Spinto dalle mete che segna a Northampton arriva al Sei Nazioni Edoardo Todaro, trequarti ala classe 2006. Gonzalo Quesada lo soffia all’Under 20 ed è chiaro che andrà nei 23 in campo nella prima partita (Scozia, all’Olimpico il 7 febbraio). “Con Di Giandomenico c’è grande sintonia. Forse lui temeva che prendessimo anche Opoku e Faissal, ma chiameremo solo giocatori che sappiamo che ci servono davvero, perché anche noi vogliamo una Under 20 forte”, dice il ct Quesada, svelando come andrà.
Assieme a due esordienti che faranno da comparse (“annusare l’aria della nazionale maggiore”, si dice), come Damiano Mazza e Samuele Locatelli, vanno a Verona fino al 31 gennaio (e poi a Roma) i 31 convocati che Quesada ha, visti gli infortuni, a disposizione. Le uniche scelte tecniche riguardano Alessandro Garbisi, non inserito fra i mediani di mischia (Varney, Page-Relo, Fusco), Giulio Bertaccini e Marco Zanon, a cui fra i centri è preferito Odogwu.
In terza linea, come detto, arriva Samuele Locatelli (“Sta facendo bene con le Zebre, vogliamo vederlo qui”) che affianca Lorenzo Cannone, Michele Lamaro, Manuel Zuliani, Alessandro Izekor e David Odiase. Altro possibile flanker è Riccardo Favretto, che in Benetton sta facendo bene disimpegnandosi talvolta anche in terza linea e che Quesada, forse per confondere un po’ le acque, ha convocato etichettato come seconda linea con Niccolò Cannone, Ruzza e Zambonin.
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Cinque i piloni, dove siamo un po’ corti (Ferrari, Fischetti, Hasa, Riccioni e Spagnolo), mentre tra i tallonatori vengono premiati Di Bartolomeo con Dimcheff e il sicuro titolare Nicotera. Questo in attesa che Lucchesi si riaffacci. “E’ uno degli infortunati che ha più possibilità di rientrare, insieme a Capuozzo e Allan. Per Vintcent e Negri, invece, niente Sei Nazioni”, dice Quesada.
Stuzzicato sul dualismo fra lui e Zuliani, Mitch Lamaro fa il diplomatico: “Ci spingiamo a vicenda, e la sua crescita mi sprona a dare ancora di più”. Ma non è detto che non possano convivere: magistrale la glissata di Quesada sull’argomento.
Così come Quesada si nasconde un po’ sulle aspettative. “Gli avversari ci conoscono, ci studiano di più di due anni fa, quando li abbiamo sorpresi. Vedo l’Irlanda un po’ più indietro dello scorso anno, una squadra non più in grado di tritare tutti gli avversari. L’Inghilterra ha fatto passi avanti, la Scozia sarà una grande battaglia fisica, il Galles ha aggiunto tre allenatori allo staff perché sanno che sono a un punto di svolta”. E la Francia? “Quella è una corazzata, hanno una profondità incredibile”.
“Ma noi possiamo sognare, siamo campioni mondiali di sogni – dice ancora Quesada – e Rassie Erasmus ha detto che dovremmo stare fra i primi due del Sei Nazioni per quello di buono che lui ha visto in noi. Cose che fanno piacere”.
Quattordici i giocatori del Benetton, otto quelli delle Zebre e undici gli “stranieri”. Un bel mix.
