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guida allo URC 2026/2027

Iu-ar-si. U-erre-c. URC con la C di urca. In qualsiasi modo abbiate deciso di pronunciare l’acronimo dello United Rugby Championship, siete a conoscenza di due fatti: il primo è che il torneo di riferimento per seguire i giocatori della nazionale italiana e le due principali squadre professionistiche del nostro Paese; il secondo è che la stagione 2026/2027 sta per cominciare.

Lo sparo del pronti-via è programmato per le 20.45 di venerdì 25 settembre. In questa guida onnicomprensiva, tutte le informazioni utili per arrivare preparati alla stagione: quali sono le squadre favorite, come funziona il campionato, come sono messe le franchigie italiane, dove si vedono le partite e quando si gioca.

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Qual è il format dello URC 2026/2027?

Anche per la stagione 2026/2027 lo United Rugby Championship rinnova la formula delle stagioni precedenti.

Ognuna delle 16 squadre partecipanti gioca 18 partite di regular season, di cui 6 sono gare di andata e ritorno contro le tre avversarie afferenti allo stesso Shield, le suddivisioni interne del campionato. C’è uno Shield sudafricano, uno gallese, uno irlandese e uno italo-scozzese. Le altre 12 gare sono singole partite contro tutte le altre avversarie del campionato.

Al termine della stagione regolare, le prime 8 della classifica si qualificano ai playoff, che consistono in quarti di finale, semifinali e finale, tutte disputate in partita secca in casa della migliore classificata.

Quali sono le squadre favorite per lo URC 2026/2027?

Come ogni anno, la favorita numero uno per la vittoria dello United Rugby Championship è il Leinster. La franchigia con base a Dublino ha vinto le ultime due edizioni del campionato ed è arrivata in semifinale nelle tre precedenti. È la squadra sulla carta più attrezzata, anche se quest’anno non sono giunti rinforzi particolari dal mercato (Rieko Ioane e Jordie Barrett hanno indossato il blu nelle ultime due stagioni) e anzi se ne sono andati giocatori di qualità e quantità (James Lowe e Ciaran Frawley su tutti, ma anche Luke McGrath e Will Connors), capaci di allungare la coperta di una squadra che compete per vincere sempre sia sul fronte dello URC che della Champions Cup.

Dietro la corazzata irlandese, vengono inevitabilmente le squadre sudafricane, prima fra tutti quella di Pretoria, i Bulls. Finalisti perdenti in quattro edizioni su cinque dello URC, gli uomini di Pretoria sono sempre tra le migliori squadre del campionato, anche se quest’anno soffrono un momento di rinnovamento del roster che ha portato ai saluti Kurt-Lee Arendse, David Kriel, Johan Goosen, Ruan Nortje, Jannes Kirsten e Wilco Louw. Sono arrivati altrettanti giocatori dal punto di vista numerico, con un paio di profili molto interessanti come Hanro Liebenberg, flanker ex Leicester Tigers, e Thaakir Abrahams, un Arendse ancora più tascabile.

Il 2026/2027 potrebbe essere l’anno della riscossa degli Stormers, che dopo le finali del 2021 e 2022 non sono più riusciti ad arrivare fino in fondo, fermandosi in semifinale nella scorsa edizione. Gli arrivi di Wilco Louw, Siya Kolisi e Cheslin Kolbe, più un treno di giovani talenti (occhio al mediano di mischia Haashim Pead), fa balzare il potenziale di una rosa già molto ricca.

Completano il quadro i Glasgow Warriors di Franco Smith, vincitori nel 2024 e semifinalisti nelle ultime due stagioni, con Ulster e Connacht nei panni delle outsiders che, nell’annata giusta, possono scombinare i piani delle migliori.

Quali prospettive per il Benetton in URC?

La squadra di Treviso si presenta ai nastri di partenza con un nuovo progetto tecnico. Anche se lo zoccolo duro della squadra, composto soprattutto da tanti nomi di nazionali italiani, è rimasto pressoché immutato, gli ultimi due anni hanno visto la squadra cambiare volto. I protagonisti dei buoni risultati degli anni di Bortolami, come Albornoz, Brex e Menoncello, se ne sono andati. Il club ha deciso di percorrere una doppia strada, con una rosa che presenta una componente importante di giovani italiani (Aminu, Gasperini, Gallorini, Midena, Gritti, Tizzano, Zanandrea, Mey) e rinnova il lotto degli stranieri, scomettendo su profili mediamente giovani, in cerca di un trampolino per spiccare il volo.

Alla guida del nuovo corso c’è Wayne Pivac, 64 anni, che ha già messo in chiaro come l’orizzonte temporale su cui lavorare sia medio-lungo (“Per quella che è la mia esperienza ci vogliono due-tre anni per arrivare al livello desiderato” ha detto dopo il test con le Zebre). Il profilo dell’allenatore neozelandese è affascinante, non privo di punti di domanda: da una parte è un tecnico che è stato capace di vincere l’allora Pro14 con gli Scarlets attraverso un rugby propositivo, efficace e divertente; dall’altra non ha particolarmente brillato nelle sue ultime esperienze in panchina.

