vai al contenuto principale
rugbymercato urc

Difficilmente lo United Rugby Championship è il campionato re del rugbymercato, ma è uno dei tabelloni dei trasferimenti più divertenti da spulciare, perché propone una serie di acquisti internazionali tra i quali si nascondono spesso giocatori non di grido, ma capaci di cambiare l’equilibrio dei rapporti di forza della competizione.

In questa sessione, ad esempio, si sono confermati alcuni trend: le franchigie sudafricane lavorano costantemente per riportare in patria i propri talenti sparsi in giro per il mondo, mentre l’esodo verso l’estero non si ferma; le squadre gallesi vedono tanti giocatori lasciare il paese, ma sono comunque capaci di attrarre giocatori stranieri di livello; le scozzesi continuano a interessarsi a giocatori che possano rappresentare il XV del Cardo.

Mentre le quattro irlandesi hanno avuto un rugbymercato piuttosto tranquillo, si sono mosse in direzioni diverse le due italiane: il Benetton ha fatto acquisti interessanti, per cercare di rilanciare una rosa il cui valore sembra essersi un po’ appiattito e per rimpiazzare le partenze importanti delle ultime stagioni; le Zebre hanno continuato a lavorare per portare a confrontarsi con lo URC giovani giocatori italiani, impreziosendo il tutto con l’arrivo di Tommaso Allan.

Altro su ALLRUGBY:
→ All Blacks in Sudafrica: contro gli Stormers un assaggio di cosa li attende, di Gianluca Barca
→ Un brutto Sudafrica, un Sudafrica che vince ancora: Argentina KO di misura, di Lorenzo Calamai
→ Rugby femminile: Linci, atto secondo, di Federico Meda

I migliori acquisti dello URC

Ciaran Frawley
Leinster -> Connacht

A Galway si è liberato un posto importante nel ruolo di numero 10. Si è infatti ritirato a 33 anni Jack Carty, giocatore simbolo della franchigia irlandese, con picchi di rendimento che lo avevano portato a vestire anche la maglia della nazionale in alcuni momenti. L’arrivo di Josh Ioane dalla Nuova Zelanda, due stagioni fa, non ha sortito l’effetto sperato, pur essendo un giocatore di qualità. Ecco che allora Connacht è riuscita a convincere Ciaran Frawley, giocatore importante ma che al Leinster è la terza apertura dietro Sam Prendergast ed Harry Byrne e non tra le prime scelte neanche nel ruolo di estremo, a seguire il richiamo del vento dell’ovest. Se Leinster ha dichiarato che avrebbe voluto trattenere Frawley, il giocatore ha espresso il proprio entusiasmo per la prospettiva di avere più minuti a disposizione e di tornare a lavorare con Stuart Lancaster, che proprio a Dublino lo aveva lanciato.

Jamie Ritchie
Perpignan -> Glasgow Warriors

A 30 anni Jamie Ritchie si trova a un bivio di carriera. È stato capitano della nazionale scozzese, ha giocato in due Rugby World Cup e ha anche lasciato la Scozia per una esperienza all’estero con il Perpignan, che non è stata così brillante, ma comunque intensa. La sua stella è sembrata affievolirsi nelle ultime stagioni, principalmente per merito di altri giocatori scozzesi che, nello stesso ruolo, stanno brillando più di lui, Rory Darge su tutti. Ritchie, però, è ancora nel giro della nazionale, con due presenze nel corso della stagione scorsa, e la possibilità di partecipare a un terzo mondiale è assolutamente viva. Per farlo, il flanker che ha speso dieci di carriera a Edimburgo ha scelto di tornare in patria per vestire la maglia dei rivali, i più quotati Glasgow Warriors, dove arriva per far fronte alle partenze di Jack Dempsey e Sione Vailanu.

Boan Venter
Edinburgh -> Lions

Boan Venter aveva lasciato il Sudafrica per la Scozia nel 2020. A Edimburgo ha avuto una carriera in crescendo, ritagliandosi un ruolo sempre più importante, a sinistra della prima linea. La sua stazza imponente e le sue qualità in mischia ordinata si sono raffinate e probabilmente la nazionale scozzese puntava a convocarlo in nazionale una volta eleggibile per residenza. Proprio quando questa decisione pareva imminente, Venter è stato chiamato da Rassie Erasmus nel giro degli Springboks. Che questa mossa sia stata dettata dalla volontà di non lasciare il giocatore a una squadra rivale o per effettivo merito è difficile dire, fatto sta che Venter si è guadagnato il suo spazio, ottenendo nelle ultime due stagioni 10 caps con la nazionale sudafricana. Ora il ritorno in patria, nella sempre più ambiziosa franchigia dei Lions, reduce dal primo approdo ai playoff della sua storia.

