“Non è che sia la mia faccia migliore” sorride Louis Lynagh, interpellato su una foto che ha postato sul suo profilo Instagram il giorno dopo aver affrontato gli All Blacks con la maglia dell’Italia a Wellington.
Nell’immagine c’è lui a fine partita, le braccia conserte e la bocca tirata in un’espressione delusa. La caption dice: stavolta non è andata, ma sono orgoglioso di far parte di questa squadra. Nei commenti Malik Faissal, Leo Marin e Paolo Garbisi esprimono il loro sostegno. Tra i likes ci sono quelli di Nacho Brex, Tommy Allan e del tecnico Philippe Doussy, lo skills coach dell’Italia.
“È una foto interessante, però. Eravamo 14-10 a metà tempo. Eravamo lì, potevamo fare un’altra meta nella prima frazione. Dopo il fischio finale ero un po’ deluso e come me tanti degli altri giocatori, perché il risultato non sembrava giusto per come abbiamo interpretato la partita. È stato tutto in quei 15-20 minuti, i primi 15-20 minuti del secondo tempo hanno deciso la partita.”
Altro su ALLRUGBY:
→ Ken Carrington, il primo All Black in Italia, di Elvis Lucchese
→ Sudafrica-Scozia: una partita da buongustai del rugby, di Giorgio Cimbrico
→ Nations Championship: il momento che ha deciso All Blacks-Italia, di Lorenzo Calamai
In quel quarto di gioco gli All Blacks hanno segnato quattro mete e spaccato la partita, ma soprattutto si è vista una totale discontinuità rispetto ai primi quaranta minuti.
Visualizza questo post su Instagram
“Credo che noi siamo venuti fuori per il secondo tempo e non eravamo al 100% concentrati per quei 20 minuti. Abbiamo giocato una partitona per i primi 40 minuti, poi siamo calati di quel 2% che contro gli All Blacks fa 24 punti. Semplice così. Non siamo al livello dove possiamo “spegnere” per un po’ di minuti, dobbiamo essere accesi per tutta la partita. Al contrario loro sono venuti fuori carichi. Penso che a metà tempo qualcuno dei loro allenatori sia andato a farsi sentire. Sono venuti fuori con il fuoco dentro.”
L’attualità, però, incombe. È tempo di voltare pagina e guardare avanti. Gli Azzurri si trovano a Perth, in Australia Occidentale, e preparano la gara contro i Wallabies, la squadra dov’è nato e cresciuto il mito di Michael Lynagh, padre di Louis, ma anche di Tom, che gioca per la nazionale australiana, ma non sarà della partita per infortunio. Il terzo dei figli di Michael, Nic, ha 18 anni e spera di diventare anche lui un giocatore professionista: attualmente milita nella academy dei Reds, la franchigia del Queensland.
La famiglia Lynagh, infatti, è originaria di Brisbane, sulla costa opposta della grande isola rispetto a Perth. “Sono nato a Treviso, poi siamo tornati in Australia per un anno, abitando nella zona di Brisbane, prima di tornare a Treviso, ma non ho ricordi, ero troppo piccolo. Avevo quasi cinque anni quando poi ci siamo trasferiti in Inghilterra. Qui siamo tornati ogni tanto per un po’ di vacanze. È strano, l’ultima volta in cui sono stato in Australia ero proprio qui, a Perth, con mio padre. Era il 2019, prima della Rugby World Cup. Abbiamo girato un po’ di città, eravamo stati a Brisbane, a Syndey e abbiamo finito il tour qui.”
“Questo è uno dei miei posti preferiti nel mondo. È bellissimo qua e sono contento di venire qui con la nazionale e con tutti i miei amici. I miei genitori non saranno alla partita, ma verranno Tom e Nic da Brisbane, sarà bello avere un po’ di famiglia sugli spalti. Sono molto emozionato. O meglio, non lo sono tanto adesso, prima della partita, ma so che quando arriverà il giorno della partita arriveranno anche le emozioni.”
Visualizza questo post su Instagram
Già, la partita. “Penso che i Wallabies vogliano giocare tanto con la palla in mano. È dentro il DNA dell’Australia: vogliono giocare un rugby creativo ed espansivo. Abbiamo visto durante la nostra review della partita contro la Nuova Zelanda che con la nostra difesa abbiamo lasciato qualche opportunità per andare al largo e vogliamo essere più attenti a questo aspetto.”
“Da parte nostra vogliamo fare una partita di 80 minuti. È l’ultima partita dell’anno, l’ultima partita insieme fino a novembre. Sappiamo che per loro sarà l’ultima partita per Joe Schmidt e Laurie Fisher, due loro allenatori, un elemento che darà loro ulteriore carica. Sarà una partita dura, ma penso anche un bello spettacolo a cui assistere.”
In copertina: Louis Lynagh stringe la mano a Ardie Savea in All Blacks-Italia – ph. Joe Allison – Nations Championship/Nations Championship via Getty Images
