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giappone nations championship 2026

Eddie Jones è il Jose Mourinho del rugby? A parte le manette, l’identikit è quello: bravo, bravissimo ma polemico, aggressivo, ironico. Esattamente come l’omologo portoghese della palla tonda.

Stavolta però, in un mondo come quello ovale, le ingiurie a un direttore di gara durante il tour dell’Under 23 in Australia gli sono costate un po’: la federazione nipponica gli ha imposto una squalifica di sei settimane, una decurtazione dallo stipendio e saltare la prima gara del Nations Championship contro l’Italia.

Lo Special One era riuscito ad aggirare una squalifica simile entrando comunque negli spogliatoi. Eddie ci ha scherzato dopo l’annuncio delle convocazioni: “Cercherò anche io un carrello degli asciugamani dove nascondermi”.

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Il Nations Championship del Giappone

Battute a parte, bisogna capire quanto il Giappone riuscirà a fare sul serio quest’estate, perché non può essere indicativo il risultato di settimana scorsa, quando il Japan XV, avanti 24-7, ha poi perso 38-31 dai Maori All Blacks.

Li aspettano gli Azzurri il 4, gli irlandesi l’11 e poi la Francia il 18 luglio. Un trittico che poi li vedrà in agosto scontrarsi due volte con l’Australia e, in novembre, volare in Europa contro Galles, Inghilterra e Scozia. Non un calendario facile, anche perché già l’Italia è un avversario da non sottovalutare: Jones teme la nostra difesa e i nostri movimenti di gioco senza palla. “Si giocherà su questo – ha detto – dovremo essere eccezionali in questo fondamentale per poterli battere”. Il tutto con una squadra zeppa di esordienti (10 nel gruppo allargato) e altri 13 che hanno meno di 10 caps. Da una parte c’è fretta di capire su chi puntare per il prossimo mondiale, dall’altra sono tanti gli assenti perché infortunati o non disponibili.

Si pesca comunque molto dal domestic, 29 su 35 convocati arrivano dalla JRLO (Japan Rugby League One, il massimo campionato) che si è conclusa con la vittoria dei Kobe Steelers di Dave Rennie e Brodie Retallick in finale contro i Kubota Spears del sudafricano Frans Ludeke e di capitan Faulua Makisi. La folla dei 50mila accorsi a Tokyo a inizio giugno può sorprendere, ma il campionato giapponese ha possibilità economiche per ingaggiare grandissimi nomi del mondo down under: negli Spears c’era Malcolm Marx, a Saitama Lood de Jager, a Shizuoka Kwagga Smith, con i Toyota Pieter-Steph du Toit, a Yokohama Faf de Klerk e Jesse Kriel. E ancora Mostert, Matera, Kolbe, Aaron Smith. Senza dimenticare Ardie Savea, primo capitano dei tuttineri a non giocare in patria.

La reputazione del campionato è in grande ascesa, quella della nazionale meno, reduce da cinque sconfitte nelle ultime sei partite e una sola vittoria contro una tier 1 in sei anni (Galles, in casa nel maggio 2025). Sono comunque al dodicesimo posto nel ranking (74,09 punti) ma molto lontani da quel settimo posto toccato in occasione del mondiale di casa nel 2019 (mondiale che, per inciso, riproveranno a portare in patria nel 2035, la candidatura è partita).

Fra volti noti e qualche nuova speranza

La stella della squadra è il mediano reduce dall’esperienza a Tolosa, Naoto Saito, 16 presenze in campionato, di cui 4 da titolare quest’anno, qualcosa di più (comprese le coppe) l’anno passato. È lui il direttore d’orchestra di una squadra cui mancherà il 10 Seungsin Lee, costretto a fermarsi per operarsi. In questo senso andrà valutato l’impiego dell’elettrico mediano di apertura Ryunosuke Ito, uno dei tre giocatori provenienti dalle squadre universitarie chiamati con la nazionale: con i Maori ha giocato molto bene, servendo ben tre assist.

