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sei nazioni 2026 terza giornata

L’Irlanda che risorge a Twickenham, la Scozia che sopravvive all’imboscata gallese e la Francia che non fa sconti all’Italia: ecco le tre cartoline della terza giornata del Sei Nazioni 2026.

Cominciamo da Lille, dove gli azzurri hanno giocato una partita solida, denunciando tuttavia in mezzo a tanti dati positivi quello che rischia di diventare il limite di questa squadra: segna molto poco.

Non era certo quella contro la Francia, che viaggia a punteggio pieno, anzi pienissimo – tre vittorie, tutte e tre con il bonus – la partita in cui inseguire un bel bottino, questo è sicuro.

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Tuttavia, dopo tre giornate, l’Italia si conferma la squadra che segna meno: quattro mete, una in meno rispetto al Galles, un terzo di quelle dell’Inghilterra, meno della metà di Scozia e Irlanda, non parliamo dei Coqs che ne hanno segnate 18.

sei nazioni terza giornata 2026La meta di Rhys Carre del Galles che ha aperto le marcature del match con la Scozia – ph. WRU

L’anno scorso Azzurri e Galles finirono appaiati al fondo di questa classifica particolare, con 10 mete ciascuna, e nel 2024, il primo anno di Quesada sulla panchina, pur con due vittorie e un pareggio, il conto finale fu di 9 mete all’attivo, il Galles (tutte sconfitte) chiuse con 13, come l’Inghilterra e la Francia, la Scozia ne segnò 12 e l’Irlanda 19.

Nessuno nega gli enormi progressi compiuti negli ultimi tre anni dall’Italia, ma nel Sei Nazioni la media delle sue mete è bassa: 2 contro 4 subite. 

Allo Stade Pierre Mauroy possesso e territorio delle due squadre non sono stati tanto lontani: 52% contro 48% per la Francia il primo, 54% vs 46% il secondo, e anche i minuti trascorsi in attacco sono stati quasi pari, 19 a 17. 

La differenza l’hanno fatta le capacità dei francesi di finalizzare: 10 linebreaks a 6, 39 difensori battuti contro 12, il conto totale: 5 mete a 1.

Senza Jalibert a creare scompiglio in mezzo al campo, tuttavia, i meccanismi di attacco della formazione di Galthié sono sembrati meno efficaci. Ramos rende molto di più quando gioca estremo: contro l’Italia dovette sostituire Jalibert a 10, dopo mezzora, anche nel famoso match del 2024 e anche quella, cartellino rosso a Danty a parte, non fu una prestazione impeccabile.

Se la Francia dovesse battere anche la Scozia col bonus, il Sei Nazioni potrebbe essere vinto a Murrayfield fra due settimane con una giornata di anticipo, e addio gran finale.

terza giornata sei nazioni 2026
 Jamison Gibson-Park segna la prima meta dell’Irlanda a Twickenham, inutilmente placcato da Joe Heyes – ph. Brendan Moran/Sportsfile/IRFU)

A Twickenham, la resurrezione dell’Irlanda risponde a un dato in particolare: l’Inghilterra ha concesso 24 turnovers (ventiquattro!) contro 10, massacrata nei punti di incontro da van der Flier e Tadhg Beirne. E già c’è chi dice che il fenomeno Pollock, alla prima da titolare, si sporca le mani solo quando annusa gloria individuale, privando Tom Curry di un supporto fondamentale nei raggruppamenti dove si va a caccia in branco, come le leonesse o le iene. 

A Cardiff, Gregor Townsend deve ringraziare Finn Russell e le sue intuizioni geniali se la Scozia non è finita a gambe all’aria sul prato del Millennium Stadium, dove ha dovuto inseguire per 74 minuti. Mentre Jarrod Evans si preparava a calciare verso i pali la punizione del 20-12, Russell ha suggerito a Darcy Graham di prepararsi a una ripartenza rapida per prendere i gallesi in contropiede. Detto fatto: il calcio di invio giocato dal numero 10 dei British & Irish Lions è finito dritto nello spazio battezzato dall’ala che ha sprintato e marcato alla bandierina. È stata la meta che ha cambiato la partita. La punizione fischiata dall’arbitro a favore del Galles e poi girata per un presunto croc roll, poco dopo, ha spento le ultime speranze dei padroni di casa che non vincono nel Sei Nazioni da 14 partite. 

Ma attenzione: i gallesi hanno forzato nel corso del match 15 turnover (contro 4) e giocato in meno di 3” l’84% delle ruck. A Cardiff l’ultima giornata per gli Azzurri non sarà una passeggiata.

In copertina: Leonardo Marin placcato da Thomas Ramos e Fabien Brau-Boirie, la Francia nelle prime tre giornate del Sei Nazioni ha segnato 18 mete e ne ha subite 5 – ph. Ben Brady / Inpho

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