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sei nazioni 2026

Dal suo ritorno in campo lo scorso 29 novembre Antoine Dupont non aveva mai giocato così bene come in Francia-Italia del 22 febbraio 2026.

Non ha segnato, stavolta, al contrario di quanto accaduto nel 2025, ma ha giocato una partita che è stata una specie di sintesi delle sue straordinarie qualità. Fino a qui il numero 9 del Tolosa e della nazionale transalpina ha giocato un stagione buona ma tranquilla, senza troppo forzare, aspettando i momenti giusti per compiere le proprie magie. Ha scaldato i motori contro il Galles, una gara giocata quasi con il pilota automatico fino al momento in cui si è trovato in difficoltà, circondato da tre avversari che lo braccavano, ed è fuggito via come un polpo sfugge al predatore, schizzando di colpo cinque metri più lontano.

A Lille contro l’Italia ha fatto una partita semplicemente strepitosa. Con 11 cariche è il terzo giocatore per palloni portati della sua squadra e gioca numero 9. Ha maltrattato Fusco sollevandolo come fosse un ragazzino della under 14, ha recuperato il pallone a terra su Lynagh lanciato verso la meta dal break di Marin, è uscito da una situazione assurda scappando a Cannone e Zuliani che provavano a metterlo giù e facendoli sembrare goffi giocatorucoli.

In attacco ha orchestrato il gioco attorno a sé, trovando sempre soluzioni per i giocatori, in particolare avanti, che si muovevano attorno come pianeti rispetto al Sole: una volta che si muove, inevitabilmente finisce per attrarre le attenzioni delle prime due guardie attorno al punto d’incontro, aprendo mezzi spazi per i penetranti che, messi in uno-contro-uno, hanno vita facile nel generare avanzamento e magari riuscire a mettere le mani oltre.

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Se non fosse stato per Emmanuel Meafou, che si è sobbarcato 80 minuti in cui ha sbatacchiato a destra e a sinistra i suoi 142 chili con grande successo, sarebbe stato senz’altro Dupont il migliore in campo in Francia-Italia.

Il Ministro dell’Interno, come lo chiamano in Francia per via della sua soprannaturale capacità di anticipare il gioco e comparire con una linea di sostegno interna ai compagni che bucano la difesa, è stato domenica pomeriggio più un coriaceo Ministro della Difesa, l’uomo che ha guidato la resistenza ai ripetuti attacchi azzurri con alcune prodezze abbaglianti.

Ma chiamatelo come volete: a quasi tre mesi dal suo ritorno in campo dopo la seconda rottura del crociato del ginocchio, a qualche mese dal suo trentesimo compleanno Antoine Dupont è tornato al suo punto di partenza, come nel gioco dell’oca. È il miglior giocatore di rugby al mondo, impegnato in una parabola tutta personale per potersi consacrare come il migliore di sempre.

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