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L’Italia perde a Mansfield una partita che presenta alcune analogie con quella persa con il Sudafrica: parte bene, capitalizzando però sul lavoro svolto ancor meno di quanto fatto a Fontanafredda; subisce la fisicità e la qualità del gioco al piede delle avversarie, che marcano quattro mete in rapida successione nel corso della prima frazione; dà segni di vita nel finale del tempo, anche qui con la meta da drive di Vittoria Vecchini; dà l’impressione di poter rientrare in partita nel secondo tempo, ma è punita da una serie piuttosto ampia di errori banali. 

Non mancano, va detto, i segnali positivi: la mischia regge bene contro avversarie molto quotate, anche quando nel secondo tempo viene schierata una prima linea alquanto inesperta con Cuoghi-Fent-Dosi; sia Giulia Cavina (alla sua prima apparizione nel XV di partenza dal 2024) che  l’esordiente Mascia Jelic si battono con grande dinamismo e buona efficacia; Francesca Granzotto si conferma una finisher di livello, e in generale il triangolo allargato conferma la sua pericolosità se adeguatamente servito; la squadra riesce a superare momenti di difficoltà che nel primo tempo, con due mete americane in cinque minuti, avevano fatto temere un crollo. 

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Alla fine la partita la decidono la maggiore efficacia al piede delle avversarie, i troppi errori di handling, e una rimessa laterale ancora insoddisfacente. Le statunitensi mettono pressione con up-and-under ben calibrati  (a differenza di quelli delle azzurre, perlomeno sino all’ingresso in campo di Stefan) e usano con efficacia calcetti corti a scavalcare la linea difensiva italiana; risultano inoltre molto efficaci dalla piazzola, ed è proprio il 5/6 del centro Vogel, a fronte del misero 1/6 ottenuto dalle Azzurre, a fare tutta la differenza nel punteggio. Non aiutano la causa anche gli errori di handling, particolarmente vistosi nel caso di alcune delle giocatrici (quasi) esordienti, ma non solo nel loro caso; né una rimessa laterale che continua a essere problematica (67% di touche vinte su proprio lancio, di poco meglio che con il Sudafrica, ma ben sotto al 100% delle Eagles). 

Alla luce di queste considerazioni appare giustificata la frustrazione per un risultato che con un po’ più di ordine avrebbe potuto essere molto diverso. Indicativa da questo punto di vista la decisione delle americane di piazzare tra i pali al 75’ la punizione che le portava a +14: segno che fino all’ultimo l’Italia è riuscita a metterle sotto forte pressione.

La cronaca: La prima occasione di marcatura è per le Azzurre già al 1’, grazie a un calcio di punizione che permette di giocare una touche nei 22 americani. La rimessa laterale funziona ma il drive viene stoppato, e dopo varie cariche un passaggio lungo di Rigoni verso Granzotto è sia in-avanti che fuori misura. La risultante mischia vede l’Italia penalizzata ma le Eagles non trovano la touche. L’Italia insiste e conquista una punizione centrale che però D’Incà sbaglia clamorosamente. Le Azzurre premono senza rendersi pericolose, e come spesso accade finiscono per pagarla. Al 7’ un fuorigioco forse un po’ fiscale di Elisa Giordano permette agli USA di giocare una touche sui 22. Il drive viene fermato ma sugli sviluppi le americane vanno oltre con la capitana Perris-Redding. Le Azzurre si riportano in attacco e al 14’ una buona combinazione di Bitonci e Ostuni Minuzzi libera Granzotto; il controllo è imperfetto, ma non in-avanti, e dopo lunga consultazione la meta viene concessa. Pochi minuti dopo un ottimo 50:22 di Bea Rigoni potrebbe dare una nuova chance nei 22 avversari ma il lancio è impreciso. Le cariche delle avanti italiane mettono in difficoltà le americane, ma senza esito; al 21’ invece su un ribaltamento di fronte un ottimo buco del centro Vogel trova in sostegno Tafuna  che manda ancora Perris-Redding oltre la linea. L’Italia soffre i calcetti a scavalcare delle statunitensi; su uno di questi l’estremo Cowdrey buca in profondità e, dopo una serie di cariche, Rogers sfonda. Il forte pilone si ripete pochi minuti dopo sugli sviluppi di una driving maul. Un’Italia in grossa difficoltà prova a reagire, e ci riesce al 38’ quando Vittoria Vecchini conclude brillantemente un drive da penaltouche che pareva essere stato stoppato. Purtroppo anche questa meta non viene trasformata. Alla ripresa del gioco, un’altra touche storta dà alle Eagles un’ultima chance. Nella risultante mischia però le americane fanno fallo salvando le Azzurre.  

