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Sotto al tetto chiuso dello stadio Pierre Mauroy di Lille l’Italia delle grandi speranze si schianta (33-8, 5 mete a 1) sull’onnipotenza di una Francia bella e (ancora) impossibile per chi ha deciso di meritarsi la frequentazione delle sale esclusive del rugby mondiale.

L’Italia applica con disciplina il piano di gioco disegnato da Quesada, prova a reggere l’urto di una squadra esplosiva, non si fa dominare in tutte le aree del campo, ma se non esegue alla perfezione le sue scelte offensive paga un conto salatissimo al cinismo in bleu.

Nella prima mezzora sembra di giocare alla pari, ma in un amen l’Italia va sotto 19-0. La meta di Bielle-Biarrey è figlia di un’imprecisione sulla ricezione di un calcio al cielo di Fusco: la palla schiaffeggiata da Ioane finisce in mano a Dupont che in un nanosecondo alza la testa, usa il piede e deposita l’ovale in area di meta, dove arriva a doppia velocità la freccia di Bordeaux.

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L’Italia frequenta con continuità i 22 avversari, ma torna indietro puntualmente con un pugno di mosche in mano, la Francia invece è cinica ogni volta che sconfina in attacco, come fa con Meafou, che usa il fisico per concretizzare una lunga litania di ondate dei suoi avanti giocate ad alta intensità.

La mischia azzurra è ancora una volta solida e fa fronte alla mancanza di chili con una tecnica speciale, ma questa volta la touche è in totale sofferenza (5 perse) e un lancio sbilenco accende la miccia di Gailleton che vola negli spazi allargati e offre a Ramos l’invito per la terza meta.

Eppure, l’Italia è in partita, reagisce, lotta, sporca, è disciplinata oltre le abitudini (solo 5 penalties concessi), con Paolo Garbisi commovente nel sacrificio difensivo e Tommaso Menoncello che in attacco crea grattacapi alla difesa dei galletti. Un suo splendido rasoterra in lungolinea manda Attisogbe in affanno, lo aggrediscono e dal punto di incontro affannoso schizza fuori il pallone che Capuozzo trasforma in ossigeno per i suoi e punti per il tabellone. L’Italia adesso è viva, respira, domina con la mischia chiusa e guadagna il calcio che Garbisi spedisce tra i pali per regalarsi un secondo tempo di sogni proibiti: 19-8 alla pausa.

Nella ripresa per mezzora il risultato resta inchiodato, merito di un’Italia solida, demerito di un’Italia imprecisa nel momento in cui si potrebbe dare sostanza a tante fatiche. E quando Lynagh al 70’ lascia la compagnia per colpa di un goffo in-avanti volontario e subito dopo Capuozzo rimane a terra colpito duro a una spalla, per un attimo l’Italia rimane in 13. Un invito non richiesto per la Francia: Ramos taglia in due il campo con un calcio-passaggio e, senza avversari a contrastarlo, Drean segna la meta dell’esordiente.

La punizione diventa troppo severa e forse ingiusta quando, subito dopo, Gailleton percorre gli spazi allargati a una velocità insostenibile e vola in meta. Fine dei giochi, l’Italia ha dimostrato di saper creare grattacapi a tutti. Per farlo a questa Francia, però, serve ancora qualcosa in più.

Il tabellino di Francia-Italia

Stadio Pierre Mauroy, Lille
Francia- Italia 33-8 (pt 19-8)

Francia: Attisogbe, Drean, Gailleton (59’ Barassi), Brau-Boirie (66’ Gailleton), Bielle-Biarrey, Ramos, Dupont © (75’ Serin), Jelonch (74’ Guillard), Jegou (55’ Nouchi), Cros (55’Ollivon), Meafou, Flament, Aldegheri (53’ Colombe), Marchand (58’ Mauvaka), Gros (37’ Neti).

Italia: Capuozzo (72’ Odiase), Lynagh, Menoncello, Marin, Ioane (68’ Odogwu), P. Garbisi, Fusco (59’ A. Garbisi), L. Cannone, Zuliani, Lamaro ©, Zambonin (53’ Ruzza), N. Cannone (53’ Favretto), Fischetti (53’ Spagnolo), Nicotera (53’ Dimcheff), Ferrari (53’ Zilocchi).

Arbitro: Andrew Brace (Irfu)

Marcatori: 4’ meta Bielle-Biarrey tr. Ramos (7-0); 15’ meta Meafu (12-0); 29’ meta Ramos tr. Ramos (19-0); 32’ meta Capuozzo (19-5); 39’ cp P. Garbisi (19-8); 72’ meta Drean tr. Ramos (26-8); 78’ meta Gailleton tr. Ramos (33-8)

Note: 71’ cartellino giallo (in avanti volontario) Lynagh

In copertina: Ange Capuozzo in Francia-Italia – ph. Franco Arland/Federugby via Getty Images

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