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italia all blacks nations championship 2026

La Nuova Zelanda resta lontana, al netto di un primo tempo azzurro bello come mai si era visto a domicilio contro i Tutti Neri, di un arbitro incerto e indeciso che sul campo vede la metà di quello che succede e sembra telecomandato dai suoi assistenti, di una battaglia che lascia sul campo un prezzo salatissimo guardando a ciò che dovrà succedere tra una settimana in casa dell’Australia: Faissal, Allan, i fratelli Cannone probabilmente potrebbero aver finito a Wellington il loro tour nel mondo sottosopra.

Vincono con tanto di tariffa esagerata (47-17, 7 mete a 2) gli All Blacks, anche se per 40’ sembrano finire all’angolo, sorpresi da un’Italia aggressiva in difesa, propositiva palla in mano, che mette in mostra il solito Menoncello hors catégorie e un Faissal che con i fatti illustra i motivi che hanno convinto Quesada a strapparlo all’under 20 senza passare dal via.

L’inizio della partita è da stropicciarsi gli occhi, il Giappone sembra un ricordo sepolto nei dispiaceri, l’Italia fa la voce grossa nei punti d’incontro, Niccolò Cannone la muove velocemente, Garbisi sventaglia al largo e il duetto sullo stretto tra Menoncello e Faissal è da manuale dell’attacco. Menoncello ringrazia, segna e lancia un messaggio nell’aria: non siamo quelli di Tokyo.

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L’Italia è presente, placca duro e rallenta il gioco, gestisce possesso e territorio, ma subisce la meta di Darry nell’autoscontro che nessuno vede, il Tmo convalida senza batter ciglio e Ramos assegna a occhi chiusi dal lato opposto allo svolgersi delle operazioni. Parità, ma c’è ancora tanta Italia, tanto possesso in avanzamento, tanto Niccolò Cannone a fare l’ariete, tanto affanno neozelandese che li costringe al fuorigioco. Allan mette in cassaforte 3 punti dal tee, di nuovo in vantaggio. Meritato.

Alla mezzora Will Jordan dà il via alla sua giornata di gloria e record, segna su invito di Carter che per raccogliere un calcetto nello spazio controlla il pallone con un chiaro autopassaggio in avanti. La rivedono sullo schermo gigante, per l’arbitro francese il giocatore è sempre nel pieno controllo dell’ovale, ma la sensazione diffusa è diversa. Tant’è, equilibri ristabiliti, si va negli spogliatoi con gli All Blacks che dopo aver visto tanto nero in campo, si godono il riposo in vantaggio (14-10).

Alla ripresa cambia tutto, l’Italia sembra aver speso troppo in un primo tempo di enorme consumo energetico, fisico e mentale, e in 10 minuti sperpera tutto quello che di buono aveva costruito. Mete di Roigard, De Groot e doppietta di Will Jordan che taglia il traguardo delle 50 firme personali, record di ogni tempo tra chi porta cucita la felce d’argento sul cuore (superato Doug Howlett a quota 49). Succede di tutto, Niccolò Cannone sull’azione della meta si fa sorprendere in una mossa di calcio in costume mentre sfiora la testa di Roigard. Giallo innalzato a rosso dal sudafricano Van der Wehistuzen, mentre Faissal (spalla), Lorenzo Cannone (caviglia) e Allan (sterno) vengono sacrificati alla durezza dello scontro fisico. In inferiorità numerica e con un assetto rivoluzionato, Alessandro Garbisi all’ala, Marin estremo, la partita diventa brutta e scorbutica, interrotta da troppi infortuni e altrettanti tentennamenti dell’arbitro. Marin ha la forza di trasformare in meta la caparbietà di Brex su un pallone di recupero, prima che a tempo scaduto e dopo 18 fasi di scontri fisici e tanti dubbi sui palloni vaganti Vaa’i non decida di farci pagare la solita tariffa.

Un passo in avanti rispetto al Giappone, ma 7 mete incassate e un secondo tempo di enorme sofferenza non possono suggerire un giudizio. Aspettando l’ultima fatica australe di un tour crudele.

Il tabellino di All Blacks-Italia

Nations Championship 2026 – Southern Series
HNRI Stadium – Wellington
NUOVA ZELANDA – ITALIA (pt 14-10)

Marcatori: 3’ meta Mononcello tr. Allan (0-7); 8’ meta Darry tr. Love (7-7); 18’ cp Allan (7-10); 30’ meta Jordan tr. Love (14-10); 42’ meta Roigard tr. Love (21-10); 48’ meta De Groot (26-10); 51’ meta Jordan tr. Love (33-10); 54’ meta Jordan tr. Love (40-10); 57’ meta Marin tr. Garbisi (40-17); 80’ meta Vaa’i tr. Love (47-17)

Nuova Zelanda: McKenzie, Jordan, Proctor, Barrett (57’ Lienert-Brown), Carter (32’ Moorby), Love, Roigard (57’ Ratima), Savea © (65’ Lord), Jacobson (41’ Segner), Sititi, Vaa’i, Darry, Lomax (49’ Tosi), Taylor (49’ Taukei’aho), De Groot (49’ Bower)

All: Dave Rennie

Italia: Allan (58’ A. Garbisi), Faissal (41’ Marin), Brex, Menoncello, Lynagh, Garbisi, Varney, L. Cannone (43’ Favretto), Lamaro © (58’ Marini), Vintcent (48’-58’ Marini), Zambonin (63’ Ruzza), N. Cannone (72’ Lamaro), Riccioni (63’ Hasa), Di Bartolomeo (54’ Lucchesi), Fischetti (54’ Spagnolo)

All: Gonzalo Quesada

Arbitro: Luc Ramos (Fra)

Cartellini: rosso a Niccolò Cannone al 51′

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