Il primo impegno dell’Inghilterra in altitudine, ai 1.750 metri di Johannesburg, non finisce bene. Il secondo, con pallone di altra forma, è in programma domani ai 2.248 metri di Città del Messico contro avversari che hanno una maglia verde come quella degli Springboks.
Rassie Erasmus aveva detto che questo nuovo campionato, di cui non ricordava il nome preciso, non rientra nelle priorità di chi sta già pensando al faccia a faccia della Greatest Rivalry, ovvero la serie di tre partite che opporrà il Sudafrica agli All Blacks, e soprattutto alla Coppa del Mondo 2027. Non sarà una priorità ma il Sudafrica vince 45-21, segna sette mete, a tratti demolisce l’avversario malgrado le assenze dell’ultimo minuto di Kolisi e Etzebeth ed è solo quando il piede viene alzato dall’acceleratore che gli inglesi riescono raccogliere qualcosa.
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E così l’inizio è il solito assalto, con l’incubo incombente del ko: 17-0 dopo 12’. il Sudafrica spazza l’Inghilterra che si appoggia alle corde, rimane bene o male in piedi, trova coraggio e fiducia in un gesto, quello di Genge che forza quella difesa che sembra inespugnabile. L’uomo che Genge riesce ad abbattere è Thomas du Toit, largo come un armadio a due ante: era stato lui, dopo 2’, il primo a scardinare la difesa inglese. E subito dopo tocca all’altro pilone, Ox Nche, penetrare come un ariete, dare l’avvio a quel che Kolbe finirà con un ghirigoro che potrebbe venire etichettato come dribbling. È la perla per una partita che per Nche finisce molto presto: coscia “smagliata”.
Gli Springboks non vivono solo di aggressività, di avanzamento. Damian Willemsee assorbe palloni che arrivano dal cielo, calcia per sé stesso: un cervo in mezzo a pachidermi veloci e belve feroci. L’atterramento finale – almeno, così sembra – arriva al 12’: Libbok per Arendse che brucia Feyi-Waboso. 17-0 con proiezione astronomica.
La reazione arriva: una corsa di Fin Smith a guadagnare terreno, un sottomano di van Poortvliet, una serie di cariche. L’ultima sembra buona, chiusa dal veterano George. Doleman accorda, poi ci ripensa, esamina a fondo e osserva che in quel momento il tallonatore è in fuorigioco, George si incazza un po’.
Qualche scricchiolio in touche, un giallo a Arendse per in-avanti volontario, la meta di Chessum (annullata per piede sulla linea), quella buona di Genge e allo scadere quella di forza di Martin: da 17-0 a 17-14.
Dal disastro alla resurrezione? Gli Springboks tornano in campo con l’aria di voler riversare sul prato dell’Ellis Park le loro furie e affidano la missione a Jasper Wiese. Così come nella prima parte, è in questa fase che i campioni del mondo prendono il largo: due finte di Grant Williams e un assist di Marx per Kriel coincidono con due segnature. Alex Coles, figlio di pastori di anime, concede l’ultimo hurrà agli inglesi, ma nel finale i gialli a Freeman e a Pepper aprono la strada ad un anabolizzazione del punteggio: Marx (27a meta) e lo spaccamontagne Wiese sistemano la faccenda. E se non fosse per un vizio di in-avanti, Kriel porterebbe pure i suoi a quota 50 punti segnati.
Il tabellino di Sudafrica-Inghilterra
Marcatori: 2′ m. T. du Toit ntr. (5-0), 6′ m. Kolbe tr. Kolbe (12-0), 11′ m. Arendse ntr. (17-0), 35′ m. Genge tr. F. Smith (17-7), 40′ m. Martin tr. F. Smith (17-14), 44′ m. Williams tr. Kolbe (24-14), 56′ m. Kriel tr. Kolbe (31-14), 67′ m. Coles tr. F. Smith (31-21), 73′ m. Marx tr. Kolbe (38-21), 78′ m. Dixon tr. Kolbe (45-21)
Sudafrica: 15 Damian Willemse, 14 Cheslin Kolbe, 13 Jesse Kriel, 12 Damian de Allende, 11 Kurt-Lee Arendse, 10 Manie Libbok, 9 Grant Williams, 8 Jasper Wiese, 7 Pieter-Steph du Toit, 6 Siya Kolisi, 5 Ruan Nortje, 4 Eben Etzebeth, 3 Thomas du Toit, 2 Malcolm Marx, 1 Ox Nché
A disposizione: 16 Jan-Hendrik Wessels, 17 Gerhard Steenekamp, 18 Zachary Porthen, 19 Marco van Staden, 20 Cameron Hanekom, 21 Cobus Reinach, 22 Andre Esterhuizen, 23 Canan Moodie
Inghilterra: 15 George Furbank, 14 Immanuel Feyi-Waboso, 13 Tommy Freeman, 12 Seb Atkinson, 11 Cadan Murley, 10 Fin Smith, 9 Jack van Poortvliet, 8 Ben Earl, Tom Curry, 6 Ollie Chessum, 5 George Martin, 4 Alex Coles, 3 Joe Heyes, 2 Jamie George, 1 Ellis Genge
A disposizione: 16 Luke Cowan-Dickie, 17 Beno Obano, 18 Asher Opoku-Fordjour, 19 Charlie Ewels, 20 Guy Pepper, 21 Henry Pollock, 22 Alex Mitchell, 23 Marcus Smith
In copertina: Un’azione di Sudafrica-Inghilterra – ph. David Rogers – Nations Championship/Nations Championship via Getty Images
