Non c’è niente da fare: Scozia-Inghilterra a Murrayfield è un’altra cosa.
Lo è per ogni aspetto: perché poche altre volte il calore del pubblico è un elemento così importante nella partita, perché i giocatori scozzesi in queste occasioni riescono a sbloccare un livello di carattere diverso rispetto agli altri scontri, perché evidentemente l’Inghilterra esprime tutti i propri limiti quando si trova in quel fortino, circondata da sguardi ostili.
E così Gregor Townsend tende l’imboscata perfetta alla sua centesima partita da allenatore della Scozia e centra la quinta vittoria nelle ultime sei sfide contro l’Inghilterra.
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Merito di una partenza eccezionale della squadra di casa, con Finn Russell al centro di una trama di gioco espansivo e continuato, capace di far ballare la difesa inglese. La squadra ospite si mette nei guai quando, al 7′, Henry Arundell se ne va per 10 minuti: la Scozia colpisce quindi immediatamente con Huw Jones, capace di sfruttare al meglio il mismatch con Maro Itoje al largo, e poco dopo con Jamie Ritchie, che corona una spettacolare sequenza offensiva con il pallone che vola da una parte all’altra del campo.
Dopo 13 minuti la Scozia è davanti 17-0, ma l’Inghilterra sa che dopo la tempesta iniziale potrà provare a rientrare nella partita. Ci riesce al ritorno in parità numerica, con Ford che serve un assist perfetto ad Arundell per schiacciare sotto i pali. Il mediano dei Sale Sharks riporta i suoi a -7 al 25′ con un piazzato.
L’Inghilterra, però, si fa male da sola: su un velenoso calcetto dietro la linea di difesa si trova a recuperare Ellis Genge, che scivola sul prato ma non controlla l’ovale a terra. Il pasticcio genera una facile marcatura per il rapace Ben White e rimanda indietro l’Inghilterra, che poco dopo subisce anche un rosso da 20 minuti per il secondo fallo da giallo di Arundell, improvvido in un intervento su Steyn, già saltato a ricevere un pallone alto.
In inferiorità l’Inghilterra spinge comunque. Prima accorcia a -11 con un piazzato di Ford a inizio ripresa e poi si ritrova a premere nei 22 metri avversari. Ancora una volta, però, un proprio errore li condanna: Ford si piazza nella tasca per provare il suo classico drop e accorciare ancora nel periodo di inferiorità numerica, ma non è schierato abbastanza profondo. Matt Fagerson si avventa su di lui, stoppa il calcio, raccoglie l’ovale e manda Huw Jones in mezzo ai pali per la meta che ipoteca la gara (31-13).
Gli inglesi proveranno a riaprirla per i 28 minuti conclusivi, ma l’impatto della panchina è quasi nullo e la Scozia resiste molto bene, fallendo anzi anche altre occasioni per imporre un parziale più importante. La partita si chiude con la meta di Ben Earl a tre dal termine, che non influisce sui punti in classifica.
Graduatoria che ora si fa interessante: il risultato di Irlanda-Italia comporta che i verdi si ritrovino a 4 punti e gli Azzurri a 5, gli stessi dell’Inghilterra (tutti raccolti nella scorsa gara), mentre la Scozia è provvisoriamente prima con 6, in attesa di Galles-Francia.
Sei Nazioni: il tabellino di Scozia-Inghilterra
Scozia
15 Tom Jordan, 14 Kyle Steyn, 13 Huw Jones, 12 Sione Tuipulotu, 11 Jamie Dobie, 10 Finn Russell, 9 Ben White, 8 Jack Dempsey, 7 Rory Darge, 6 Jamie Ritchie, 5 Scott Cummings, 4 Gregor Brown, 3 Zander Fagerson, 2 George Turner, 1 Nathan McBeth
A disposizione: 16 Dave Cherry, 17 Pierre Schoeman, 18 Elliot Millar Mills, 19 Max Williamson, 20 Matt Fagerson, 21 George Horne, 22 Adam Hastings, 23 Darcy Graham
Inghilterra
15 Freddie Steward, 14 Tom Roebuck, 13 Tommy Freeman, 12 Fraser Dingwall, 11 Henry Arundell, 10 George Ford, 9 Alex Mitchell, 8 Ben Earl, 7 Sam Underhill, 6 Guy Pepper, 5 Ollie Chessum, 4 Maro Itoje, 3 Joe Heyes, 2 Luke Cowan-Dickie, 1 Ellis Genge
Marcatori: 3′ cp. Russell (3-0), 9′ m. Jones tr. Russell (10-0), 13′ m. Ritchie tr. Russell (17-0), 20′ m. Arundell tr. Ford (17-7), 25′ cp. Ford (17-10), 26′ m. White tr. Russell (24-10), 44′ cp. Ford (24-13), 52′ m. Jones tr. Russell (31-13), 77′ m. Earl tr. Ford (31-20)
In copertina: Kyle Steyn a Murrayfield contro l’Inghilterra – ph. Scottish Rugby
