Gli All Blacks battono l’Australia anche in trasferta e conquistano sui Wallabies l’undicesimo successo consecutivo. Costretti dal loro piano di gioco a praticare un rugby ad alto rischio, gli australiani hanno regalato momenti di brillantezza assoluta, con azioni spettacolari, rapide sequenze in velocità e improvvise accelerazioni. Condizionati dalla pioggia torrenziale caduta su Perth per tutta la partita hanno commesso però tantissimi errori. E alla fine dopo tante azioni d’attacco sono riusciti a marcare una sola meta, di forza con Ikitau, a un quarto d’ora dalla fine.
Gli All Blacks in condizioni atmosferiche difficili sono stati concreti e solidi nonostante nel primo tempo McKenzie abbi sprecato sette punti al piede che hanno permesso ai Wallabies di andare al riposo con un distacco tutto sommato contenuto, 9-17.
La meta finale di George Bower che ha regalato il punto di bonus alla Nuova Zelanda (foto Rugby AU)
Altalena di emozioni nei primi quaranta minuti. L’Australia ha aperto le marcature con il piede di Edmed, sfruttando l’indisciplina iniziale della Nuova Zelanda, ma gli All Blacks hanno risposto subito con la meta di Carter dopo una poderosa incursione di Tupaea.
Grazie al piede di Edmed, preciso dalla piazzola, i Wallabies hanno continuato a muovere il punteggio riuscendo addirittura a segnare sei punti a zero in inferiorità numerica nel periodo in cui Hooper era punito con un cartellino giallo per un pericoloso “crockroll” su Jordie Barrett, episodio rivisto al bunker ma non aggravato in rosso.
Prima del riposo, gli All Blacks hanno però ribaltato la partita con due mete in rapida successione firmate Quinn Tupaea: la prima grazie a un rocambolesco assist di testa di Jordie Barrett, la seconda rifinendo una giocata rapida di Jordan, troppo morbida in questo caso la difesa australiana davanti alla propria linea. McKenzie ha mancato entrambe le trasformazioni, tutte e due piuttosto facili.
Nella ripresa i Wallabies hanno subito un altro cartellino giallo (placcaggio testa contro testa di Ikitau) senza nuovamente concedere punti nella frazione di gioco con l’uomo in meno.
Poi, poco dopo l’ora di gioco McKenzie a incrementato il vantaggio dei suoi con un calcio di punizione ben diretto fra i pali.
A meno di un quarto d’ora dalla fine, la meta di Ikitau ha dato speranza al pubblico di casa (14-20), ma il finale è stato tutto di marca neozelandese: un altro penalty di McKenzie, finalmente preciso dalla piazzola, ha portato a nove punti il vantaggio degli All Blacks e a tempo scaduto, al termine di una furibonda pressione sotto i pali australiani, George Bower (prima meta in carriera), ha regalato alla formazione di Scott Robertson la meta del bonus.
“È stata una partita dura e siamo dispiaciuti di non essere riusciti a salutare Slips (James Slipper che ha chiuso la carriera internazionale con il suo 151° cap, alle spalle soltanto di Alun Wyn Jones, 170, e Sam Whitelock, 153, ndr) con una vittoria – ha detto l’estremo australiano Max Jorgensen -. Ci sono stati tanti errori sciocchi che questo livello non ti puoi permettere. Devi essere al massimo in tutti i reparti”.
Australia – Nuova Zelanda 14-28 (primo tempo 9-17)
Australia
meta: Len Ikitau; cp Tane Edmed (3)
Nuova Zelanda
mete: Leroy Carter, Quinn Tupaea (2), George Bower; tr: Damian McKenzie; cp: McKenzie (2)
Nella foto del titolo (All Blacks.com) la seconda meta di Tupaea
