Lo si dice da decenni: l’Italia è un paese che ha 60 milioni di commissari tecnici.
Vale per il gioco del calcio, certo, ma anche nel piccolo circolo di noialtri della palla ovale certe abitudini sono alquanto diffuse.
Difficile infatti riuscire ad esimersi anche per Allrugby, che affida alle sue penne il compito di riflettere sui dubbi di formazione emersi in seguito alla diramazione della lista dei convocati dell’Italia per il Sei Nazioni 2026.
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Todaro titolare
di Gianluca Barca
Edoardo Todaro deve giocare titolare, come minimo all’ala, perché è in questa posizione che i Northampton Saints lo hanno utilizzato in questa prima parte di stagione. Ma nella sua breve carriera ha dimostrato di essere a suo agio anche come centro o estremo.
È talmente in forma e talmente “caldo” che di questa situazione non si può non approfittare. I predestinati non devono aspettare e lui sta dimostrando di esserlo. Parisse debuttò a 18 anni contro gli All Blacks in Nuova Zelanda e Mirco Bergamasco, un altro che nella linea d’attacco ha coperto più ruoli, esordì titolare all’ala, contro la Scozia, che non aveva ancora compiuto 19 anni. A 19 Menoncello ha segnato al debutto una meta contro la Francia, il più giovane a marcarne una nel Sei Nazioni.
Edoardo Todaro (2006) aligné à l’aile côté de Northampton est sûrement le prochain talent à surveiller de près du côté de la Squadra Azzura.
Un joueur capable de fulgurances et dominer ses adversaires malgré son jeune âge. Target. pic.twitter.com/vymDgYTDz7 https://t.co/8tP6YZh42Y
— : (@TurnOverFR) January 9, 2026
Todaro sulla carta ha tempo fino alla quarta partita di questo prossimo Torneo per battere quel record.
Tra gli avanti, Riccardo Favretto in terza linea potrebbe essere un bell’apporto di chili e statura, ciò che viene meno con l’assenza di Negri. Al posto di chi? Lasciamo la scelta all’allenatore.
Rebus terza linea
di Valerio Vecchiarelli
Le scelte definitive – ha chiarito Gonzalo Quesada – le farà in base agli avversari, al piano di gioco e all’evidenza che i giocatori gli forniranno durante il primo raduno di Verona. Gli infortuni di Capuozzo, Allan e Trulla aprono un varco a estremo per un rebus di complessa soluzione. Lo stesso avviene in terza linea, dove le assenze a lunga scadenza di Negri e Vintcent, due che avrebbero avuto il posto fisso garantito, creano opzioni da valutare.
Nel ruolo le convocazioni sembrano fornire scelte obbligate, con la variante Samuele Locatelli che appare come un giusto premio alla classe operaia in paradiso, con la vicenda agonistica del ragazzo di Lecco che sembra una favola in cui sta per arrivare il lieto fine. Manuel Zuliani oramai appare imprescindibile, la sua arte di padrone dei punti di incontro lo ha elevato tra i più abili cacciatori di palloni del pianeta ovale.
L’unico numero 8 di ruolo a disposizione di Quesada è Lorenzo Cannone e la logica vorrebbe che a chiudere il cerchio ci fosse l’esperienza e la leadership di Michele Lamaro. È sempre difficile privarsi di un capitano. Izekor e Odiase sono perfetti nel ruolo di impact player e il loro destino è partire di rincorsa per aggiungere fisicità e muscoli quando le tossine in giro per il campo inizieranno a fare il loro corso.
A leggere la lista dei convocati azzurri in terza linea il gioco delle scelte sembrerebbe lineare, ma in seconda linea appare, insieme con il dubbio, il nome di Riccardo Favretto. Potrebbe essere lui il jolly che cambia l’ordine dei fattori, la sua stagione a Treviso è stata solidissima, fino a essere protagonista silenzioso nell’ultimo successo a Lione in Challenge Cup.
Può giocare in terza linea, alla quale offrirebbe quell’opzione di un terzo saltatore di qualità in touche che Lamaro-Lorenzo Cannone-Zuliani non hanno nelle loro corde. Ottimo portatore di palloni, gran difensore, vive in un momento di esuberanza fisica difficile da non prendere in considerazione. Al posto di chi? Numero 8 o flanker, a Quesada l’ardua sentenza.
Rischio ridotto
di Alessandro Cecioni
Io penso che Quesada avesse deciso da tempo: al posto di Lynagh metto Todaro. Poi gli si è presentato il problema del numero 15. Con Capuozzo fuori, ha due opzioni: Pani e Ghallagher.