All’inizio della ripresa sarebbe importante marcare per prime per riportarsi sotto. Purtroppo però una punizione conquistata con una buona azione difensiva rimane in campo, e sull’azione che segue la capitana americana marca la sua terza meta. L’ingresso di Stefan e Ranuccini al 47’ dà nuovo dinamismo e l’Italia conquista una punizione nei 22 avversari. Nonostante il lancio ancora una volta impreciso, il pallone viene in qualche modo ricuperato e un paio di passaggi al largo di Ranuccini e Mannini liberano Muzzo per la marcatura. Dopo D’Incà e Rigoni ci prova Francesca Granzotto, e finalmente arriva la trasformazione (sarà purtroppo l’unica). Sulla ripresa del gioco, D’Incà trova il buco gusto e vola per oltre 60 metri. Viene fermata,  ma in modo falloso, e il giallo all’ala Uhatafe concede una penal touche a 5 metri dalla linea. Silvia Fent, all’esordio in Azzurro, calibra bene il suo primo lancio, e sul drive Vittoria Zanette segna. Granzotto si adegua allo stile dominante del pomeriggio fallendo una trasformazione non complessa. Purtroppo al 60’ un contatto con la testa in difesa costa un giallo alla nuova entrata Cuoghi. L’Italia però difende molto bene il drive americano e potrebbe riportarsi in avanti sfruttando l’indisciplina delle avversarie, ma ancora una volta la touche non funziona. L’attacco italiano non riesce purtroppo a esprimere continuità in una fase in cui gli USA appaiono in sofferenza. Al 68’ Costantini conquista un bel tenuto ma ancora una volta, se il lancio viene in qualche modo ricuperato, errori banali di handling finiscono per frustrare le chances azzurre. Che le Eagles non si sentano troppo sicure lo dimostra il fatto che a cinque dal termine decidano di calciare tra i pali una punizione nei 22 italiani, portandosi a distanza di doppio break. L’ultima fiammata comunque è dell’Italia: Granzotto strappa un pallone durante un attacco statunitense al largo e si invola per 50 metri per la sua tredicesima marcatura con la maglia della nazionale. Alla ripresa del gioco il tempo è praticamente scaduto, ma le Azzurre muovono il pallone per due minuti alla ricerca di un’ulteriore marcatura. Alla fine però arriva il tenuto con cui l’ex-capitana Kate Zachary conquista la punizione che le Eagles generosamente calciano in rimessa laterale, chiudendo il match (diciamo “generosamente” perché un’ulteriore meta trasformata le avrebbe portate a +16, con ulteriore guadagno di punti di ranking). 

Il tabellino di Stati Uniti-Italia

17 ottobre 2026, Mansfield (Dallas), Texas Health Stadium
USA v Italia   36-27 (26-10)

Marcatrici: 9’ Perris-Redding meta tr. Vogel (7-0); 14’ meta Granzotto (7-5); 21’ Perris-Redding meta tr. Vogel (14-5); 28’ Rogers meta tr. Vogel (21-5); 33’ Rogers meta (26-5); 37’ Vecchini meta (26-10); 47’ Perris-Redding meta tr. Vogel (33-10); 55’ Muzzo meta tr. Granzotto (33-17); 57’ meta Zanette (33-22); 76’ Vogel c.p. (36-22); 78’ Granzotto meta (36-27). 

Cartellini gialli: Uhatafe (USA 56’); Cuoghi (Italia, 60’). 

USA: 15 Ashley Cowdrey; 14 Bulou Mataitoga, 13 Emily Henrich, 12 Bella Vogel, 11 Telesi Uhatafe; 10 Nina Mason (66’ 23 Katana Howard), 9 Abigail Paton (75’ 22 Taina Tuku); 1 Hope Rogers (73’ 18 Mona Lisa Tupou), 2 Kathryn Treder (73’ 16 Paige Stathopoulos), 3 Keia Mae Sagapolu-Senele (55’ 17 Alivia Leatherman), 4 Hallie Taufoou, 5 Rachel Ehrecke (70’ 19 Erica Jarrell-Searcy – co-cap), 6 Kapoina Bailey (64’ 21 Kate Zackary), 7 Georgie Perris-Redding (co-cap), 8 Freda Tafuna (55’ 20 Hann Humphreys). 

Italia: 15 Vittoria Ostuni Minuzzi (cap); 14 Aura Muzzo (73’ 23 Gaia Buso), 13 Alyssa D’Incà, 12 Beatrice Rigoni (40’ 22 Sara Mannini), 11 Francesca Granzotto; 10 Emma Stevanin, 9 Alia Bitonci (47’ 21 Sofia Stefan); 1 Vittoria Zanette (58’ 17 Giorgia Cuoghi), 2 Vittoria Vecchini (55’ 16 Silvia Fent), 3 Alessia Pilani (66’ 18 Gaia Dosi), 4 Giulia Cavina, 5 Giordana Duca (60’ 19 Elettra Costantini), 6 Francesca Sgorbini (47’ 20 Alissa Ranunccini), 7 Mascia Jelic (64’-70’ 1 Vittoria Zanette), 8 Elisa Giordano. 

Arbitro: Holly Wood (RFU). Assistenti: Emma Gallagher (RC); Lindsey Oliver (USAR). TMO: Cam Russell (RC).   

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