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junior world championship mondiale u20 giocatori da seguire

Comincia sabato 27 giugno il mondiale U20, ribattezzato da quest’anno Junior World Championship. Un festival come sempre interessantissimo perché permette di aprire una finestra sul domani e di vedere all’opera i migliori talenti del globo.

Il Sudafrica campione in carica è la squadra di nuovo favorita per la vittoria finale, ma la Francia reduce dal Grand Slam al Sei Nazioni sembra avere il potenziale per mettergli i bastoni fra le ruote. Se la Nuova Zelanda sembra avere un percorso favorevole per arrivare a giocarsi le prime posizioni, occhio al girone di ferro con Irlanda, Inghilterra e Argentina, tutte squadre con molto da dire.

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Jake Dalziel

Mediano di apertura – Scozia

Figlio di John Dalziel, attuale allenatore degli avanti della Scozia (e dei Lions nel 2025), il mediano di apertura della Scozia è un classe 2008: compirà 18 anni solo ad agosto, ma ha alle spalle già un Sei Nazioni U20 giocato da protagonista. Lo ricordano bene i tifosi italiani, che lo videro fare a fette la difesa dell’Italia nella partita di apertura del Torneo. Cresciuto a Melrose, farà parte della Senior Academy dei Newcastle Red Bulls nella prossima stagione. Fisico asciutto e ancora in maturazione, ha dalla sua una tecnica individuale eccellente e un grande occhio per il gioco.

 

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Mika Muliaina

Mediano di apertura – Nuova Zelanda

Il cognome non inganna: è il nipote di Mils, estremo centurione degli All Blacks. A dicembre ha firmato un contratto con gli Highlanders per i prossimi tre anni che potrebbe vederlo esordire in Super Rugby dalla prossima stagione. Intanto ha guidato i Baby Blacks nel Rugby Championship U20, titolare in tutte e tre le gare. Di lui si parla come di un giocatore in anticipo sui tempi di crescita, già molto maturo nella gestione della partita e del gioco al piede, nonché immune alla pressione. Ha sulle spalle anche una stagione di NPC, malgrado la giovane età: si è conquistato il posto da titolare tra le fila dei Southland Stags.

Tom Howe

Tallonatore – Galles

L’hype, in Galles, va subito alle stelle. La testata giornalistica WalesOnline ha pacatamente titolato: il Galles scopre un ragazzo speciale che tutti pensano sarà una star internazionale. Si parla di Tom Howe, tallonatore 18enne, tre mete per il Galles al Sei Nazioni U20. Scott Baldwin, ex tallonatore della nazionale maggiore, ha lanciato la sua profezia: giocherà in nazionale maggiore entro tre anni. Portatore esplosivo, preciso in rimessa e forte in mischia ordinata, Howe ha in più una manualità e un istinto per il gioco che lo pongono al di sopra dei coetanei.

Sami Bishti

Pilone destro – Irlanda

Anche se non ha ancora fatto il suo esordio con una franchigia di URC come alcuni suoi colleghi, il capitano della nazionale irlandese Sami Bishti è tenuto in grande considerazione in patria. Frutto della filiera scolastica dublinese e probabile futuro Leinsterman, il pilone destro ha vinto la coppa delle scuole del Leinster con Blackrock. Prima di dedicarsi solo al rugby, Bishti è stato un lanciatore di martello nell’atletica. Già titolare dell’Irlanda al Sei Nazioni U20, dove hanno raccolto un ottimo secondo posto, punta a un mondiale dove affermarsi definitivamente.

Lucas Friday

Mediano di mischia – Inghilterra

L’Inghilterra i cui giocatori hanno il maggior minutaggio in campionati professionistici, ma anche in questo contesto Lucas Friday è sopra la media: 15 presenze stagionali per gli Harlequins, di cui 8 da titolare, ne fanno già una certezza. È un numero 9 vivace, che non perde occasione per correre con la palla, preciso con le mani e con i piedi e capace di leggere in un attimo la situazione che gli si presenta. Certamente una delle stelle di questo mondiale U20.