Pani è più mobile, eclettico, ha una buona pedata. Quella sua meta con il Galles due anni fa un capolavoro di bellezza con quello step che manda un avversario in tribuna. Nell’ultima partita con le Zebre è stato player of the match.
Quindi Pani quindici? E all’ala Lynagh che conosce meglio i meccanismi difensivi dell’Italia e che quindi può dare più tranquillità all’estremo. La Scozia è una delle tre partite che Quesada deve vincere per rispettare il pronostico che vuole l’Italia almeno terza. L’altra è il Galles, poi una a scelta fra Inghilterra o Irlanda (Francia irraggiungibile).
Quesada che rivoluziona tutto e mette Todaro e Pani insieme non ce lo vedo. Anche se.
Con Gallagher estremo, che ha una bella pedata, senso della posizione e si trova a meraviglia con Lynagh al Benetton, Todaro partirebbe dalla panchina, costringendo Quesada a un 5+3 che con la Scozia ci sta pure. Ma perderebbe sul piano offensivo. Personalmente sono per il rischio ridotto: Gallagher in tribuna, Todaro in panchina e Lynagh e Pani in campo.
Speranze di ritorno
di Giacomo Bagnasco
Gonzalo Quesada, nel suo punto sui giocatori infortunati, esclude che Negri, Vintcent e Trulla possano essere chiamati in causa nel Sei Nazioni 2026. Hanno chance di rientro, invece, Lucchesi, Capuozzo e Allan.
Al momento, e nonostante le capacità offensive di Capuozzo, sarebbe proprio quello di Tommaso Allan il recupero più importante.
Per la sua duttilità in ruoli chiave, estremo e mediano di apertura, per l’affidabilità nei calci piazzati e per una lucidità che deriva anche da tesori di esperienza. Un regista – anche in chiave difensiva – per dare un apporto di razionalità in momenti chiave di certi incontri.
Partendo dall’ipotesi che, rispettivamente a numero 10 e a numero 15, Paolo Garbisi e Lorenzo Pani siano i prescelti per il match di avvio con la Scozia e per quello successivo, e auspicando che siano ultra-convincenti nei loro ruoli, Tommy in panchina con la maglia numero 23 sarebbe una bella garanzia, un patrimonio di tranquillità.
Nove
di Paolo Ricci Bitti
Varney o Page-Relo? Con Fusco da inserire nei match in cui la sua fisica intraprendenza in attacco possa contare su adeguati rifornimenti? Salutata la momentanea esclusione di Alessandro Garbisi, che paga le prestazioni non brillanti con la Benetton, resta da capire su chi punterà Quesada per la maglia numero 9. Anche se il ct ha detto, come al solito, che sarà importante la resa durante gli allenamenti, possiamo sbilanciarci su Martin Page-Relo che pure, crude statistiche alla mano, non è certo superiore in questa prima parte di stagione al mediano-amico-rivale degli Exeter Chiefs.
Forse Quesada vede nel 27enne franco-italiano del Bordeaux Bègles una punta di carattere in più, una costanza nella prestazione senza particolari “sfondoni” e anche un eclettismo interessante: dalla piazzola e dalla lunga distanza Martin non è mica male, anzi (finora vanta 3/3 sui penalty e 5/7 nelle trasformazioni).
J’espère qu’on aura Martin Page-Relo en n°9 samedi pour gagner face au Stade Français
Il a très bien assuré en l’absence de Maxime Lucu face à Northampton et à Bristol à l’image de cette action où il joue parfaitement le coup pour envoyer Louis Bielle-Biarrey à l’essai #UBB pic.twitter.com/3Z7SttD15d— catourneovale (@catourneovale) January 21, 2026
È che questo non esuberante atleta si è trovato in pratica sempre a lottare per la maglia infilata su giocatori semplicemente non scalzabili dal ruolo a meno che non fossero infortunati.
È stato così a Tolosa nel regno di re Dupont I e così a Bordeaux dove prospera il vicerè di Dupont, ovvero Maxime Lucu, il giocatore che per meritare il posto in nazionale deve sempre esprimersi al 200% se vuole togliere un po’ di luce al Supremo Mediano.
Ricapitolando: Page Relo negli ultimi 10 match (club e nazionale) ha giocato 445 minuti segnando una meta con l’accuratezza nel passaggio del 97%, mentre Varney ha corso parecchio di più: 718 con due mete e il 99% dei passaggi completati (dati Rugbypass). Più minuti nelle gambe, ma anche meno patemi nel partire titolare. Il 24enne gallese-italiano continua in effetti a crescere riducendo sempre più i momenti di vuoto che in Premiership sarebbero severamente puniti. Ma forse, in queste settimane pre-Torneo, Page-Relo, archiviata la maligna pubalgia di novembre, potrebbe spuntarla.
