Di solito è una diatriba che riguarda il Millennium Stadium di Cardiff: il grande catino della nazionale gallese ha un tetto che può essere aperto o chiuso e puntualmente la squadra ospite e quella ospitante si becchettano su ciò che preferiscono per la partita del sabato, con tanto di strali e stilettate a mezzo conferenza stampa sul tema.
Stavolta è accaduto all’Italia, ma non per il confronto contro il Galles. Lo Stade Pierre Mauroy di Lille, che con 50mila posti circa è il quarto stadio più grande di Francia e ospiterà la gara tra gli Azzurri e la Francia di domenica pomeriggio, ha un tetto mobile che può essere chiuso e aperto nel giro di trenta minuti.
Al momento della scelta la Francia, che ha giocato con il tetto chiuso a Cardiff una settimana fa, si è detta favorevole a giocare al coperto, ma l’Italia ha invece optato per tenerlo aperto. Lo ha riportato per primo il quotidiano transalpino Le Figaro, che ha anche annunciato le previsioni meteorologiche per domenica a Villeneuve d’Ascq, sobborgo di Lille: forte probabilità di pioggia, undici gradi previsti e vento con raffiche che dovrebbero raggiungere i 50 chilometri orari, sebbene ovviamente all’interno dello stadio è destinato a sentirsi molto meno.
Altro su ALLRUGBY:
→ Un Sei Nazioni sulle montagne russe: il Torneo secondo Marco Bortolami, di Giacomo Bagnasco
→ Sei Nazioni, Inghilterra: la prima da titolare di Henry Pollock, di Paolo Ricci Bitti
→ Sul passaggio di Menoncello c’è soprattutto molto ragebait, di Lorenzo Calamai
Gli Azzurri, insomma, paiono volersi ancora una volta affidare ai capricci di cirri, nembi e cumuli per provare ad aumentare le proprie possibilità nella gara. Chiaro che un campo più pesante, il vento e un pallone umido potrebbero rendere meno efficaci le qualità individuali della squadra francese, in particolare in una linea dei trequarti dove Dupont, Jalibert e Ramos sembrano aver trovato una quadra ideale alla loro convivenza.
Tuttavia, nella serata di giovedì, L’Equipe ha smentito i propri colleghi, annunciando che secondo le informazioni in possesso del principale quotidiano sportivo transalpino il tetto dello stadio di Lille rimarrà chiuso, rispettando la volontà della squadra ospitante. Una circostanza particolare, visto che, solitamente, quando le squadre sono in disaccordo prevale la volontà di giocare con il tetto aperto.
Anche Allrugby può confermare che il tetto dello stadio sarà, infine, chiuso.
Mercoledì Gonzalo Quesada aveva detto alla stampa francese di essere fiducioso in entrambe le circostanze: “Non siamo stati consultati sulla cosa due anni fa: il tetto era chiuso e ci andò bene, perché riuscimmo a stare in partita e ottenere un pareggio. Stavolta all’inizio della settimana ci hanno chiesto la nostra preferenza e io ho detto tetto aperto, perché è più naturale. Ma i francesi sono fortissimi anche sotto la pioggia, hanno una conquista incredibile e sono in un momento fantastico.”
“Nella prima parte della settimana, a Dublino (gli Azzurri non sono tornati in Italia e si sono allenati in Irlanda prima di raggiungere Lille), ci siamo allenati sotto la pioggia. Se piove saremo pronti, e se invece sarà asciutto non ci danneggerà: siamo una squadra che ama anche correre e spostare la palla.”
La Francia intanto prepara alcune novità per la partita contro l’Italia, in particolare in seconda linea. Charles Ollivon e Mickael Guillard sono stati probabilmente i migliori giocatori di questo inizio di Sei Nazioni, conciliando per il XV de France stazza, atletismo e raffinata gestualità: due prototipi del futuro per il ruolo di seconda linea. Si accomoderanno, però, in panchina: al loro posto Thibaud Flament e Emmanuel Meafou, la coppia di seconde del Tolosa: il primo un giocatore raffinato, acuto regista della rimessa laterale e presenza fissa in giro per il campo; il secondo una persona semplicemente gigantesca, capace in particolare di sobbarcarsi tantissimo lavoro di fatica e di modificare gli equilibri in mischia ordinate e nel drive da rimessa laterale.
In copertina: Thomas Ramos in Italia-Francia del Sei Nazioni 2025 – ph. Giampiero Sposito/Federugby via Getty Images
