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Galles Italia U20

Nello stadio antico, sotto a un cielo appiccicoso, l’Italia dei giovani salva in extremis il suo Sei Nazioni, vince (13-20, 1-4 le mete) in Galles e lascia al 2017 l’ultima annata vissuta senza successi. La partita è scorbutica, pioggia e vento la rendono complicata più degli avversari, e ci vuole un bel rodaggio prima che i ragazzi di Di Giandomenico riescano a prendere le misure alle difficoltà di giornata. Pronti, via e l’Italia si fa sorprendere imprecisa, impaurita, indisciplinata al punto di concedere 5 penalties in una manciata di minuti agli avversari. L’avvio è da gambe che tremano al solo pensiero di tornare dopo anni a convivere con l’odiato cucchiaio di legno, il Galles si trova meglio sotto al diluvio e dopo 10 minuti di aggressione fisica ed errori altrui, va in meta con Edwards dopo un bell’avanzamento in velocità e un preciso cambio d’angolo finale.

L’Italia soffre con la mischia, ha il vento in faccia e non riesce a gestirlo nel gioco tattico, eppure riesce a prendere le misure alla giornata grigia, inizia a mettere a posto la disciplina (alla fine saranno 15 i penalties concessi dal Galles contro i 12 azzurri) e trova soluzioni vincenti in mischia chiusa. Casarin prova a mettere ordine nella confusione generalizzata, guadagna sempre la linea del vantaggio e suona la carica da bravo capitano.

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E così al 25’ arriva la meta di Miranda che rimette in carreggiata i suoi, al termine di un drive da touche ben organizzato. Non è giornata per Braga e Celi dalla piazzola (0/5 in coppia) e allora i punti bisogna sudarseli sul terreno. Varotto spara in aria un pallone da metà campo, Faissal nella raccolta al volo al massimo della velocità nel cuore dei 22 avversari compie un capolavoro, l’accelerazione è mortifera, il sostegno di Wilson prezioso per la meta del sorpasso (7-10). Rimessi in ordine i valori, la partita diventa un continuo vorrei ma non posso per gli Azzurri, che si costruiscono buoni possessi, ma non hanno la pazienza per trasformarli in punti. E così succede che al riposo si va in svantaggio (13-10), complice il piede preciso di Lucas che punisce i banali fuorigioco in successione di Miranda e Pelli.

Nel secondo tempo il vento gira e l’Italia della meglio gioventù è brava a sfruttarlo, inizia a essere dominante in mischia chiusa, più precisa in touche e paziente nel gestire il possesso. Pelli (player of the match) allunga la sua serie da metaman staccandosi da un drive gestito con pazienza dai suoi, Fardin poco dopo lo imita usando il fisico come una clava, rompe 4 placcaggi e di pura forza va a segnare la meta che risulterà definitiva.

Gli ultimi 20 minuti sono una sofferenza, l’Italia potrebbe chiuderla lì ma si complica la vita, fino all’ultimo assalto gallese, alla multifase nel cuore dei 22, al calcio svirgolato a tempo scaduto che potrebbe rovinare tutto e che rotola sul piede di Braga che ha la prontezza di spedire in tribuna.

Dall’esordio shock con la Scozia a Treviso, il Sei Nazioni dell’Italia under 20 è stato un lungo cammino di crescita e sofferenza. Serviva una vittoria per definire il percorso di crescita disegnato da Di Giandomenico. È arrivata.

Sei Nazioni U20: il tabellino di Galles-Italia

Rodney Parade, Newport
GALLES U20 – ITALIA U20 13-20 (pt 13-10)

Galles U20: Edwards, Scott, Darwin-Lewis, Emanuel co©, Bowen, Lucas (63’James), Davies (18’ C. Pritchard), Kossuth (22’ Ridgway), James, Gwinne co©, Williams, Evans (69’ Rees), J. Pritchard (56’ Godfrey), Howe (69’ Thomas), Tuckley (56’ James).
All: Richard Whiffin

Italia U20: Celi, Faissal, De Novellis (63’ Del Sureto), Casarin ©, Rossi (76’ Degli Antoni), Braga, Varotto, Zanella (60’ Dene), Wilson, Miranda, Sette, Fardin, Trevisan (60’ Meroi), Pelli, Brasini (65’ Messori).
All: Andrea Di Giandomenico

Arbitro: Gonzalo De Achaval (Uar)

Marcatori: 10’ meta Edwards tr. Lucas (7-0), 25’ meta Miranda (7-5), 33’ meta Wilson (7-10), 38’ cp Lucas (10-10), 40’ cp Lucas (13-10); 51’ meta Pelli (13-15); 55’ meta Fardin (13-20).

In copertina: Jaheim Noel Wilson segna la seconda meta dell’Italia contro il Galles – ph. Federugby/Federugby via Getty Images

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