Il Sei Nazioni U20 prende le mosse nella serata di venerdì 6 febbraio da Treviso, dove l’Italia ospita i pari età della Scozia, seguita a stretto giro di posta dalla gara tra Inghilterra e Galles a Northampton. Francia-Irlanda, invece, si giocherà sabato sera alle 21.00 a Perpignan.
Come spesso è successo nel corso degli anni l’Inghilterra e la Francia vestono il ruolo di favorite anche nell’edizione 2026 del Torneo giovanile. La squadra inglese era la favorita anche per la scorsa edizione, ma dopo aver battuto nettamente i transalpini alla seconda giornata andò a inciampare all’Arms Park contro il Galles, concedendo la vittoria ai rivali del continente.
Anche quest’anno la forza dei due movimenti consente loro di produrre una quantità di giocatori di talento con la quale le quattro federazioni dello URC fanno fatica a competere. Dietro, infatti, le altre quattro squadre sembrano partire tutte da un piano simile, con tanta incertezza in ciascuno degli scontri diretti e con le qualità collettive sapute costruire nel corso delle settimane che sono destinate a fare la differenza.
In questo contesto l’Italia può assolutamente giocarsi le proprie carte, visto anche che un’ampia fetta dei propri giocatori classe 2006 ha avuto già ampio spazio durante l’anno scorso.
Altro su ALLRUGBY:
→ Il ritorno di Henry Arundell, di Giorgio Cimbrico
→ Un’Albania molto italiana, di Elvis Lucchese
→ Come arrivano al Sei Nazioni gli italiani all’estero, di Lorenzo Calamai
Sei giocatori da non perdere al Sei Nazioni U20
Non mancano però a nessuna squadra i talenti individuali, in un’edizione che si presenta per tutte le compagini particolarmente ricca di giocatori che sembrano pronti a fare il salto sul palcoscenico più importante da un momento all’altro.
Noah Caluori – trequarti ala, Inghilterra
Candidato alla convocazione con la nazionale maggiore, l’ala dei Saracens è stato convocato da quella giovanile con la previsione di poter salire ai piani alti a Sei Nazioni in corso, così come accaduto a Henry Pollock lo scorso anno.
Caluori, nato a settembre del 2006 a Londra da madre nigeriana e padre svizzero, ha certamente già attraversato i vostri feed social se siete appassionati di palla ovale. In questa stagione ha segnato 16 mete in 15 presenze, comprese cinque marcature in una sola gara di Premiership contro Sale e quattro nel trionfo in casa contro i Newcastle Red Bulls lo scorso 24 gennaio.
A novembre ha vestito la maglia dell’Inghilterra A contro All Blacks XV e Spagna. Il Sei Nazioni U20 sembra un palcoscenico quasi troppo contenuto per questo freak atletico di un metro e novantaquattro che corre come se fosse alla finale olimpica dei duecento metri, ma nel frattempo distribuisce finte e frontini. La sua dote più impressionante è l’elevazione verticale: arriva a saltare a quote inarrivabili per gli altri esseri umani.
Caluori se la cava anche con i piedi e con le mani, anche se ancora deve affinare un po’ il passaggio e funziona meglio come terminale offensivo che quando si trova in situazione in cui deve pensare e scegliere una soluzione davanti alla difesa, specie se questa prevede il coinvolgimento di un compagno.
Il suo tasso di talento dice che può prendere in ostaggio il Torneo giovanile. Per lui l’unica difficoltà può essere quella che quando si scende di livello spesso a un giocatore viene chiesto di più di quanto non debba fare in una squadra più solida e costruita, ma sembra avere abbastanza classe per rispondere a qualsiasi evenienza.
Ollie Blyth Lafferty – pilone destro, Scozia
“Negli ultimi mesi si è parlato molto, negli ambienti del rugby scozzese, del potenziale del giovane pilone destro Ollie Blyth Lafferty” ha scritto il giornalista David Barnes di The Offside Line, portale scozzese con cui Allrugby collabora occasionalmente.
“In molti si aspettavano che il teenager fosse incluso nel gruppo di allenamento della nazionale maggiore per il Sei Nazioni. Alla fine, però, il 19enne non è rientrato nella prima selezione.”
È rientrato invece in quella della Scozia A e stava lavorando per scendere in campo a Rieti contro l’Italia XV, ma poi lo staff ha deciso che fosse meglio impiegarlo con i suoi pari età della under 20 per una temibile trasferta a Monigo.
Sarà un cliente scomodo per tutti questo gigante di un metro e novantatré per centotrentasei chili, capace di ottenere 9 presenze stagionali a Edimburgo, comprese 6 da titolare tra URC e Champions Cup. Come tutti i piloni giovani e dalla stazza importante, Blyth Lafferty ha qualità nel farsi trovare in giro per il campo e una mobilità non da poco malgrado le dimensioni. Pecca, casomai, nella resistenza allo sforzo.
