Nell’ultima settimana di luglio, su queste pagine, è apparso un articolo relativo alle Linci Rugby Club di Milano che ha innescato un bel dibattito tra lettori e lettrici, addetti e addette ai lavori, protagoniste e protagonisti. Da una parte c’è un gruppo di ragazze che ha scelto la via dell’autogestione per continuare a giocare insieme, dall’altra un lato oscuro della gestione 2025/2026 su cui è bene fare ulteriore chiarezza.
In primis, abbiamo avuto dei rilievi da parte dello staff della stagione 2025/2026 perché alcuni di loro hanno avviato una causa di lavoro. La redazione di Allrugby ha poi ricevuto una lettera aperta da parte del Cus Milano, indirizzata all’autore perché l’articolo “lascia intendere che la nascita delle Linci sia stata una naturale risposta a presunte criticità del CUS Milano” (più sotto trovate uno stralcio della missiva). Infine, Allrugby ha voluto capirci di più relativamente ai contratti e ai finanziatori di questa avventura che l’anno scorso ha portato un nutrito gruppo di ragazze a vincere il proprio girone territoriale in Serie A da imbattute, per poi scoprire di non poter partecipare ai playoff promozione per il mancato rispetto di un requisito regolamentare fondamentale, noto fin dall’inizio: l’obbligatorietà delle categorie giovanili.
Simon Picone, ex nazionale azzurro, è stato coinvolto nella vicenda Linci. Allenatore dell’attacco, il suo compenso era a gettone. Ha spiegato che durante l’anno la dirigenza è stata presente, i pagamenti erano regolari. Poi, a un certo punto, alcune giocatrici e gli allenatori sono stati lasciati a casa. Ma senza ricevere né PEC né altro. È dispiaciuto sia per la questione economica in sé, sia per la negligenza nel comunicare le sorti della società.
Parliamo di Picone perché ci ha dato l’autorizzazione a farlo, ma la questione contrattuale riguarda altri dello staff che si sono visti concludere il rapporto di collaborazione dall’oggi al domani. Questo nonostante accordi pluriennali con la società Erinni 2013, che fa capo a Ludovico Guarneri, tra i finanziatori del progetto Linci e colui che ha presentato la nuova squadra nel maggio del 2025 nel salone dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia a Milano. In quella sede si parlava ambiziosamente di promozione in Elite (primo obiettivo) e di playoff scudetto in quattro anni. Ci auguravamo, nell’articolo a copertura dell’evento, “che tanta apparenza sia anche sostanza”. Invece è bastato inciampare nelle obbligatorietà per vedere il progetto ridimensionarsi.
Contattato sull’argomento Guarneri ha specificato che “nel momento in cui la FIR non ha accettato la deroga [sull’obbligatorietà delle giovanili] per partecipare ai playoff, tutto il discorso è finito e non c’erano più i presupposti per continuare”. Alla FIR Guarneri critica l’atteggiamento pregiudiziale nei confronti delle Linci, la cui prima domanda di deroga è stata rigettata a dicembre e, in seconda istanza in primavera, non ha ricevuto alcuna risposta dall’organo federale.
Nel precedente articolo di fine luglio avevamo chiacchierato – tra le altre – con Alice Ratcliff, che ci ha raccontato la sua esperienza 2025/2026 da giocatrice delle Linci. Alice afferma di essere rimasta spiazzata dalla grande solidarietà e tifo del movimento ma anche dal polverone che si è alzato, “che non serve né alla nostra causa né ad aiutare il rugby femminile”. Ha ribadito nuovamente che agli allenatori, a parte verso fine anno, non è mai mancato nulla, solo una volta pare esserci stato un ritardo nei pagamenti. Alle ragazze parimenti: è stato garantito quanto promesso, tranne una comunicazione trasparente sull’obbligatorietà. Secondo diverse testimonianze raccolte da Allrugby, le giocatrici ne sarebbero venute a conoscenza solo alla vigilia dei playoff.
Guarneri ha dichiarato di non aver chiuso tutto e subito – ovvero al momento dell’esclusione dai playoff – “perché le ragazze mi hanno detto di voler continuare da sole”. È rimasto Max Tarocco come presidente, mentre sono stati cambiati diversi elementi del consiglio del club, inserendo alcune giocatrici. Una scelta di taglio con il passato caldeggiata anche dallo staff 2025/2026 a livello morale ma – nei fatti – rigettata da alcuni di loro perché parallelamente hanno avviato una causa di lavoro. I tecnici – per quanto sappiamo – avrebbero anche transato, ma non hanno mai trovato un interlocutore, se non le stesse giocatrici, le quali hanno chiesto una sensibile riduzione dell’ingaggio, vedendosela rifiutata.
Le Linci al momento non sembrano avere debiti, perché le mancanze, a quanto Allrugby ha potuto intendere, sono in carico solo alla società Erinni 2013. È materia per avvocati, insomma. Ed è qui il nodo della questione, e che forse sfugge a diverse delle parti in causa: se il movimento femminile deve crescere, non deve poter assistere a situazioni del genere.
La lettera del Cus Milano
“Nell’articolo si parla di “promesse non mantenute”, di un progetto che si sarebbe ridimensionato e di una società che privilegerebbe il settore maschile. Sono affermazioni gravi, presentate come elementi di contesto, ma senza alcun riscontro e senza che il CUS Milano sia mai stato contattato per fornire chiarimenti. La realtà è molto diversa. Da oltre dieci anni il CUS Milano investe nel rugby femminile con continuità, arrivando oggi ad avere il più alto numero di tesserate in Italia, due squadre seniores nei massimi campionati nazionali, un settore giovanile che ha conquistato il titolo italiano Under 16 e il terzo posto Under 18, undici atlete convocate nelle rappresentative nazionali nell’ultima stagione e un progetto che coinvolge centinaia di ragazze. Tutto questo non è nato per caso, ma grazie a investimenti economici, organizzativi e umani molto importanti”.
