Il Sudafrica assesta una spallata micidiale al Rugby Championships, nella discoteca del King’s Park di Durban travolge i Pumas (67-30, 9 mete a 3) con una prestazione che ha i contorni del dominio sul mondo ovale costruito con la perfetta formula che unisce i muscoli boeri e la fantasia colorata figlia dell’intuizione di Nelson Mandela. Eppure l’Argentina in un primo tempo pazzo e incomprensibile si mostra solida, specula sull’approssimazione dei padroni di casa, sfrutta tutto quello che può sfruttare, compresa una follia di Justin Kolbe che prima della ripresa del gioco dalla propria linea di meta passa con un drop sbilenco il pallone al proprio mediano di apertura, ne esce fuori un patatrac epocale: Angus Gardner (e il Tmo) considera quel drop valido come ripresa del gioco, il pallone rotola sotto ai pali e Chocobares, che si sta andando a schierare tra i suoi, se lo ritrova impacchettato in mano come il più prezioso dei regali. Meta senza opposizione, con lo stadio che assiste perplesso al vantaggio temporaneo (11-16) dei Pumas che annullano così l’inerzia che stava prendendo la gara dopo la meta di Malcolm Marx, arrivata a termine del solito inarrestabile drive da touche.
Gli Springboks non accusano il colpo, anzi lo usano per moltiplicare il loro orgoglio di infallibili, una squadra costruita sulla roccia a immagine e somiglianza di Peter Steph Du Toit, un uomo di granito che mai entra nella girandola delle sostituzioni tanto cara a Rassie Erasmus. Lui è insostituibile e lo dimostra segnando 2 mete personali e mettendo lo zampone in un altro paio. Ma la serata pazza diventa il palcoscenico per l’incoronazione di Sacha Feinberg Mngomezulu a padrone della scena: segna 3 mete da urlo, in gioco aperto con il suo calcio di esterno fa cose che molti suoi colleghi si sognano di fare con le mani, diventa in un pomeriggio di show e sostanza il miglior marcatore di un giorno nella storia degli Springboks, non una storia qualunque: con 37 punti personali supera il precedente primato di Percy Montgomery che contro la Namibia si era fermato a 35. Mngomezulu (leggi qui 10 cose fondamentali da sapere sul suo conto) illumina la partita, nel primo tempo dei tentennamenti dei suoi mette le cose a posto in una manciata di minuti, segnando prima una meta andando a riprendersi a pazza velocità un suo calcio che rotolava nei 22 metri argentini, poi indovinando il pertugio giusto al termine di una serie infinita di sportellate dei suoi avanti.

Nel secondo tempo l’Argentina crolla, è stata lavorata ai fianchi con spietata crudeltà, quegli impatti si pagano, ma contro il Sudafrica sono sempre gli altri a pagarli salato. Con l’uomo in meno (Marx è in castigo per aver sbracato volontariamente una maul che vuol dire meta di punizione per i Pumas) e tanto fosforo in più, Mngomezulu, sempre lui, inventa un tracciante che vola da un lato all’altro del prato per finire dritto nelle mani Kolbe lanciato alla sua velocità. Una delizia che da sola varrebbe la partita, ma si va avanti, oramai l’Argentina è alle corde, il ritmo dei verdeoro è indiavolato, a ogni scontro guadagnano metri e convinzione e il campo diventa un red carpet su cui far sfilare la loro prepotenza strabordante. Ancora Mngoemzulu con finta di passare al largo, veronica, giravolta e meta sotto ai pali, poi Van den Berg, il doppio Du Toit e Libbok a far pagare una tariffa pesante a una mai doma Argentina.

Da Durban arrivano notizie preoccupanti per il nostro rugby domestico: dalla battaglia escono malconci Tomas Albornoz, che dopo aver segnato una bella meta si blocca in mezzo al campo con un quadricipite in croce per quello che è sembrato un maligno stiramento, e Gonzalo Garcia, portato via immobilizzato sulla barella con tanto di mascherina per l’ossigeno, dopo aver subito una brutta torsione del collo causata dal fuoco amico in uno dei tanti scontri in mezzo al campo. Benetton e Zebre aspettano notizie rassicuranti, dal massacro di Durban anche loro, come gli incolpevoli Pumas, escono con le ossa rotte.
Nella foto di apertura meta di Sacha Feinberg-Mngomezulu che ha segnato 37 punti (incluse tre mete) nel 67-30 con cui gli Springboks hanno battuto i Pumas (Foto Sarugby.co.za)
