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pallone rugby 4.5

Sono iniziate le WXV Global Series 2026 e sabato 19 settembre sarà il turno dell’Italia di iniziare il proprio percorso nella complessa e intricata competizione internazionale femminile, che ha il merito di dare struttura e opportunità di gioco a livello di test match a tutte le principali selezioni nazionali della palla ovale.

Per volontà di World Rugby, questo torneo si gioca con un esperimento: un pallone di misura 4.5, ovvero non grande quanto un ovale di misura 5, comunemente utilizzato, ma un po’ più grande di quello misura 4 solitamente usato nelle categorie giovanili da bambini e bambine.

I palloni di misura 4.5 sono solitamente utilizzati per il touch rugby, la versione del gioco senza contatto che si gioca anche a squadre miste. Essendo un po’ più piccolo, è più maneggevole. Il peso dell’attrezzo è lo stesso della misura 5, ma il volume è inferiore di circa il 3%.

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La ratio dietro questa sperimentazione sta nel fatto che, biologicamente, le donne hanno in media le mani più piccole degli uomini, e un pallone più piccolo renderebbe più semplice l’esecuzione di alcuni gesti tecnici.

La scelta ha diviso nettamente le opinioni del mondo del rugby femminile. Helena Rowland, apertura delle Red Roses, ha detto che il nuovo pallone si comporta esattamente come tutti gli altri se viene calciato perfettamente, ma se il gesto tecnico non è impeccabile l’esito del calcio è completamente diverso. May Campbell, che lancia in rimessa laterale, ha detto che secondo lei è probabilmente più difficile lanciarlo lontano a causa delle sue dimensioni ridotte.

Zoe Harrison, cecchina dalla piazzola per la nazionale inglese si è esposta in maniera più diretta: “La peggior decisione mai presa – ha detto a maggio alla BBC – Calcio con un 5 da quando ho 14 anni, su questi non c’è la stessa quantità di superficie da colpire con il piede.”

 

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Nel podcast For the love of rugby l’ex giocatrice delle Black Ferns Ruby Tui si è esposta contro il cambiamento, che non riteneva necessario visto che il rugby femminile si gioca sullo stesso campo, con le stesse dimensioni, gli stessi pali e gli stessi numeri del rugby maschile, ma nel contempo Shaunagh Brown, ex Red Roses, ha obiettato: “In tanti altri sport l’attrezzo specifico è diverso per il gioco maschile e quello femminile. Basta pensare al lancio del giavellotto, al lancio del martello. Diciamo spesso che il gioco femminile è diverso, che il nostro pubblico è diverso, il nostro stile di gioco è differente. Perché per la palla non dovrebbe valere?”

L’Azzurra Michela Sillari, interpellata in proposito da Allrugby nei mesi scorsi, ha dato la sua opinione: “Sono convinta che dal punto di vista della gestualità ci aiuterà molto, perché ovviamente il pallone che usiamo adesso è tarato sulle mani di un uomo e quindi per noi è un po’ più difficile da maneggiare. Ad esempio, per me è impossibile riuscire a tenerlo con una mano sola come fanno gli uomini; quindi sicuramente da quel lato ci aiuterà e spero che renda il gioco più spettacolare, facilitando magari gli offloads.”

“Per quanto riguarda i calci, non ho mai provato a calciare un 4 e mezzo o un 4, quindi non saprei dire con certezza. È corretto però dire che, essendo il pallone più piccolo, l’area si riduce e bisogna essere molto più precise nel punto d’impatto.”

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