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DUBLINO – La cosa più interessante del dopopartita di Irlanda-Italia del Sei Nazioni 2026 la dice Michele Lamaro, il capitano che sembra maturato dieci anni in 12 mesi: “La vera chiave di lettura di quest’Italia è che prima per restare in partita dovevamo giocare al 100%, non commettere errori. La partita perfetta però è impossibile. Oggi, come con la Scozia, non siamo stati perfetti, ma abbiamo giocato alla pari con loro, avremmo potuto vincere con qualche errore in meno, ma siamo competitivi e consistenti anche con le nostre piccole imperfezioni”. Ovvero una crescita collettiva del gruppo, un passo avanti generale.

“Sono consapevole della forza e dell’esperienza dei nostri avversari. Noi non siamo ancora pronti a fare zero errori, ma sono orgoglioso per quello che abbiamo fatto oggi. Siamo stati competitivi fino alla fine. Certo ci sono ancora dettagli su cui lavorare, il gioco aereo fra questi. La chiave del match è stata il possesso che abbiamo avuto, il 50% dei palloni, e questo ci fa strameritare il punto di bonus che abbiamo preso e poteva essere anche qualcosa di più”, dice il ct Gonzalo Quesada. E spiega che attaccare palla in mano nei 50 metri centrali del campo serviva a questo. “Attaccare per tenere noi il pallone, lo scopo era fare una partita meno difensiva. Dobbiamo credere ancora di più in quello che facciamo con il pallone in mano. Serviva un po’ più di equilibrio fra attacco e difesa, non puoi continuare a placcare tanto tempo in tutte le partite”.

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Quando dice che l’Italia poteva ottenere anche qualcosa di più fa riferimento alla meta non concessa a Lynagh (l’avanti era netto rivisto al Tmo), dopo il passaggio di Menoncello. “Una meta simile dell’Inghilterra lo scorso anno contro di noi fu concessa”, dice amaro il tecnico in proposito. E, soprattutto, al rimbalzo maligno che ha privato lo stesso Menoncello della possibilità di segnare in una delle ultime opportunità della gara: “Un’azione provata e riprovata che avrebbe portato Tommy in mezzo ai pali sul calcetto a seguire di Garbisi”. Particolari, piccole sbavature.

Hanno pesato i tanti impatti contro la Scozia? “Onestamente dal campo non ho avuto questa sensazione – dice capitan Lamaro – all’inizio del secondo tempo ci siamo complicati un po’ non prendendo quella palla su calcio di invio e loro ci hanno messo sotto pressione e poi hanno segnato”. “Sono errori che contro una squadra di questa esperienza costano cari”, conferma Alessandro Fusco dalla zona mista.

Poi Lamaro svela che a fine gara è andato a congratularsi con Hollie Davidson, la direttrice di gara scozzese, prima arbitra a dirigere una partita del Sei Nazioni: “Mi sono congratulato con lei perché mi sono immaginato la pressione cui era stata sottoposta, è stata brava”.

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