Lalakai Foketi
Chiefs -> Ospreys

Lalakai Foketi ha 9 caps per l’Australia, malgrado sia nato in Nuova Zelanda da una coppia maori e tongana. Con i Wallabies ha partecipato alla scorsa Rugby World Cup, ma poi la crescita di giocatori simili come Len Ikitau e Hunter Paisami ha fatto sì che finisse un po’ fuori dai radar. Nel 2025/2026 è tornato in Nuova Zelanda: ai Chiefs ha realizzato una buona stagione, pur inframezzata da una serie di acciacchi e infortuni. Si è fatto comunque notare come riserva di lusso, partendo dalla panchina e spesso lasciando il segno a partita in corso, una volta liberatosi dei problemi fisici. Centro imponente ma capace di utilizzare bene le mani, Foketi è un bell’acquisto da parte degli Ospreys, dove potrà immediatamente essere un giocatore importante per la franchigia.

Cullen Grace
Crusaders -> Scarlets

Parte dei Crusaders cannibali delle recenti stagioni, Grace lascia la Nuova Zelanda a 26 anni dopo aver certificato di essere uno di quei giocatori perfetti per il rugby di club, ma leggermente sotto il par per il rugby internazionale, avendo vestito una singola volta la maglia degli All Blacks. Uno di quei giocatori, quindi, che sono preziosi acquisti per le squadre europee. Flanker ruvido dalle spiccate doti aeree, a Llanelli Grace cerca il rilancio dopo una fase della sua carriera tormentata dagli infortuni. L’ultimo, al ginocchio, lo ha costretto a saltare tutta la stagione 2025/2026. Dovrebbe tornare in campo a breve con Canterbury per giocare l’NPC, prima di imbarcarsi a ottobre per il Galles, dove avrà la possibilità di prendere in mano le chiavi della rimessa laterale degli Scarlets.

Wilco Louw
Bulls -> Stormers
Siya Kolisi
Sharks -> Stormers
Cheslin Kolbe
Tokyo Sungoliath -> Stormers

Il trio di acquisti che fa esplodere le quotazioni degli Stormers in vista della prossima stagione. Già tra le squadre più forti della competizione, la franchigia aggiunge alla rosa tre Springboks di vastissima esperienza e grande qualità, tutti motivati perché nell’anno del mondiale. Tutti e tre grandi ritorni a Cape Town, peraltro, perché Louw, Kolisi e Kolbe hanno tutti mosso i primi passi in franchigia con la squadra biancoblu. Il gigantesco Louw è uno dei più forti piloni destri del panorama mondiale; Kolisi è il capitano degli Springboks e un giocatore che, malgrado un’integrità fisica sempre più precaria, invecchia affinandosi come il vino buono; Kolbe ha forse perso la velocità di punta dei giorni migliori, ma conserva uno step fulminante e ottime capacità nei duelli aerei.

Isaia Walker-Leawere
Hurricanes -> Benetton

Se si guarda complessivamente al rugbymercato in entrata, quello del Benetton è probabilmente uno dei più validi dell’intero URC, forse secondo solo a quello degli Stormers. A Treviso arriva un gruppo di giocatori di qualità, seppur nessuno di questi sia un profilo di grido. Il migliore del lotto è quello di Isaia Walker-Leawere, seconda linea neozelandese di 29 anni che si può adattare anche al ruolo di flanker dal lato chiuso. Un metro e novantasette per 122 chili, Leawere è grande e grosso, ma è soprattutto un ottimo atleta, capace di essere presente in giro per il campo, di portare la palla, imporsi fisicamente e poi giocare un offload oltre il placcaggio. Sebbene non sia stato un titolare fisso, è stato certamente un elemento di primaria importanza nella squadra degli Hurricanes che ha stradominato il Super Rugby Pacific e arriva a Treviso per rinfoltire un reparto dove se ne sono andati Scott Scrafton e Eli Snyman, ma Walker-Leawere può dimostrarsi un upgrade rispetto a entrambi.

Tommaso Allan
Perpignan -> Zebre

In 13 anni di carriera, Tommy Allan ha giocato in Italia solamente per cinque, con il Benetton, dal 2016 al 2021. A Perpignan è emerso nella sua prima esperienza, poi è stato un giocatore importante per gli Harlequins e ancor più rilevante in questi ultimi tre anni a Perpignan. Proprio con la squadra catalana si è visto il miglior Allan: un giocatore capace di ottime letture della situazione, approfittando del momento giusto per cogliere le occasioni che si presentano in campo. Una qualità che ha potuto mettere a frutto in una squadra dov’era un protagonista, ma non l’unico punto di riferimento in campo. Di come questo trasferimento abbia senso sia per l’atleta che per la franchigia abbiamo già scritto, ma sarà chiave la capacità delle Zebre di utilizzare al meglio le sue capacità, non poggiandosi sulle sue spalle per farne un trascinatore, quanto permettendogli di poter essere un valore aggiunto in un collettivo autonomo e funzionante.

Torna su