L’impressione è che, a meno che il Benetton non sia immediatamente in grado di fare click e qualche nuovo acquisto non esploda in maniera dirompente sul palcoscenico del campionato, la squadra biancoverde si prepara a un’altra stagione dove rincorrere l’ottava posizione in classifica, senza essere tra le favorite per centrarla. Rispetto al passato, però, sembrano maggiori le prospettive di un maggiore utilizzo e maggiori possibilità di crescita per i giovani giocatori azzurrabili.

Il power ranking degli acquisti del Benetton Rugby

Quali prospettive per le Zebre in URC?

Dopo una stagione difficile, chiusa con un nuovo ultimo posto, ma dove non è assolutamente stato tutto da buttare, le Zebre si apprestano a ripartire, con la voglia di dimostrare ancora una volta che anche con mezzi inferiori a molte altre delle squadre dello United Rugby Championship si possa realizzare un progetto sportivo che funziona.

Certo, per la franchigia di Parma la costruzione della rosa è sempre una sfida, perché ogni anno i giocatori che sono stati maggiormente in grado di mettersi in mostra lasciano l’ovile per dirigersi verso destinazioni più ambiziose e/o più remunerative. Dopo Fischetti, Prisciantelli e Zambonin lo scorso anno, quest’estate la squadra ha perso Garcia, Faissal e Neculai.

Per Massimo Brunello e il suo affiatato gruppo tecnico, nel quale entra l’esperto Giampiero de Carli, la sfida è ancora quella: lavorare per portare al livello necessario nel più breve tempo possibile i giovani talenti reclutati e permettere loro di esprimersi al meglio.

Nei test prestagionali, in particolare a Treviso, le Zebre sono sembrate una squadra affiatata e che può essere pronta subito per provare a racimolare qualche vittoria, anche se qualche infortunio in prima linea e l’improvvisa partenza di Matteo Nocera (destinato a Lione come joker medical) mettono un po’ in difficoltà il pack gialloblù. Nel primo blocco di cinque partite prima della pausa per i test internazionali, le Zebre sfidano in casa Bulls e Edinburgh, e vanno in trasferta a Newport: sembrano queste le occasioni migliori per fare punti a ottobre. Sul lungo periodo, in ogni caso, la corsa delle Zebre è quella dello sviluppo dei giocatori, cercando al contempo i migliori risultati possibili, come evitare l’ultima piazza in classifica.

Il power ranking degli acquisti delle Zebre Parma

Dove si vedono le partite dello URC 2026/2027?

Lo scorso 21 settembre Sky Italia ha annunciato di aver rinnovato l’accordo per la trasmissione in esclusiva per il nostro Paese dello United Rugby Championship. Sky Sport, dunque, sarà ancora la casa televisiva del campionato per le prossime tre stagioni, fino alla conclusione dell’annata 2028/2029.

L’emittente satellitare metterà in onda tutte le partite di Zebre Parma e Benetton Rugby, e in più trasmetterà integralmente le fasi finali del campionato, dai quarti in poi. Sarà possibile vedere le gare delle franchigie italiane anche attraverso lo streaming in abbonamento di NOW.

Quale squadra ha fatto il mercato migliore?

Giudicatelo voi, leggendo l’articolo in calce.

Rugbymercato: i migliori 10 acquisti dello URC

Quali sono le date fondamentali del campionato di URC?

Lo United Rugby Championship 2026/2027 inizia il prossimo 25 settembre. Si giocheranno quindi cinque giornate una in fila all’altra, fino alla fine di ottobre. A novembre, stop completo durante la finestra internazionale per il Nations Championship. Si riprende dalla sesta giornata, nel weekend del 4, 5 e 6 dicembre.

I due derby tra le franchigie italiane si giocheranno alla settima e ottava giornata, dopo i primi due turni delle coppe: al Lanfranchi sabato 19 dicembre e a Monigo domenica 27 dicembre.

Dopo l’undicesima giornata (29/30 gennaio) pausa per il Sei Nazioni. Dodicesimo turno il 26 e 27 febbraio, nel weekend di pausa del Torneo. Tredicesimo il 19 e 20 marzo, dopo la fine del medesimo. Ultima giornata, la diciottesima, prevista per il 14 e 15 maggio.

Fasi finali in avvio con i quarti di finale in programma per il weekend del 28, 29 e 30 maggio. Semifinali la settimana successiva, nel weekend del 4, 5 e 6 giugno. Finale prevista per sabato 19 giugno 2027.

Qual è il programma della prima giornata di campionato?

Venerdì 25 settembre via alle danze con tre gare in contemporanea, alle 20.45: a Treviso il Benetton ospita i Dragons, a Galway il Connacht attende gli Stormers e Edinburgh viaggia in trasferta a Belfast per affrontare l’Ulster.

La giornata prosegue e si chiude sabato 26 con le altre cinque partite. Alle 13.30 via al lungo pomeriggio con Lions-Leinster, seguita alle 16.00 da Sharks-Ospreys. Doppia sfida alle 18.30: a Thomond Park big match tra Munster e Glasgow, mentre a Parma arrivano i Bulls, privi dei propri Springboks, per sfidare le Zebre. Chiusura alle 20.45 con il derby gallese Scarlets-Cardiff.

 

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