Il trofeo a cui tutti ambiscono è quello finale: grande, argentato, dalle facce brillanti e rettangolari. Una vera coppa. Il Sei Nazioni però è caratterizzato anche dai suoi trofei minori, messi in palio nelle varie giornate tra alcune delle squadre della competizione.
L’Italia, ad esempio, si è già portata a casa la Cuttitta Cup, uno dei trofei di più recente istituzione, assegnato ogni anno nella sfida con la Scozia e che commemora la figura di Massimo Cuttitta, capitano della nazionale italiana e allenatore della mischia della nazionale scozzese durante una vita dedicata alla palla ovale e a cui il covid ha messo prematuramente fine nel 2021.
La Scozia si è consolata sabato scorso sollevando al cielo di Murrayfield la Calcutta Cup, che è invece il trofeo più antico, messo in palio dal 1879 in poi tra il XV del Cardo e l’Inghilterra.
Altro su ALLRUGBY:
→ Serie A Elite: il testa-code finisce 245-21, di Valentino Aggio
→ Sei Nazioni 2026: la Francia stappa lo champagne e spiana il Galles, di Valerio Vecchiarelli
→ Se l’Italia è competitiva anche giocando al 90%, di Alessandro Cecioni
Il Solidarity Trophy
Nel 2026 ha inoltre debuttato un nuovo rivalry trophy, come lo chiamano gli anglosassoni: è il Solidarity Trophy, messo in palio per la prima volta da Irlanda e Francia. Celebra i legami storici e culturali tra i due paesi ed è conteso sia nel Sei Nazioni maschile che in quello femminile.
La terza giornata del Sei Nazioni 2026 è speciale in questo senso. Sarà l’unica di questa edizione in cui saranno in palio tre trofei nelle tre diverse partite disputate tra sabato 21 e domenica 22 febbraio.
Le prime squadre in campo saranno Inghilterra e Irlanda, che ogni anno si contendono il poco noto Millennium Trophy. Si tratta in realtà del secondo trofeo più vecchio tra quelli interni al Sei Nazioni, istituito nel 1988 per festeggiare i mille anni della città di Dublino. La coppa consiste nella riproduzione in argento di un elmo vichingo, perché il primo insediamento di quella che oggi è la capitale della Repubblica d’Irlanda fu opera proprio dei Vichinghi. L’attuale detentrice è l’Irlanda, ma l’Inghilterra l’ha vinto più volte (21 a 17).
La Doddie Weir Cup
Tra Galles e Scozia, che si sfidano nella seconda gara del sabato, si mette ogni anno in palio la Doddie Weir Cup, trofeo nato nel 2018 per sostenere la causa della lotta alla SLA, la sclerosi laterale amiotrofica.
Doddie Weir, seconda linea della Scozia degli Anni Novanta, ha speso gli ultimi anni della sua vita da testimonial per la raccolta fondi a favore della ricerca sulla malattia che aveva scoperto di avere nel 2016. È scomparso nel 2022, all’età di 52 anni. Alla prima assegnazione del trofeo ebbe modo di dichiarare che i fabbri avevano fatto un grande lavoro nel realizzare la coppa: “Ha due impugnature belle grandi, per riprodurre le mie orecchie!”
Attualmente la Doddie Weir Cup è in possesso della Scozia, ma il bilancio di successi tra i detentori e gli avversari è fin qui in perfetta parità: quattro a testa.
Il Trofeo Garibaldi
Ultima in ordine cronologico sarà l’assegnazione del Trofeo Garibaldi, in palio tra Italia e Francia. A Lille il binario in ferro plasmato dall’ex flanker dei Bleus Jean-Pierre Rives sarà assegnato per la ventesima volta dopo l’introduzione nel 2007. L’occasione per l’introduzione della coppa fu il bicentenario della nascita dell’eroe dei due mondi, italiano nizzardo che nel 1870 aveva peraltro servito nell’esercito transalpino durante la guerra franco-prussiana.
L’Italia ha finora vinto il Garibaldi in due occasioni, nel 2011 e nel 2013, quando riuscì a battere i transalpini a Roma. Nel 2024, quando a Lille le due squadre pareggiarono, le federazioni si divisero la custodia del trofeo per sei mesi ciascuna.
Nel 2026 si torna a giocare a Lille, e per l’occasione l’Italia indosserà una maglia tematica, rossa come le giubbe dei Mille garibaldini, con il motto Qui si fa l’Italia o si muore ricamato nell’interno del colletto. Un po’ di sana retorica per fomentare l’assalto all’arma bianca a quella che finora si è dimostrata la migliore squadra del Sei Nazioni.