Lo scorso anno ha già giocato da titolare tutte le partite del Sei Nazioni U20 e ha partecipato al mondiale giovanile. Si presenta a questa nuova edizione con le credenziali per dimostrare di valere anche il livello superiore.
Malik Faissal – trequarti ala, Italia
I due giocatori di maggiore, immediata prospettiva dell’Italia U20 sono Enoch Opoku Gyamfi e Malik Faissal. Se il seconda linea del Bath sta crescendo ottimamente in Inghilterra (esordio in Premiership a gennaio), il trequarti ala di Fidenza sta recuperando sul tempo perso lo scorso anno, quando per infortunio ha dovuto saltare il mondiale giovanile in casa.
Membro dell’Accademia Nazionale Ivan Francescato, Faissal ha lavorato con le Zebre a Parma, ottenendo quattro presenze tra URC e Challenge Cup, subito sfruttate per segnare due mete e dimostrare le sue qualità.
È un profilo molto importante per il futuro del rugby italiano: un’ala dalla rapidità rara, capace di mangiarsi il terreno, e dall’atletismo notevole, che lo rendono forte in aria. Qualità così accentuate che possono portarlo presto a scalzare dalla maglia numero 14 delle Zebre giocatori più anziani di lui, puntando poi diretto all’Azzurro della Nazionale maggiore.
Steffan Emanuel – trequarti centro, Galles
Steffan Emanuel è uno dei due giocatori scelti per essere co-capitani del Galles nel Sei Nazioni U20. Il classe 2006 è arrivato presto in nazionale giovanile: partecipò al mondiale in Sudafrica del 2023 con un anno di anticipo sul consueto ruolino di marcia, già a 17 anni, peraltro segnando una meta alla Nuova Zelanda.
Lo scorso anno Cardiff gli ha fatto giocare da titolare la prima gara di Challenge Cup, a Lione. Quest’anno siamo già a cinque presenze, di cui quattro da titolare e una meta segnata lo scorso 31 gennaio contro Ulster.
Gioca con la maglia numero 12 ed è un giocatore che combina rapidità, solidità e fosforo. Uno di quei giocatori che ha buone qualità fisiche e atletiche, ma che spicca soprattutto per la sua intelligenza rugbistica, per la comprensione del gioco e delle situazioni.
Visualizza questo post su Instagram
Axel Guillaud – estremo, Francia
Come ogni anno la Francia si presenta con una squadra zeppa di talenti, fra i quali è difficile sceglierne uno solo. Diego Jurd, Luka Keletaona, Edouard-Junior Jabea Njocke, Bobby Bissu sono tutti giocatori che sono già stati protagonisti allo scorso mondiale under 20, mentre c’è grande attesa per il seconda linea classe 2007 Leo Michaux, cucciolo d’uomo di 203 centimetri e 125 chili con già un pugno di presenze in Top 14 e Champions Cup con il Clermont.
Axel Guillaud è compagno e pari età di quest’ultimo. Un estremo alto, dalle gambe lunghe e la falcata ampia. Ha una gran pedata ed è capace di utilizzarla sia nel gioco che dalla piazzola, dove non teme le lunghe distanze. Il gioco aereo, poi, non lo spaventa. Cresciuto a Bourgoin come apertura, è passato estremo quando si è trasferito a Clermont.
All’inizio dell’anno il club lo ha lanciato in Top 14, dove ora conta 4 presenze, a cui sommarne altrettante ottenute in Champions Cup. Per lui una meta contro Montauban all’esordio e una in coppa contro i Saracens che ne dimostra bene le qualità.
Josh Neill – terza linea, Irlanda
Lo scorso settembre la academy del Leinster ha annunciato di aver aggiunto alle proprie fila Joshua Neill, detto Josh, nato a Città del Capo diciotto anni fa.
Un fenomeno del rugby giovanile sudafricano, Neill è stato conteso non solo dalle quattro franchigie professionistiche del suo paese natale, ma anche dai Leicester Tigers, dal Munster e dal Leinster. Alla fine il giovane si è accasato a Dublino: malgrado abbia già rappresentato il Sudafrica a livello U18 è eleggibile per l’Irlanda, paese dove peraltro già vive Jordan, fratello maggiore giocatore professionista di cricket e nazionale irlandese.
Neill è un giocatore fisicamente dominante, che abbina forza, grande energia ma anche buone qualità nel gioco. È una di quelle terze linee capaci di rompere le uova nel paniere a qualsiasi attacco, infilandosi in ogni ruck e in ogni maul per sporcare il possesso avversario.
Arriva al Sei Nazioni under 20 con un bel carico di aspettative. I ragazzi italiani lo ricorderanno bene: nel test di metà gennaio a Dublino segnò due mete nel 29-10 con cui gli irlandesi hanno vinto la partita, risultando uno dei migliori in campo oltre ad apparire sul tabellino dei marcatori.