Rimane un punto fermo Michael Leitch, 92 caps e leggenda del rugby nel sol levante, dietro di lui crescono il seconda linea Warner Dearns e Joe Cornelsen, entrambi fondamentali per portare palloni in avanti. Tra i trequarti da guardare ci sarà il centro Dylan Riley, mentre non è disponibile Yoshitaka Yazaki, l’estremo.

Tanti gli assenti: è fermo da tempo Kazuki Himeno, il forte terza linea, vittima della rottura del tendine d’Achille; non ci saranno il pilone Keita Inagaki, il seconda linea di origine tongana Amato Fakatava, il tosto terza linea Makisi Faulua, il già citato Seungsin Lee.

I giapponesi sono molto veloci nel riposizionarsi in difesa e nel contestare a terra, mentre in attacco giocano molto sulla profondità e sul dare campo ai loro portatori di palla. Usano spesso il piede e la sensazione è che preferiscano brevi raffiche di gioco strutturato a un multifase classico. I punti deboli potrebbero essere la tenuta nell’ultimo quarto e l’amalgama da trovare. In patria c’è chi chiede che venga data un’identità diversa alla nazionale, ma Eddie Jones è sempre favorevole al chosuku rugby, che potremmo tradurre come un gioco “veloce e furioso”, fatto di ritmo elevato e sostegno rapido a terra.

Il Giappone è la squadra più in basso nel ranking entrando nel Nations Championship. Le partite contro Francia e Irlanda appaiono onestamente fuori portata, per cui molta della loro estate si giocherà nella gara d’apertura contro gli Azzurri. Per entrambe le squadre un appuntamento da non fallire.

Giappone: i convocati per il Nations Championship

I giocatori contrassegnati da * sono esordienti

Piloni
Sojiro OTSUKA* – Kwansei Gakuin Uni.
Takato OKABE – Yokohama Canon Eagles
Yota KAMIMORI* – Kubota Spears
Izi SWORD* – Kubota Spears
Shuhei TAKEUCHI – Tokyo Suntory Sungoliath
Keijiro TAMEFUSA – Kubota Spears

Tallonatori 
Mamoru HARADA – Moana Pasifika
Kenji SATO – Saitama Panasonic Wild Knights
Hayate ERA – Kubota Spears

Seconde linee
Jack CORNELSEN – Saitama Panasonic Wild Knights
Michael STOLBERG* – Toshiba Brave Lupus
Warner DEARNS – Hurricanes
Harry HOCKINGS  – Tokyo Suntory Sungoliath

Terze linee
Ben GUNTER – Saitama Panasonic Wild Knights
Tiennan COSTLEY – Kobelco Kobe Steelers
Kanji SHIMOKAWA – Tokyo Suntory Sungoliath
Waisake RARATUBUA – Kobelco Kobe Steelers
Esei HA’ANGANA* – Saitama Panasonic Wild Knights
Michael LEITCH – Toshiba Brave Lupus

Mediani di mischia
Itsuki KAMIMURA* – Kobelco Kobe Steelers
Naoto SAITO – Stade Toulousain
Takuro HOJO* – Mie Honda Heat
Haruto WATANABE* – Kindai Uni.

Mediani di apertura
Ryunosuke ITO* – Meiji Uni.
Shinya KOMURA – Toyota Verblitz
Samisoni TUA – Urayasu D-Rocks

Centri
Shogo NAKANO – Tokyo Suntory Sungoliath
Yuya HIROSE – Kubota Spears
Dylan RILEY – Saitama Panasonic Wild Knights

Ali ed estremi
Kippei ISHIDA – Yokohama Canon Eagles
Kazuma UEDA – Kobelco Kobe Steelers
Haruto KIDA – Kubota Spears Funabashi
Inoke BURUA* – Kobelco Kobe Steelers
Shunsuke UENOBO* – Kobelco Kobe Steelers
Takuro MATSUNAGA – Toshiba Brave Lupus

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