vai al contenuto principale
piloni seconde linee

Giovedì sera la notizia ha fatto un po’ il giro delle pagine social e dei siti di news dedicati al rugby: il Bordeaux, squadra campione in carica della Champions Cup, si presenterà venerdì sera a Gloucester con un pilone schierato in seconda linea.

Ben Tameifuna, pilone destro extralarge (188 centimetri per circa 145 chili), si sposta dal suo ruolo usuale per indossare la maglia numero 5.

Una scelta che ricorda più quelle degli allenatori della nostra Serie C che vanno ad affrontare una trasferta ostica, su un campo fangoso dopo una settimana di pioggia, scegliendo di aggiungere un po’ di chili in più al pacchetto perché la partita si deciderà tutta in mischia ordinata.

Altro su ALLRUGBY:
→ Coppa Italia: che cosa ci hanno lasciato le prime tre giornate, di Lorenzo Calamai
→ Brescia e Bergamo in Serie A: la Lombardia prova a mettersi al centro del rugby italiano, di Gianluca Barca
→ Serie A Elite maschile, FIR e Lega presentano il campionato, di Giacomo Bagnasco

Una selezione, però, che è stata corroborata dai cugini della squadra transalpina: anche lo Stade Toulousain infatti, per il suo debutto di Champions contro gli Exeter Chiefs, ha scelto di schierare Joel Merkler, pilone spagnolo di 1,94 per 135 chili, in seconda linea.

È stranissimo che le due migliori squadre del Top 14 abbiano compiuto questa scelta simultaneamente, ma in realtà sembra che l’esempio sia stato dato proprio dalla squadra tolosana. Non è la prima volta infatti, che Merkler finisce in seconda linea: era già accaduto due settimane fa, nella vittoria contro il Castres in Top 14.

D’altra parte non è una novità quella di vedere giocatori dalle proporzioni colossali in seconda linea. Al fianco dell’archetipo della seconda linea dominatrice dei cieli in rimessa laterale, si è in questi anni sviluppata quella che si potrebbe definire la corrente del fabbro ferraio: atleti alti e pesanti, capaci di alzare la cilindrata del motore di un pack nelle situazioni di mischia ordinata e drive, ma abbastanza qualitativi anche nel gioco aperto.

Un po’ di esempi: il seconda linea australiano di La Rochelle Will Skelton è stato uno dei primi ad affermarsi, seguito da giocatori come Posolo Tuilagi di Perpignan, Emmanuel Meafou dello stesso Tolosa, JJ van der Mescht dei Northampton Saints. Tutti giocatori che viaggiano attorno ai due metri di altezza e superano i 130 chili di peso.

Nessuno di loro è un saltatore in rimessa laterale, ma evidentemente quattro buoni jumpers (l’altra seconda linea e le tre terze) sono le alternative sufficienti di cui una squadra ritiene opportuno dotarsi per far funzionare la propria touche.

Se queste scelte compiute da Tolosa e Bordeaux siano solo una eccentrica ed episodica ventata di creatività o se invece segnino il passo di un nuovo step evolutivo verso l’ibridazione dei ruoli ce lo dirà soltanto il tempo. Intanto godiamoci il momento in cui il cerchio si chiude e arrivano a toccarsi, per un attimo, l’altissimo livello dei top team della Champions Cup e una partita di Serie C nel pieno pantano, decisa solo a colpi di mischia ordinata.

Torna su