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Tranquillo, preciso nelle risposte. Giacomo Nicotera, capitano azzurro per la seconda volta, trasmette una grande serenità. Anche a chi cerca nel gran numero di infortunati quasi una scorciatoia, un alibi. “Dispiace che tanti compagni non siano qui domani, ma i nuovi hanno portato nel gruppo una grande energia, stimoli nuovi, hanno alzato il livello”, dice. E sull’essere capitano degli Azzurri aggiunge che “è una grande emozione, dopo tanti anni di lavoro con questo gruppo mi sento pronto ad affrontare anche questa sfida”.

La mischia è una delle fasi di gioco più complicate da arbitrare, quindi lui, tallonatore, avrà molto da dire all’arbitro. “Sì, è una sfida nella sfida quella di riuscire a spiegarmi con lui. Devo dire che quando l’arbitro fischia l’esperienza che ho accumulato in questi anni fa sì che io sappia già cosa è successo, se il pilone ha spinto in un modo invece che in un altro, chi ha ceduto ecc. Cercare di spiegarmi con il direttore di gara sarà importante”.

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Poi c’è l’adattamento, che è un fattore importante, come ha detto Alex Del Piero, ospite a sorpresa giovedì nel ritiro azzurro. “È una cosa che mi è rimasta dentro dell’incontro con lui. Ha detto che non voleva fare un discorso motivazionale perché non voleva aggiungere pressione, e poi se siamo qui a difendere i colori azzurri è perché ce lo siamo meritato, non ce l’ha regalato nessuno. Poi ha aggiunto che puoi preparare la partita quanto vuoi, ma che alla fine in campo ci sei tu e la tua capacità di adattamento alla situazione vale moltissimo. La tua risposta personale, l’istinto, possono contare per un 85% sul rendimento finale”.

Alex Del Piero, al centro, posa con gli azzurri nel ritiro di Torino – ph. FIR

Sarebbe stata una bella apertura Del Piero, no? “Lo ha detto anche lui, perché è un rompipalle, uno che sa quello che vuole”. Ci stai dicendo che Garbisi è un rompipalle? Nicotera ride. “È il direttore d’orchestra e quindi deve avere il temperamento necessario a comandare in campo”.

Poi il capitano parla dello staff e delle nuove presenze, da Santamaria a Parisse. “Sono orgoglioso di lavorare con questo staff, il loro grande merito è di saper allineare tutti noi al progetto di creare la nostra identità. Lo fanno curando i minimi particolari. È un piacere lavorare con Gonzalo e gli altri. Qualcosa è cambiato nella gestione di mischie e touche. L’arrivo di Sergio Parisse, che si deve occupare solo di questo, ha permesso di provare nuovi schemi e una difesa alla francese, cosa di cui sono particolarmente felice perché è quella che faccio al club. Prima i leader della mischia e della touche si confrontavano con Moretti e insieme si decideva il lavoro. Ora sono loro, Santamaria e Parisse, che ci dicono cosa dobbiamo fare, come ci alleneremo, e c’è più tempo per curare i dettagli”.

Il tallonatore dell’Italia lo scorso weekend ha segnato tre mete con lo Stade Français contro La Rochelle, è apparso più maturo, più concentrato. “Il mio ruolo dentro lo Stade è cambiato. Sono stato inserito nel gruppo dei leader, e questo significa parlare molto con i compagni nei momenti chiave dell’incontro. Per affrontare questa sfida mi sono affidato anche a un mental coach, di cui forse avrete sentito parlare: Mirco Bergamasco, che oggi si occupa di preparazione mentale. Sento che sono molto migliorato in quelle che chiamano le soft skills, di cui la comunicazione fa parte”.

In copertina: Giacomo “Mulo” Nicotera alla conferenza stampa prima di Italia-Sudafrica – ph. AllRugby

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