Mikheil Shioshvili

Terza linea – Georgia

Il numero 8 della Georgia è stato uno dei migliori del mondiale U20 dello scorso anno in Italia, con 7 mete in cinque gare. Un giocatore fisicamente straripante e già pronto per il livello superiore, tanto che il Tolone non se lo è lasciato scappare. Lo ha anche lanciato nel Top 14, dove ha giocato tanto nel finale di stagione (12 presenze, 7 da titolare, 4 mete). A marzo ha debuttato con la nazionale maggiore e ora torna con la giovanile per coltivare le ambizioni di successo della squadra di casa.

Ethan Adams

Centro – Sudafrica

Non è facile dover placcare Ethan Adams, 109 chili distribuiti su un metro e settantacinque. Il primo centro del Sudafrica, classe 2007, è stato una stella a livello scolastico in Sudafrica e sta veleggiando a passo spedito verso il rugby professionistico, grazie a un contratto con i Lions. Nel Rugby Championship è stato uno dei giocatori chiave dei Baby Boks che hanno vinto la competizione, vincendo peraltro il player of the match grazie a una doppietta contro l’Argentina. Il corpo di un tallonatore, la rapidità di un’ala, un cambio di direzione che ricorda Brian O’Driscoll.

Justo Ferrario

Utility back – Uruguay

Il 19enne Justo Ferrario è un giocatore estremamente promettente di un Uruguay che sta investendo molto sul proprio settore giovanile. Apertura, centro o estremo, ha giocato molto nel Super Rugby Americas, prima scelta del Penarol malgrado la giovane età. Novanta punti segnati, sesto miglior marcatore della competizione, Ferrario ha anche debuttato in nazionale maggiore a novembre del 2025, nel test vinto contro il Portogallo. Giocatore veloce, con un piede preciso e tanta voglia di giocare il pallone, sarà il protagonista dei Teritos.

 

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Finn Mackay

Mediano di apertura – Australia

Apertura classe 2007, ha debuttato a inizio stagione in Super Rugby con i Reds, continuando poi a far parte della prima squadra della franchigia del Queensland per tutto l’anno. Elegante, eclettico e fantasioso, contraddistinto dal caschetto candido, Mackay ha giocato un grande Rugby Championship U20 con i Junior Wallabies, marcando due mete in tre partite, dispensando assist a raffica e occupandosi dei calci dalla piazzola. “Un talento raro” ha detto di lui Berrick Barnes, ex numero 10 col caschetto dei Reds.

 

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Oriol Marsinyac

Centro – Spagna

Ritorno al mondiale U20 per il centro della Spagna e dello Stade Toulousain che già l’anno scorso deliziò gli appassionati italiani in mezzo a una delle linee di trequarti più divertenti della scorsa edizione della competizione. Marsinyac nel frattempo ha debuttato anche per la nazionale maggiore, contro la Svizzera nel Rugby Europe Championship. Da numero 12 combina le qualità di un playmaker con l’elusività e la rapidità di un trequarti offensivo.

Enoch Opoku Gyamfi – Italia

Seconda linea – Italia

Fra i giocatori che hanno già debuttato con la nazionale maggiore in questo Junior World Championship c’è anche Enoch Opoku. La storia del nativo di Portogruaro con la maglia della U20 è stata finora fatta di ombre e luci: al Sei Nazioni dello scorso anno mostrò potenziale, ma anche limiti atletici; in estate al mondiale U20 fu maggiormente protagonista, dimostrando una bella crescita; la verifica al Sei Nazioni U20 2026, però, è mancata a causa di un cartellino rosso che gli ha praticamente fatto saltare il Torneo. Ora si ripresenta dopo aver esordito anche con la prima squadra del Bath, con le aspettative che sia un protagonista determinante del pack azzurro grazie alle sue grandi qualità fisiche.

Ollie Blyth-Lafferty

Pilone destro – Scozia

Si parla già da un po’ del gigantesco pilone destro di Edinburgh, che ha all’attivo 15 presenze in URC, di cui ben 10 da titolare. Non poco per un ragazzo di vent’anni, ma in Scozia guardano con grande trepidazione alla sua crescita, lui che ha già partecipato a raduni della nazionale maggiore. I suoi 136 chili distribuiti su un metro e novantatré ne fanno un giocatore molto appetibile per l’alto livello, ma Blyth-Lafferty non è solo un pachiderma da mischie ordinate, ma anche un gran lavoratore in giro per il campo.

