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I tifosi baschi lo chiamano La catedral, per via della piccola cappella consacrata al culto di Mamete di Cesarea, San Mamés appunto, che esisteva prima che nel 1913 ci costruissero lo stadio destinato alla squadra di pallone di Bilbao, i biancorossi dell’Athletic.

Nel 2013 è stato totalmente rinnovato e oggi questo edificio osservante il culto della palla tonda sulle sponde del Golfo di Biscaglia apre le sue porte al gioco di Rugby. Lo fa per uno dei momenti chiave della stagione: la finale di Champions Cup.

A giocarsela Leinster e Bordeaux, vecchie e nuove leggende della competizione. I dubliners hanno vinto quattro volte la coppa e da anni inseguono la quinta stella, tanto da farla divenire una sorta di ossessione: non l’hanno raggiunta nel 2019 contro i Saracens, l’hanno sfiorata nel 2022 e 2023 perdendo la finale contro La Rochelle, l’hanno persa nel 2024 contro Tolosa. L’ultimo successo risale a 8 anni fa: nel 2018 c’erano oltre 52mila persone sugli spalti de La catedral, la prima volta che il rugby decise di andare a giocare la finale delle sue coppe a Bilbao.

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Bordeaux è la squadra campione in carica, ma non aveva mai vinto prima del 2025. Anzi, non aveva mai dato così tanto peso alla coppa fino alla scorsa stagione. Dopo la vittoria contro i Saints a Cardiff, un anno fa, il presidente del club disse una cosa come: non ci importava niente di vincere questo trofeo, per noi è più importante il Top 14, però in effetti non è male.

È una big recente, costruita passo dopo passo attraverso il mercato e la costruzione dei propri talenti. Proprio dai primi (Damian Penaud, Salesi Rayasi) e dai secondi (Matthieu Jalibert, Louis Bielle-Biarrey) ci si attende molto: la squadra girondina è data per favorita alla vigilia della finale. È una squadra fisica, con un pacchetto di mischia imponente e abrasivo che si occupa del lavoro sporco per permettere alla linea arretrata di compiere le proprie magie. Fino a qui ha inghiottito senza troppi problemi ogni rivale, ivi compresi i cugini, acerrimi rivali e abituali vincitori della Champions di Tolosa.

Leinster, invece, ha avuto una stagione strana. Ha inconsuetamente perso un terzo delle proprie partite in campionato, abdicando alla prima posizione di classifica. È cresciuta lentamente nella stagione, una annata costruita per arrivare al meglio agli atti conclusivi, dove a volte era arrivata corta. Ha smesso di essere travolgente in attacco, convertendosi in una squadra dall’identità incentrata sulla difesa, affidandosi totalmente a Jaques Nienaber, il coach due volte campione del mondo con il Sudafrica arrivato due anni fa a Dublino con un obiettivo: riportare in Irlanda la Champions Cup.

 

Le scelte di formazione vedono il Leinster spostare Rieko Ioane nel ruolo di ala per fare spazio alla premiata ditta Henshaw-Ringrose e coprire l’assenza dell’infortunato James Lowe. Tom Clarkson parte da titolare in prima linea con Tadhg Furlong pronto a entrare a partita in corso. Per tutta la stagione la squadra si è affidata, nelle gare importanti, alla regia di Harry Byrne, un giocatore ritrovato e forse sbocciato in tutta la sua caratura solo oggi, a 27 anni, dopo un breve giro ai Bristol Bears in Premiership lo scorso anno.

Anche Bordeaux ha un’assenza importante, quella di Nicolas Depoortere. Rimedia come ha fatto nelle ultime settimane: Damian Penaud si sposta a secondo centro, al fianco di Yoram Moefana. Attenzione a Salesi Rayasi, estremo figiano autore di una stagione spettacolare, un contrattaccante formidabile in una squadra che sui palloni di transizione è letale.

L’impressione è che possa essere una gara punto a punto e che la differenza possa farla lo scontro tra le due panchine, entrambe di qualità, ma con Bordeaux che ha portato sei avanti di peso che proveranno a schiacciare gli avversari nel finale di gara.

Le formazioni della finale di Champions Cup

Leinster: 15 Hugo Keenan, 14 Tommy O’Brien, 13 Garry Ringrose, 12 Robbie Henshaw, 11 Rieko Ioane, 10 Harry Byrne, 9 Jamison Gibson-Park, 8 Caelan Doris, 7 Josh van der Flier, 6 Jack Conan, 5 James Ryan, 4 Joe McCarthy, 3 Tom Clarkson, 2 Dan Sheehan, 1 Andrew Porter
A disposizione: 16 Ronan Kelleher, 17 Paddy McCarthy, 18 Tadhg Furlong, 19 Diarmuid Mangan, 20 Max Deegan, 21 Luke McGrath, 22 Ciaran Frawley, 23 Jamie Osborne

Bordeaux: 15 Salesi Rayasi, 14 Pablo Uberti, 13 Damian Penaud, 12 Yoram Moefana, 11 Louis Bielle-Biarrey, 10 Matthieu Jalibert, 9 Maxime Lucu, 8 Marko Gazzotti, 7 Cameron Woki, 6 Pierre Bochaton, 5 Adam Coleman, 4 Boris Palu, 3 Carlu Sadie, 2 Maxime Lamothe, 1 Jefferson Poirot
A disposizione: 16 Gaetan Barlot, 17 Ugo Boniface, 18 Ben Tameifuna, 19 Lachie Swinton, 20 Temo Matiu, 21 Bastien Vergnes-Taillefer, 22 Arthur Retiere, 23 Hugo Reus

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