PARMA – L’Italia ha perso 61-33 nella quarta giornata del Sei Nazioni femminile contro l’Inghilterra, squadra imbattuta da orami quasi quattro anni.
La formazione dell’Inghilterra che scende in campo al Lanfranchi è assai lontana da quella che ha battuto il Canada nella finale di RWC 2025. Sono infatti soltanto cinque le reduci del trionfo mondiale tra ritiri, gravidanze, incidenti e scelte tecniche. L’effetto comunque non si nota: in attacco le inglesi si confermano incontenibili, raggiungendo il punto di bonus offensivo già al 19’.
In quello che è un inizio da incubo l’Italia però non si perde: soffre molto nelle fasi statiche, specie in mischia, ma dimostra che quando ha il possesso riesce a giocare un buon rugby. Marca infatti tre volte nel primo tempo, portandosi a un passo dal bonus offensivo.
La ripresa prosegue sulla stessa falsariga, l’Italia risponde colpo su colpo, anche con le giovani Cheli e Dosi, che non si fanno intimidire. Alla fine si chiude con il record di mete marcate contro le inglesi (cinque, contro nove delle nostre avversarie), la sconfitta più contenuta degli ultimi anni (-28, l’anno scorso a York si era chiuso a -33), un punto di bonus preziosissimo ai fini della classifica e una discreta fiducia in vista dell’incontro con il Galles (in cui sarà comunque vitale una partenza meno sonnolenta di quelle di Galway o di oggi).
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La cronaca: Alla prima touche, giocata poco fuori dai nostri 22, il nostro lancio non viene controllato, le inglesi vanno al largo ma un passaggio impreciso ne rallenta l’azione. Sugli sviluppi le inglesi vengono tenute alte in area di meta, ma sulla ripresa dopo il drop la terza linea Packer sfrutta un intelligente calcetto dell’apertura Harrison e schiaccia vicino alla bandierina. La stessa Harrison trasforma per il 7-0.
Il calcio di ripartenza finisce direttamente fuori e sulla mischia al centro il crollo azzurro viene penalizzato. Un paio di falli più avanti Cokayne segna da drive e dopo soli otto minuti la partita appare già terribilmente in salita. La mischia soffre e concede un’altra punizione. Su un calcio a seguire mal controllato dalle azzurre, Rowland marca la terza meta, sempre trasformata da Harrison.
Il punto di bonus arriva due minuti dopo quando l’ala Venner taglia con troppa facilità la difesa italiana. L’evento da segnalare però è il fatto che Harrison sbaglia (la prima volta su diciotto tentativi in tre partite). L’Italia però reagisce, un calcio lungo di Stefan mette la difesa inglese sotto pressione. Sulla risultante touche a 5 metri il drive funziona e Vecchini va oltre.
L’Inghilterra risponde con un altro calcio della mediana Packer, che costringe D’Incà e Ostuni a difendere sulla linea. Il calcio in touche di Stefan è inevitabilmente corto e sul drive Cockayne marca per la seconda volta. Harrison riprende la sua routine implacabile e il punteggio dice 33-5 in meno di 20 minuti.
L’Italia però quando ha il pallone riesce ad essere pericolosa: una fase di sostenuta pressione porta a una meta tecnica e un giallo per Kildunne quando questa intercetta senza controllarlo un passaggio smarcante di Stefan per D’Incà. L’Inghilterra non si scompone in attacco, marcando per la terza volta dalla solita rolling maul; si scompone però nuovamente in difesa, un calcio di seconda battuto velocemente sui 10 metri avvia una penetrazione al largo, Turani buca sui 22 e manda Ranuccini sotto i pali.
L’inizio della ripresa vede alcune buone iniziative delle Azzurre che però non sortiscono effetti. Più efficace invece l’azione inglese, che porta a due mete nei primi dieci minuti: prima le avanti spingono oltre la linea le Azzurre da una mischia ai cinque metri, poi Packer sfrutta al largo un contrattacco innescato da un cattivo controllo italiano. L’Italia però non abbassa il ritmo, prova a giocare da tutte le posizioni del campo, e dopo alcune penetrazioni nei 22 Sgorbini trova la meta del bonus. Grande paura al 65’ per Silvia Turani che esce per infortunio, si spera non grave, dando a Gaia Dosi l’opportunità del suo debutto internazionale.
Le inglesi continuano a macinare gioco e la player of the match mete ma l’Italia si batte e chiude in attacco. Il drive, innescato da un bel lancio di Cheli (molto precisa oggi) funziona, Sgorbini segna la sua seconda meta personale. Sillari trasforma da posizione difficile e chiude al meglio un pomeriggio che era iniziato nel peggiore dei modi.
Il tabellino di Italia-Inghilterra
Marcatrici: 3’ m. M Packer tr. Harrison (0-7); 8’ m. Cockayne tr. Harrison (0-21), 11’ m. Rowland tr. Harrison (0-21); 13’ m. Venner (0-26); 16’ m. Vecchini (5-26); 19’ m. Cockayne tr. Harrison (5-33); 24’ meta tecnica Italia (12-33); 31 m. M Packer tr. Harrison (12-40); 34’ m. Ranuccini tr. Sillari (19-40); 47 m. Burton tr. Harrison (19-47); 51 m. M Packer tr. Harrison (19-54); 55’ m. Sgorbini tr. Sillari (26-54); 59’ m. M Packer tr. Harrison (26-61); 79′ m. Sgorbini tr. Sillari (33-61)
Cartellini: 24′ Kildunne (Inghilterra)
Italia: Ostuni Minuzzi; Muzzo, Sillari, Mannini, D’Incà (60’ Granzotto); Madia (60’ Stevanin), Stefan (56’ Bitonci); Turani (64’ Dosi), Vecchini (69’ Cheli), Zanette (40’ Maris), Frangipani (44’ Duca), Fedrighi, Veronese (44’ Sgorbini), Ranuccini, Giordano (cap). All.: Roselli.
Inghilterra: Sing (62’ Moloney-MacDonald); Venner, Jones (cap), Rowland (52’ Aitchison), Kildunne; Harrison, L. Packer (48’ Robinson); Clifford (41’ Carson), Cokayne (48’ Powell), Muir (48’ Bern); Lutui (48’ Head), Burns, Short (62’ Balogun), M. Packer, Burton. All.: Mitchell.
Arbitra: Jess Ling (RA). Assistenti: Robbie Jenkinson (IRFU) e Berenice Loubet (FFR). TMO: Leo Colgan (IRFU). FPRO: Julien Castaignede (FFR)
Spettatori: 4376
