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La distanza in termini di punti, nel ranking, tra Cile (18° posizione, 66.72 punti) e Italia (10°, 78.98) è superiore a quella attuale tra gli azzurri e la Nuova Zelanda (2°, 90.33). 

È logico pertanto che sia stato lo stesso Gonzalo Quesada a ribadire come contro Los Condores l’Italia sia decisamente favorita. Un allenatore che non si nasconde dietro frasi fatte e dichiarazioni di circostanza. 

Anzi, Quesada ha sottolineato che questa è un’occasione per chi finora ha giocato meno per lasciare un segno in vista del Sei Nazioni. Da qui a febbraio, infatti, non ci saranno altre partite internazionali.

“I ragazzi non sono abituati ad affrontare squadre meno forti di loro – ha spiegato il ct -, l’Italia di solito gioca contro formazioni che la precedono nel ranking. Questa è dunque una partita particolare, da affrontare con pazienza, nella quale la nostra superiorità andrà costruita con il gioco, fase per fase, senza farsi prendere dalla frenesia di volerla chiudere subito. I primi venti minuti saranno molto importanti perché il Cile getterà in campo tutto il suo entusiasmo, la loro voglia di farsi vedere contro una formazione di prima fascia. Hanno avanti solidi e trequarti con velocità e gambe, conosco bene Pablo Lemoine e so che è grande motivatore. Se noi faremo bene quello che abbiamo preparato, nel corso del match si potranno aprire degli spazi dei quali dovremo essere pronti ad approfittare”.

Enoch Opoku-Gyamfi durante il captain’s run a Marassi  (Photo by Simone Arveda – Federugby/Federugby via Getty Images)

L’esame è dunque collettivo e individuale. Giacomo Da Re deve dimostrare di saper gestire i ritmi e i tempi del gioco. L’avversario non è trascendentale, ma in passato abbiamo visto l’Italia balbettare contro formazioni come il Portogallo e l’Uruguay.

Leonardo Marin ha finalmente l’opportunità di indossare la maglia numero 12 al fianco di Menoncello dopo l’esperimento della scorsa estate contro la Namibia, interrotto a metà per l’infortunio.

Per Muhamed Hasa è l’esordio da titolare in prima linea, Mirco Belloni ha prevalso nel ballottaggio con Lorenzo Pani per il ruolo di estremo, Alessandro Izekor che, contro l’Australia, alla settima presenza, ha conquistato la sua prima vittoria in maglia azzurra, potrebbe approfittare di un match in cui gli spazi dovrebbero essere un po’ più ampi del solito per mettere in mostra le sue doti di velocità e potenza  esplosiva e Michele Lamaro torna capitano, otto mesi dopo la sua ultima partita in quel nel ruolo.

In panchina Opoku-Gyamfi e Edoardo Todaro scalpitano per conquistare il primo cap.
Opoku potrebbe esordire in nazionale prima di averlo fatto in Premiership con il Bath.

Edoardo Todaro potrebbe subentrare in partita a Monty Ioane (Photo by Simone Arveda – Federugby/Federugby via Getty Images)

Anche Sergio Parisse, nel 2002, vestì la maglia della nazionale prima di quella del Benetton in Serie A…

Insomma ognuno di questi ragazzi ha un obiettivo personale. Quesada lo sa, ma vorrà vedere anche la loro capacità di incanalare questa voglia in un progetto collettivo.

Per la sua Italia è un esame di maturità. 

Nel quindici titolare del Cile, 14 dei ventitré che hanno battuto a settembre Samoa, altri tre siedono in panchina.

Le formazioni di Italia-Cile

Italia: 15 Ange Capuozzo, 14 Mirko Belloni, 13 Tommaso Menoncello, 12 Leonardo Marin, 11 Monty Ioane, 10 Giacomo Da Re, 9 Alessandro Garbisi, 8 Lorenzo Cannone, 7 Michele Lamaro (C), 6 Alessandro Izekor, 5 Federico Ruzza, 4 Niccolò Cannone, 3 Simone Ferrari, 2 Tommaso Di Bartolomeo, 1 Muhamed Hasa

A disposizione: 16 Pablo Dimcheff, 17 Danilo Fischetti, 18 Giosuè Zilocchi, 19 Enoch Opoku Gyamfi, 20 Manuel Zuliani, 21 Martin Page-Relo, 22 Juan Ignacio Brex, 23 Edoardo Todaro

Cile: 15 Matías Garafulic, 14 Clemente Armstrong, 13 Domingo Saavedra, 12 Santiago Videla, 11 Nicolás Saab, 10 Juan Cruz Reyes, 9 Lucas Berti, 8 Alfonso Escobar, 7 Clemente Saavedra (C), 6 Ernesto Tchimino, 5 Javier Eissmann, 4 Santiago Pedrero, 3 Iñaki Gurruchaga, 2 Augusto Böhme, 1 Javier Carrasco

A disposizione: 16 Raimundo Martínez, 17 Salvador Lues, 18 Matías Dittus, 19 Bruno Sáez, 20 Augusto Villanueva, 21 Sebastián Bianchi, 22 Tomás Salas, 23 Joaquín Milesi

Nella foto del titolo, il cerchio degli azzurri al captain’s run a Marassi (Photo by Simone Arveda – Federugby/Federugby via Getty Images)

 

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