Contro gli Ospreys ci ha messo del suo per contribuire alla più convincente prova di stagione della Benetton. Premiato come miglior giocatore di giornata, Onisi Ratave in 80 minuti di assoluto dominio fisico ha mostrato il suo lato migliore, quello dei muscoli applicati alla fantasia, della solida imprevedibilità, del datemi la palla che i problemi saranno degli altri.
A 34 anni (li compirà il 6 giugno) e con un contratto in scadenza a giugno appena rinnovato per un ulteriore anno, nelle sue 4 stagioni trevigiane Ratave è sempre apparso croce e delizia, meraviglia e orrore nello stesso tempo, capace di gesti tecnici mirabolanti e di improvvisi smarrimenti. Un metro e ottanta spalmato sopra a un quintale di potenza, quando prende velocità è inarrestabile, a patto che non decida di ricordarsi all’improvviso di essere un Flying Fijan, un figiano volante, e a quel punto il pericolo è dietro l’angolo: placcaggi fuori controllo, offload azzardati, errori banali e splendide azioni individuali.
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Il merito di Treviso è stato scovarlo quando navigava tra Bay of Plenty e Fijan Drua. Una chiamata nella squadra allargata Sevens delle sue Isole, la più affascinante che ci sia, poi il viaggio, nel 2022, con approdo nel rugby europeo. Fino al capolavoro di sabato, a una partita di cui racconta “Volevamo vincere e volevamo i 5 punti, siamo arrivati al momento in cui non possiamo più permetterci errori”, e in cui alla fine i 5 punti sono davvero arrivati, anche grazie alle sue magie. Emblematica l’azione del primo tempo, gli danno la palla e lui ara la linea laterale. Keelan Giles, l’ala gallese, si tuffa per il più ortodosso dei placcaggi salvameta e lui pensa bene di usarlo come faceva Edwin Moses con le barriere disseminate lungo il giro di pista, un ostacolo da saltare in velocità. L’arbitro resta stupito, come tutto Monigo, e assegna la meta, ma il Tmo lo richiama all’ordine: «Ehi Ian, guarda che non si può evitare un placcaggio saltandolo…». Meta annullata e lezione assimilata.
Così Onisi Ratave decide di decidere la partita: si inserisce al fianco di Umaga nell’azione che porterà a segno Mendy, scava una voragine nella difesa degli Ospreys e fornisce a Rhyno Smith un assist da brividi a una mano, usando la mano sbagliata. Il passaggio è perfetto, ma cose del genere possono riuscire solo se sei figiano.
Onisi Ratave with a stunner in Origin Round 🔥#BKTURC #URC | #DRAvBEN pic.twitter.com/T9KV21VFgH
— BKT United Rugby Championship (URC) (@URCOfficial) March 3, 2026
Nel secondo tempo lo show: dategli la palla, il resto sono affari gallesi. E così fa Umaga: salta tutti con uno splendido passaggio lunghissimo e mette l’ovale nel corridoio, Ratave corre in linea retta come se stesse su un binario. Alla fine la scena è comica: 5 gallesi che disseminati sul prato contano le lucciole, lui tranquillo che deposita l’ovale oltre la linea. Poco dopo, dall’altra parte, la scena ha una replica: Odogwu è un fulmine a fiondarsi su un ovale senza padroni, raggruppamento in avanzamento e Uren che si fida del suo angelo custode lungo la touche: palla sottobraccio, Walsh che arriva per il placcaggio definitivo e Ratave che questa volta non salta, anzi. Il mediano di apertura gallese fa la fine che fece Daly contro Menoncello nell’azione delle azioni della nostra storia, e si schianta su un treno in corsa.
La strada verso i playoff di URC è ancora un lontano miraggio, ma Onisi Ratave detta le regole per arrivarci. Determinazione e fiducia nei propri mezzi. Con un figiano volante in queste condizioni, Treviso può sperare.
