un match aperto, da linea laterale a linea laterale, bello da vedere, ma probabilmente sarà una battaglia fisica e logorante. Ed è proprio questo che mi entusiasma”.
Interrogato sul fatto che sempre più squadre cerchino di mettere pressione agli avversari con calci contestabili piuttosto che costruire gioco per fasi a terra, Radford – che sta affiancando il ruolo con la Scozia agli ultimi mesi di contratto con i Northampton Saints – risponde senza esitazioni: “Lo odio – dice senza mezzi termini – A livello di club mi sembra di vendere una finestra con doppi vetri difettosa. Sia chiaro, è importantissimo: così si vincono le partite di rugby. Ma preferisco di gran lunga affrontare squadre come Bristol, Harlequins o Gloucester, che giocano più palla in mano”.
“Dobbiamo fare bene questo aspetto nel weekend… è quello che è… ma io resto un tifoso di rugby”.
Questo è la seconda finestra internazionale di Radford nello staff della Scozia e, dopo aver usato l’autunno per capire la chimica generale della squadra, ora dice di sentirsi pronto a essere una voce più forte nel gruppo, pur assicurando di aver smussato alcuni spigoli rispetto agli anni della sua gioventù nella Rugby League.
“Le prime quattro settimane, dal mio punto di vista personale, sono servite soprattutto a capire il contesto – ha spiegato – Capire le dinamiche dello spogliatoio, quelle dello staff tecnico. Ovviamente risultati e sconfitte – sembra averne vissute già per una vita intera, leggendo tra le righe – ma per me era tutto nuovo e cercavo di comprendere”.
“Ora, con i rapporti che si consolidano, puoi essere un po’ più onesto con le persone ed esprimere maggiormente la tua opinione. Che spero siano pronti ad accettare meglio man mano che il rapporto si rafforza”.
Working towards Rome 💪#AsOne pic.twitter.com/HgpYiolVO3
— Scottish Rugby (@Scotlandteam) February 3, 2026
“Cercherò di restare equilibrato come in autunno. All’inizio della mia carriera ero famigerato per perdere le staffe. Credo di essere finito due volte nella top 10 delle espulsioni post-partita della Super League. Quindi sì, mi sono decisamente calmato e cercherò di essere coerente nei messaggi”.
“Sarò molto duro sugli aspetti legati all’impegno. Per me è uno standard minimo. Credo fermamente che, se facciamo bene il nostro lavoro e restiamo concentrati, ci diamo la migliore possibilità di farci trovare preparati. Ci saranno cose che andranno contro di noi, ostacoli da superare, ma devi metterti nelle condizioni migliori per vincere, con coerenza nell’approccio”.
“Siamo partiti bene. La scorsa settimana è andata molto bene, anche questa. Abbiamo anche la Scozia A con noi: in pratica 53 giocatori sotto lo stesso tetto. Non è semplice da gestire. Merito allo staff, ai preparatori, finora tutto è filato liscio. Era necessario, perché dobbiamo partire a razzo questo weekend”.
“La mia impressione è che siamo lì, ormai da tempo. Il passo successivo è battere qualche squadra importante. Vincere è un’abitudine: quando ne batti un paio, la fiducia cresce. Lo si vede con Glasgow in questo periodo, e anche con Northampton. Lo senti nell’ambiente. È fondamentale ottenere quei risultati per salire di livello”.

Scaldandosi sull’argomento, ha aggiunto: “Migliori nel finalizzare le azioni allenandoti a finalizzarle meglio. Dobbiamo essere spietati in questo. Se qualcuno sbaglia un passaggio, è una questione tecnica comprensibile; ma l’impazienza o una cattiva decisione si possono correggere. Le abilità si allenano, certo, ma sulle decisioni sbagliate puoi intervenire con più forza”.
“Dobbiamo essere costanti nel richiamare questi aspetti e nel mettere in campo la miglior difesa possibile, così da costringer gli avversari a doversi esprimere al massimo. Non è un caso che più sei forte difensivamente in allenamento, più l’attacco deve alzare il livello, e viceversa. È una cosa su cui abbiamo insistito molto questa settimana: standard altissimi su entrambi i lati del pallone”.
Radford ha aggiunto che la squadra maggiore e quella A si sono allenate contro martedì pomeriggio, con momenti piuttosto accesi, cosa che lo ha chiaramente soddisfatto.
“Sì, oggi se le sono date – ha sorriso – Ho dovuto separare le prime linee. È quello che vuoi nel rugby internazionale: quell’agonismo. Preferisci doverli trattenere piuttosto che spingerli. Se devi spingerli, probabilmente non sono nel posto giusto mentalmente”.
Alla seduta ha preso parte l’intero gruppo, compresi gli acciaccati Jack Dempsey (piede), Jamie Dobie (ginocchio), Dave Cherry (polpaccio) ed Ewan Ashman (collo), che la settimana precedente avevano svolto lavoro ridotto o erano rimasti a riposo.
“Sì, tutto bene, si sono allenati oggi – ha detto Radford – Dobie e Dempsey sono in grande forma. Non hanno partecipato la scorsa settimana, ma il riposo ha fatto loro benissimo. Venivano da una striscia di dieci partite con Glasgow, che non è poco. Speriamo siano freschi per il weekend”.
“Cherry sta bene. Ho dovuto fermare anche lui, ha fatto solo contatto ed è pronto. Ashman invece si è fatto un taglio di capelli terribile questa settimana. Quello va rivisto, ma non dovrebbe influire troppo sulla partita”.
Questa intervista è apparsa in originale in lingua inglese su The Offside Line.
