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Gonzalo Quesada non lo può dire apertamente perché rispettare l’avversario è un obbligo etico del rugby, ma la partita di domani con il Giappone (diretta 10,40 su SkySport 1 e, in chiaro, su Tv8 e Cielo) era l’unica occasione nel trittico estivo di provare nuovi giocatori. Così spazio a Malik Faissal e Alessandro Ortombina, esordienti assoluti. “Il gioco aereo – dice il ct della nazionale – sarà una chiave del match e Malik qui ha un suo punto di forza, poi è un giocatore che abbiamo ‘rubato’ all’Under20 perché lo riteniamo pronto a misurarsi con l’altissimo livello, quindi dovevamo provarlo”.

“Ortombina ha fatto un’ottima stagione e ha partecipato a tutti gli allenamenti, sia i due di Parma e Treviso, che quelli dell’Aquila, e anche qui si è impegnato molto. Ha fatto un ottimo lavoro, meritava di essere in campo”, aggiunge Quesada.

Poi qualcosa sulla strategia da qui alla Coppa del Mondo del prossimo anno. “Non possiamo pensare di far giocare sempre gli stessi 15-20 giocatori, dobbiamo guardare in prospettiva e essere coperti in tutti i ruoli. Dobbiamo allargare al massimo la rosa. Gli esordi di sabato vanno letti anche in questa chiave”.

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Il Giappone arriva al match con due partite amichevoli nelle gambe, Hong Kong e Maori All Blacks, l’Italia con pochi allenamenti collettivi in attesa che arrivassero dall’Inghilterra i finalisti Vintcent, Zambonin, Fischetti e Varney, per altro tutti in campo con il Giappone tra titolari e riserve.

“E’ sempre il nostro problema, i pochi allenamenti in vista del primo test, succede nel Sei Nazioni, succede qui, ma lo sappiamo e ci adattiamo. E’ per questo che abbiano fatto quei raduni di Parma e Treviso con i giocatori ‘italiani’ (Benetton e Zebre). C’erano atleti che avevano smesso di andare in campo a maggio, dovevano misurarsi di nuovo con l’alta intensità di mischie e gioco”.

Roberto Santamaria nuovo allenatore della mischia chiusa azzurra (Foto Federugby)

E qui il discorso si sposta sugli altri due esordienti dell’Italia, Sergio Parisse e Roberto Santamaria, il primo allenatore della touche e il secondo della mischia. “Sono la migliore notizia di questi giorni. Sergio lo conosco da molti anni, so delle sue qualità come giocatore, tecnico, uomo. Ma essere un grande giocatore e poi trovarsi in un ruolo di staff non è la stessa cosa. Invece nessun problema. Santa lo avevo visto alle Zebre e all’Under 20. Restava da vedere come avrebbero gestito a due il lavoro degli avanti. E va benissimo. Hanno davanti una sfida gigantesca la stanno affrontando bene”.

Il meteo potrebbe essere un fattore determinante nella sfida con il Giappone. “Potrebbe piovere e non saremo in uno stadio chiuso come l’ultima volta, quindi vedremo sabato cosa aspettarci. Loro un’ottima squadra, lo sappiamo”, chiude Quesada e scappa con tutta la squadra per un evento in ambasciata.

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