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Una partita fondamentale, una partita chiave. Così l’avevano definita alla vigilia, questa Italia-Scozia, la capitana Elisa Giordano e il ct Fabio Roselli.

Si aspettavano risposte, e le risposte sono arrivate. Ad esempio, per quanto riguarda la tenuta sul piano del gioco e su quello mentale, andando oltre i 40 minuti accettabili giocati sia in Francia sia in Irlanda.

“In effetti è andata meglio – dice Giordano – con meno alti e bassi e con la determinazione di stare sempre con il piede sull’acceleratore. Visti i tre gialli, possiamo fare meglio in termini di disciplina, questo sì, ci lavoreremo”.

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E comunque quando la squadra è rimasta per 10 minuti in doppia inferiorità numerica ha concesso la prima meta alle avversarie, ma ha difeso molto bene ed è anche andata in meta a sua volta. “Noi dello staff non ne siamo rimasti stupiti – assicura Roselli -. Teniamo conto che veniamo dalla quarta settimana di lavoro e che stavolta abbiamo potuto svolgere la preparazione con 34 giocatrici. La prestazione non è venuta a caso. Sono molto fiero di tutte le ragazze e dell’ottima performance nella nostra prima partita casalinga. E per quanto riguarda il periodo in 13 contro 15 è venuta fuori la maturità di una squadra in crescita”.

Tre partite e tre esordi: dopo Cheli e Costantini, contro la Scozia è stata la volta di Margherita Tonellotto. “Si cerca di migliorare la profondità del gruppo – osserva il tecnico azzurro – e altre giovani spingono per fare il debutto”. D’altronde ci sono anche giocatrici che hanno un numero ridotto di cap e si mostrano affidabili. Un nome per tutte: Vittoria Zanette, che ha “arricchito” il reparto di prima linea e stavolta ha segnato pure due mete. “È un altro esempio – puntualizza Roselli – di una giovane che è stata pronta a cogliere la sua opportunità, perché evidentemente ha lavorato bene con la squadra”.

Emerge anche un risvolto emotivo: su una parete all’interno dello stadio erano stati scritti i nomi di tutte le giocatrici che hanno fatto parte della Nazionale seniores. A fine partita Tonellotto ha aggiunto il suo. “Le sentiamo tutte con noi – garantisce Giordano – diciamo che nessuna si perde per strada”.

Al Lanfranchi le avversarie di giornata sono state incapaci di trovare un modo per frenare le ondate azzurre e anche discretamente sfortunate, se si calcolano le uscite per infortunio in aggiunta alle defezioni già programmate. In campo si avvertiva frustrazione da parte loro? “Sinceramente non ci ho fatto caso – conclude Giordano – noi pensavamo solo ad andare forte dall’inizio alla fine e a non dare loro l’occasione di alzare la testa”.

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