Friday night lights per il Benetton nella quattordicesima giornata di United Rugby Championship. Dopo la vittoria contro gli Ospreys, capace di rinfrancare gli spiriti della franchigia di Treviso, trasferta difficilissima in casa della squadra capolista, i Glasgow Warriors, imbattuti in stagione tra le mura amiche.
Sarà proprio lo Scotstoun lo scenario dell’anticipo tra veneti e scozzesi, con calcio d’inizio alle 20.45 fischiato dal gallese Ben Breakspear.
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La formazione del Benetton
I biancoverdi rimettono un bel po’ di Azzurri in campo: Niccolò Cannone e Federico Ruzza in seconda linea, Manuel Zuliani in terza, Leonardo Marin all’apertura e Louis Lynagh come ala tornano tutti per la prima volta dopo gli impegni del Sei Nazioni; Alessandro Garbisi e Matt Gallagher sono promossi titolari dalla panchina, mentre Alessandro Izekor mantiene il suo posto rispetto alla settimana scorsa.
Le assenze per infortunio di Mirco Spagnolo e Simone Ferrari danno l’opportunità allo staff di lanciare la linea verde in prima linea: dentro dal primo minuto Destiny Aminu e Marcos Gallorini. Bautista Bernasconi sarà il tallonatore titolare, con l’altro giovane Nicholas Gasperini pronto a subentrare.
La linea dei trequarti è inedita nel suo complesso. Detto di Marin a numero 10, prima partenza da titolare in stagione in una posizione che conosce bene e che ha già ricoperto quest’anno a partita in corso (entrò al 2′ contro il Lione), il centro argentino Tomas Medina ottiene la sua prima presenza da titolare dopo una comparsata nel pareggio con gli Scarlets a fine gennaio.
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Il trequarti 21enne affianca Paolo Odogwu in mezzo al campo, mentre Rhyno Smith si sposta dall’estremo all’ala, lasciando a Gallagher la maglia numero 15. Una scelta particolare perché sarebbe anche potuta avvenire al contrario. Fuori dai 23, invece, Onisi Ratave, in un momento di forma particolarmente buono per il Benetton.
La sensazione è che più che provare il colpo esterno a Glasgow, lo staff dei trevigiani abbia cercato il giusto equilibrio tra rodaggio e riposo per schierare poi i migliori 23 nella partita del prossimo weekend, quando a Monigo arriverà Cardiff per l’ottavo di finale di Challenge Cup.
Benetton: 15 Matt Gallagher, 14 Louis Lynagh, 13 Paolo Odogwu, 12 Tomas Medina, 11 Rhyno Smith, 10 Leonardo Marin, 9 Alessandro Garbisi, 8 So’otala Fa’aso’o, 7 Manuel Zuliani, 6 Alessandro Izekor, 5 Federico Ruzza, 4 Niccolò Cannone, 3 Marcos Gallorini, 2 Bautista Bernasconi, 1 Destiny Aminu
A disposizione: 16 Nicholas Gasperini, 17 Thomas Gallo, 18 Tiziano Pasquali, 19 Scott Scrafton, 20 Mattia Midena, 21 Jadin Kingi, 22 Andy Uren, 23 Filippo Drago
La formazione dei Glasgow Warriors e la preview del match
Glasgow ha meno fretta di rimettere in campo i propri internazionali. D’altra parte, anche senza molti di loro la scorsa settimana i Warriors hanno strapazzato in casa il Leinster, senza troppi patemi, malgrado i dubliners si presentassero con tante stelle in campo.
Secondi per mete segnate (53 contro le 54 dei Bulls) e nettamente primi nella graduatori della miglior difesa (187 punti subiti, inseguono gli Stormers a 225), gli scozzesi sono un osso ben più che duro anche se allo Scotstoun dovesse presentarsi il miglior Benetton.
Tuttavia Franco Smith non ha voluto esimersi dal rimettere in campo l’invidiata coppia di centri composta da Sione Tuipulotu e Huw Jones, stelle di una formazione che mischia esperienza e gioventù: Adam Hastings ha il controllo delle operazioni in cabina di regia al fianco del giovane Ben Afshar, promettente mediano classe 2003.
Nel XV ci sono anche altri internazionali scozzesi: il seconda linea Max Williamson ha giocato il Sei Nazioni, mentre il tallonatore Johnny Matthews e l’ala Ollie Smith hanno caps ma non hanno fatto parte del giro in questa edizione del Torneo. E chissà se a novembre diverrà internazionale anche il forte estremo Josh McKay, giocatore neozelandese da cinque anni a Glasgow, un contrattaccante micidiale e un pericolo da cui i biancoverdi dovranno guardarsi.
Giocare contro Glasgow è una sorta di rebus, perché è difficile trovare un appiglio tattico per far male alla franchigia scozzese. L’unica via è quella di riuscire a sovrastare fisicamente i primi otto uomini in tutte le situazioni di gioco, fasi ordinate e non, e mantenere una disciplina immacolata: ogni calcio di punizione che si trasforma in una rimessa laterale in zona punti diventa difficile da arrestare. Non a caso il Benetton ha selezionato sei avanti in panchina, con Scrafton, Midena (ottimo il suo esordio la settimana scorsa) e Kingi incaricati di portare un sovrappiù di fisicità nella parte finale dell’incontro.
Per i biancoverdi è quasi una mission impossible, per i padroni di casa conta soprattutto l’approccio mentale alla gara. Entrambe hanno una gara più importante da giocare sette giorni più tardi e la proiezione futura potrebbe essere un fattore per l’una e per l’altra contendente.
Glasgow Warriors: 15 Josh McKay, 14 Fergus Watson, 13 Huw Jones, 12 Sione Tuipulotu, 11 Ollie Smith, 10 Adam Hastings, 9 Ben Afshar, 8 Macenzzie Duncan, 7 Sione Vailanu, 6 Euan Ferrie, 5 Max Williamson, 4 Olujare Oguntibeju, 3 Fin Richardson, 2 Johnny Matthews, 1 Patrick Schickerling
A disposizione: 16 Seb Stephen, 17 Jamie Bhatti, 18 Sam Talakai, 19 Alex Samuel, 20 Alex Craig, 21 Angus Fraser, 22 Jack Oliver, 23 Dan Lancaster