Ollie Streeter

Pilone destro – Inghilterra

A proposito di piloni destri, attenzione a Ollie Streeter, 20 anni e 8 presenze con gli Harlequins, di cui una anche in Champions Cup. Giocatore imponente che supera il metro e novanta e i 120 chili, è un blocco muscolare capace di imporsi in tutti gli ambiti fisici del gioco, in particolare mischia ordinata e placcaggio. Ha, però, anche mani morbide e una grande mobilità.

Lucas Andjisseramatchi

Terza linea – Francia

Il giovane terza linea di La Rochelle ha giocato solo una partita da titolare al Sei Nazioni U20, contro l’Italia, risultando letteralmente imprendibile. Ne giocò altre tre, partendo dalla panchina, probabilmente perché è sempre stato in ballo per un utilizzo da parte del club, che peraltro lo ha schierato la bellezza di 14 volte in stagione. Andjisseramatchi è stato ora nominato capitano di una delle squadre favorite per la vittoria finale. È un terza linea atipico come ne stanno crescendo molti in Francia, ricorda Sekou Macalou e Temo Matiu: un giocatore che non sembra gigantesco ma che invece ha un impatto fisico notevole, atletico, rapido, con arti lunghi che permettono ampia falcata e capacità di scaricare brillantemente il pallone. Un profilo di cui innamorarsi.

 

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Siphosethu Mnebelele

Tallonatore – Sudafrica

Lo scorso 20 giugno Mnebelele ha giocato da tallonatore titolare la partita del Sudafrica A contro lo Zimbabwe assieme ad un certo numero di altri talenti di questa nazionale under 20. Segno della considerazione in cui il numero 2 è tenuto da parte dei quadri del rugby sudafricano, e a ragion veduta: in un ruolo in cui gli Springboks cominciano ad avere qualche problema di profondità, ecco comparire un 20enne dal potenziale fisico smisurato, dotato di grande forza fisica ed esplosività. Un classico esempio di terza linea aggiunta con in più le qualità del tallonatore nelle fasi ordinate. Già presente nel 2025, quest’anno ci si aspetta un ulteriore step di crescita da parte sua.

Menzioni onorevoli

Altri nomi degni di citazione dai quali aspettarsi qualcosa di brillante in questo mondiale U20 sono quelli del pilone destro dell’Inghilterra Sonny Tonga’uiha, gigantesco figlio di gigantesco padre (ricordate l’enorme Soane, pilone tongano dei Northampton Saints?); per la serie figli d’arte o giù di lì occhio anche alla veloce ala dell’Australia Tom Farr-Jones, nipote di Nick, capitano dell’Australia campione del mondo nel 1991.

Francia e Sudafrica hanno una quantità di talenti tale che avrebbe oscurato il resto di questo taccuino di talenti, ma vale la pena ricordare che tra i transalpini ci saranno: il terza linea Elyjah Ibsaiene del Bordeaux; il pilone Edoaurd Jabea Njocke, già in semifinale di Top 14 con il Racing 92; il mediano di mischia Baptiste Tilloles, 13 presenze con Bordeaux in stagione; l’apertura Diego Jurd, 11 volte in campo con La Rochelle tra campionato e coppe. Meritano menzione tra i Baby Boks l’estremo Luan Giliomee, l’ala Cheswill Jooste (stella dello scorso mondiale U20), il centro Markus Muller e il capitano e seconda linea Riley Norton, tra i migliori in campo con la nazionale maggiore nel test contro i Barbarians della settimana scorsa.

Infine, meritano qualche parola in più anche alcuni Azzurri. Riccardo Casarin ha giocato un grande Sei Nazioni U20 ed è atteso da un mondiale giovanile importante per certificare le sue ambizioni di arrivare al livello superiore. Valerio Pelli è un tallonatore con già diverse presenze in Serie A Elite e una prima linea che può fare strada. David Luisato e Alessandro Ragusi, per motivi diversi, hanno saltato il Sei Nazioni U20 ma entrambi hanno i mezzi per rifarsi con gli interessi: le doti atletiche del primo sono perfette per il rugby di oggi, corridore pazzesco e dall’elevazione verticale impressionante; il secondo è un giocatore dalle doti tecniche raffinate come non ne sono emersi tanti nelle ultime iterazioni delle nazionali giovanili italiane. Attenzione anche ad almeno due dei tre classe 2008: il mediano Mattia Andretti e il centro Giacomo Falchetto anno numeri da vendere e un bagaglio di talento raro.

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