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Se l’è dovuta sudare più del previsto, contro dei Dragons che hanno davvero lasciato tutto quello che potevano, ma alla fine il Montpellier ha raggiunto la finale di Challenge Cup, cinque anni dopo l’ultima, vittoriosa occasione e a dieci dalla prima.

Dovesse battere anche Ulster nella finale del 22 maggio a Bilbao, la squadra heraultais vincerebbe la competizione per la terza volta, traguardo fin qui raggiunto solo da Harlequins e Clermont.

Intanto, in Top 14, la squadra ha vinto sei delle ultime sette gare ed ha raggiunto il secondo posto in classifica, appaiata a Pau e dietro solo a Tolosa.

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Recente passato e presente del Montpellier

Dopo aver vinto il massimo campionato francese nella stagione 2021-2022, con Paolo Garbisi all’apertura, il Montpellier ha attraversato qualche stagione di difficoltà sportiva, malgrado sempre con una rosa ben infarcita di veterani e di giocatori arrivati dall’estero.

Dopo aver sollevato il Bouclier de Brennus, arrivò undicesimo nella stagione successiva. Nel 2023/2024 ha addirittura dovuto giocare il barrage contro la finalista perdente del ProD2, il cosiddetto access match, vincendo 20-18 contro un Grenoble molto agguerrito. La tredicesima posizione ottenuta alla fine della stagione era quasi un sollievo, dopo un inizio da incubo che aveva visto la formazione rimanere attardata a lungo in ultima posizione.

Le difficoltà avevano fatto sì che il proprietario, Mohed Altrad, richiamasse al club Bernard Laporte per assumere il ruolo di director of rugby. Nell’estate del 2024, dopo aver ottenuto la salvezza, Laporte ha proceduto a ricostruire lo staff della prima squadra, promuovendo a capo allenatore Joan Caudullo, giovane tecnico ed ex giocatore del club che si occupava di dirigere il centro di formazione e la squadra espoirs di Montpellier. Al suo fianco sono arrivati Benoit Paillague, mediano di mischia fresco di ritiro con oltre 250 presenze per i biancoblu, e Geoffrey Doumayrou, anch’egli fresco di ritiro, lui nato e cresciuto a Montpellier e poi divenuto internazionale per la Francia mentre giocava a La Rochelle.

Il nuovo gruppo tecnico ha immediatamente portato a risultati migliori, cogliendo una nona posizione nella stagione scorsa, a sette punti dai playoff. Durante la scorsa estate la squadra si è rinfrescata: il veterano Paul Willemse ha dovuto ritirarsi per infortunio; il neozelandese George Bridge, arrivato da All Black e mai davvero esploso in Europa, è tornato nel Super Rugby; hanno lasciato dei punti fissi della squadra degli anni precedenti come Anthony Bouthier, Jan Serfontein, Cobus Reinach e Sam Simmonds. Dal mercato sono arrivati Ali Price, Adam Beard e Ricky Riccitelli sul fronte dei veterani internazionali, ma molto di buono lo hanno dato gli arrivi dell’australiano Tom Banks, alla ricerca del rilancio dopo tre anni in Giappone, e l’argentino Justo Piccardo, centro che si sta facendo largo anche nelle fila dei Pumas.

Dopo un inizio stagione sulla falsariga dell’annata precedente, Montpellier ha cambiato marcia attorno alla fine di novembre: dalla decima giornata in poi ha vinto dieci delle tredici gare disputate. L’apertura argentina Domingo Miotti, 29enne da tempo lasciato da parte dai Pumas (9 caps, l’ultimo nel 2022), è il terzo miglior marcatore del campionato, mentre il capitano Lenni Nouchi, flanker 22enne che guidò la Francia U20 alla vittoria del mondiale giovanile 2023, è costantemente tra i migliori in campo, cosa che gli ha fatto guadagnare un posto nei 23 di Fabien Galthié allo scorso Sei Nazioni.

Senza un attacco particolarmente prolifico (in Top 14 è settimo per punti segnati), Montpellier ha costruito la propria identità su una difesa difficile da superare (solo Tolosa ha subito meno punti in campionato), basato su una rosa di giocatori grandi e grossi, pronti a soffocare le manovre offensive avversarie in un abbraccio laocoontico.

Il club dei cattivi

La peculiarità del Montpellier è anche quella di avere una rosa particolarmente piena di giocatori che hanno avuto problemi con la giustizia.

Il pilone titolare a destra è Mohamed Haouas, 32 anni e 16 caps con la Francia, condannato per rapina, rissa (fatti risalenti al 2014) e violenza domestica nel 2023, messo in libertà vigilata e poi fermato per guida in stato d’ebbrezza nel 2024. Dall’altra parte della prima linea c’è Wilfrid Hounkpatin, 34 anni, condannato a un anno con la condizionale nel 2024 per violenza coniugale.

Il seconda linea Bastien Chalureau è stato condannato a gennaio 2024 a sei mesi per aggressione. Inizialmente gli era stata contestata una componente razzista alle sue azioni, di cui è stato poi scagionato in appello.

A Montpellier gioca anche il centurione della Scozia Stuart Hogg, prima ritiratosi nel 2023 e poi tornato a giocare un anno dopo al club francese. L’ex capitano del XV del Cardo è stato condannato a un anno di libertà vigilata nel gennaio del 2025 per violenza domestica, i cui dettagli emersi sono particolarmente sconfortanti.

Mentre alcuni club e alcune federazioni hanno rifiutato di impiegare questi atleti dopo la loro condanna (Haouas avrebbe dovuto trasferirsi a Clermont nel 2023), Montpellier sembra non essersi posto troppi problemi nell’ingaggiarli.

“Perché non dovrebbero avere diritto a una nuova possibilità? Hanno pagato per quello che hanno fatto, no? – ha detto in un’intervista del 2024 Bernard Laporte – Sono diversi mesi che parlo con Mohamed Haouas, c’era una vera volontà mia e del presidente [Mohed Altrad] di farlo tornare qui. Ha sbagliato, ma per questo non bisogna più parlargli? La giustizia ha fatto il suo corso e lui ha il diritto di riprendere il suo posto.”

Dove si fermino i confini del garantismo, fino a che punto la storia del Montpellier sia una di redenzione e dove invece incominci una scivolosa questione morale è un tema affascinante, che meriterebbe lunga discettazione. Resta invece un’informazione rilevante che Bernard Laporte è stato condannato in primo grado dal tribunale di Parigi, nel 2022, per corruzione passiva e favoreggiamento a vantaggio di Mohed Altrad e del Montpellier.

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