PARMA – Oltre quattromila spettatori entusiasti sugli spalti del Lanfranchi. In campo l’Italia ha segnato cinque mete all’Inghilterra, per 33 punti marcati: negli ultimi tre anni le Red Roses ne avevano subiti così tanti solo in due occasioni, entrambe all’ultima giornata del Sei Nazioni dalla Francia, nel 2023 e nel 2025.
Quando la capitana delle Azzurre Elisa Giordano compare in conferenza stampa, la domanda è d’obbligo: con il bonus conquistato contro le campionesse del mondo salirete a Cardiff con più leggerezza?
“Il bonus? Non credo sia quello. Credo che sia la prestazione complessiva che ci aiuterà davvero a preparare la partita con il Galles. Abbiamo subìto nei primi minuti l’impatto della squadra più forte del mondo e in passato forse avremmo preso una grossa imbarcata, ma oggi abbiamo reagito con lucidità e forza. Battere l’Inghilterra, lo sappiamo e lo sapete, non è all’ordine del giorno, ma siamo riuscite a tenere testa alle avversarie in molte fasi della partita e questo è il risultato più importante che dà parecchia fiducia e anche molta soddisfazione”.
L’Italia non aveva mai segnato tanti punti all’Inghilterra, un record di tutto rispetto.
“Me lo avete detto voi cronisti, non lo sapevo – replica la capitana – e in verità non penso molto a questi record che comunque fanno piacere perché riassumono la qualità della nostra partita. E mi è piaciuto anche il modo in cui abbiamo segnato le mete, da situazioni diverse…”
Altro su ALLRUGBY:
→ Serie A Elite: Viadana rimonta e vince, ma tiene in vita il Valorugby all’ottantesimo, di Lorenzo Calamai
→ Sei Nazioni femminile: Italia encomiabile, cinque mete all’Inghilterra malgrado la sconfitta, di Mario Diani
→ Luca Morisi, il gentil centro, di Federico Meda
Anche da penaltouche e contro l’Inghilterra!
“Già, segno che il lavoro che stiamo facendo in allenamento dà buoni frutti. Ed è naturalmente molto divertente riuscire a giocare bene in attacco dopo tanti placcaggi in difesa”.
Il ct Fabio Roselli insiste.
“Anche io non sto tanto guardare i punti da record, ma la prestazione nel suo complesso. La realtà è abbastanza semplice: più tempo stiamo insieme, più tempo abbiamo modo di allenarci con qualità e con tutto il gruppo, comprese ovvero le ragazze che non entrano nelle 23, più il nostro gioco migliora. Oggi sono deluso dai primi 15 minuti, in cui abbiamo regalato troppo a una squadra che non ne ha bisogno, poi però subentra l’orgoglio per quello che siamo riusciti a fare uscendo dall’angolo. L’Inghilterra va per la sua strada e noi per la nostra, ma la partita di oggi dimostra che possiamo crescere di settimana in settimana se abbiamo la possibilità di lavorare come in questo periodo”.
Come si spiega il blackout nel primo quarto d’ora?
“Mah, direi che si spiega con l’Inghilterra, mentre la nostra reazione successiva si spiega con la determinazione che hanno queste ragazze e con la loro capacità di migliorare di continuo”.
Va a finire, a sentire i cronisti inglesi, che il ct John Mitchell, mai un cambio di espressione, mai un cambio nel tono della voce appena udibile, deve ringraziare le Azzurre che hanno evidenziato molte incertezze nella difesa delle campioni del mondo. Dopo le 4 mete incassate dal Galles, ecco le 5 incartate dalla squadra italiana. La Francia ha già preso nota in vista della “finale” del Torneo.
Francesca Sgorbini ⚡️
Meta del bonus per le Azzurre 🇮🇹#GuinnessW6N #LovelyDayW6N pic.twitter.com/x97MJ06XYK
— Guinness Women’s Six Nations (@Womens6Nations) May 9, 2026
“Effettivamente in questa settimana – dice Mitchell – il focus degli allenamenti sarà sulla difesa. Sono rimasto colpito non solo dalla determinazione delle Azzurre, ma anche dalla varietà dei loro attacchi, senza dimenticare il gioco al piede del 9 e del 15. Devo fare i complimenti alle nostre avversarie. Abbiamo pensato di avere chiuso il match dopo il primo quarto d’ora invece le avversarie non sono state di quel parere”.
“Anche io – aggiunge Megan Jones, capitana dell’Inghilterra – ho apprezzato il gioco delle italiane, sono davvero cresciute”.
Lo sa, gentile Jones, che la nazionale azzurra è il distillato di poche centinaia di ragazze cresciute in contesti non troppo ovali mentre la Magna Inghilterra conta su una base smisurata allevata sui campi in cui è nato il rugby?
“Lo so, lo so – spiega la prodigiosa Megan – e ho molta simpatia per le ragazze italiane, alcune di loro si stanno facendo onore nella PWR: sono dure fisicamente e molto brave in quanto a tecnica. Sono contenta di ciò perché, al di là delle rivalità, tutte noi giocatrici di rugby lavoriamo perché il gioco si sviluppi il più possibile in tutto il mondo e perché il livello tecnico aumenti costantemente. Segnali, in questo senso, arrivano anche da questa partita in cui ci siamo dovute impegnare con tutte le forze per vincere. Bellissimi anche l’ambiente (4.376 fedeli, tanti, belli anche i fuochi d’artificio, peccato avere solo sfiorato il tutto esaurito, ndr) e il senso di festa attorno a noi”.
Inghilterra femminile: perché le Red Roses dominano il Sei Nazioni
Festa? Diciamo pure un tripudio, un fiume di entusiasmo: negli annali va una sconfitta, l’ennesima, al termine di un match mai in discussione, ma la passione degli spettatori, under 18 in particolare, è stata travolgente. Le azzurre e le inglesi sono rientrate negli spogliatoi dopo avere regalato, a grande richiesta, maglie, calzoncini, scarpe, caschetti e calzettoni a ragazzine e ragazzini che avevano inalberato cartelloni celebrativi di questa e quella giocatrice e atteso anche un’ora per un selfie dopo il termine del match facendo festosa ressa appoggiati alle staccionate del Lanfranchi.
Azzurre e inglesi ugualmente richieste dai tifosi di entrambe le nazionalità, e non certo solo le star internazionali come Ellie Kildunne o le italiane, quali ad esempio Silvia Turani, Francesca Granzotto e Francesca Sgorbini, che giocano in Inghilterra le prime due e in Francia l’ultima. Detto fra l’altro che la Fir potrebbe pensare a uno sponsor per l’abbigliamento intimo femminile delle nazionali, questa ondata di passione a fine partita è stata portentosa.
“Sì, è vero che diamo tutto al pubblico, comprese magliette e pantaloncini – chiude la capitana Giordano – ma ci sembra il minimo che dobbiamo fare di fronte a tanto entusiasmo. Sentiamo davvero, anche mentre giochiamo, la passione di tanti tifosi ed è un piacere contraccambiare questa passione restando più a lungo possibile sul campo insieme a loro alla fine della partita”.
In copertina: il break di Silvia Turani che propizia la meta di Alissa Ranuccini – ph. Stefano Delfrate
