Dal Principality Stadium arrivano solo certezze, con la Francia che ha una potenza di fuoco incontenibile per chiunque e il Galles che non riesce a mettere argine alla crisi più profonda mai vissuta nel Principato del rugby.
Stravince (12-54, 2 mete a 8) la Francia e lo fa quasi con irriverenza, perché dopo un quarto d’ora trasforma la sfida in un pomeriggio senza pathos, segna 3 mete istantanee (Gailleton, Bielle-Barrey e Brau-Boirie) con i suoi trequarti champagne, ma è solo la logica conclusione di un lavoro spietato messo su con la clava da un pacchetto di mischia travolgente. Ollivon e Guillard sono seconde linee, eppure partecipano al gioco in velocità, con una tecnica individuale da stropicciarsi gli occhi, e Marchand dirige le operazioni sui punti di incontro. Dupont, va beh, è Dupont, un uomo ovunque che si permette il lusso di inventare funambolismi proibiti a qualsiasi altro giocatore.
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Il Galles prova a mettere argine alla marea in bleu, è quasi commovente quando a forza di testate va in meta con Carre, ma il suo rugby è rude e scolastico e contro le imboscate continue dei francesi non ha armi da opporre. Jalibert (miglior giocatore di giornata) è ispirato, oltre alla meta personale scaturita da un calcio sbilenco di Beard che finisce dritto nelle mani di Attisogbe, chiede tanto alle sue doti e qualche volta pecca di presunzione, ma i 2 traccianti che tagliano il campo a fette e finiscono dritti nelle mani di Brau-Boirie e Attisogbe, chiedendo solo di essere depositati in meta, fanno parte di quelle perle riservate a pochi eletti.
Alla fine di un pomeriggio di sofferenza si chiude con il peggior passivo mai subito dal Galles in casa contro la Francia, ma la sensazione è che non tutto sia da buttare nell’opera di ricostruzione che a fatica Steve Tandy sta tentando in un clima di grande depressione; solo 9 penalties concessi agli avversari, touche e mischia che assicurano i propri possessi, alcuni uomini di spicco (Rees-Zammit, Tomos Williams, la terza linea al completo, il pilone Carre) che per ora sembrano predicare nel deserto, ma che contro avversari che inevitabilmente concederanno qualche possesso di qualità, potrebbero tornare a fare la differenza.
Il secondo turno del Sei Nazioni ha raccontato di una Francia dominate, di un Galles in picchiata e degli altri che ancora non sono riusciti a capire da che parte stare. L’Italia è nel gruppo di chi vuole finalmente vivere in alta quota, ma domenica andrà a Lille contro i padroni del momento, ricordando che lo scorso anno, all’Olimpico, contro di loro finì (24-73) peggio di quello che si è visto sotto il tetto di Cardiff. Ma il Sei Nazioni è così, vietato fare calcoli, ogni volta ti presenta il conto.
Dio salvi il Galles, il rugby mondiale non può fare a meno di uno dei suoi riferimenti.
Sei Nazioni 2026: il tabellino di Galles-Francia
Galles-Francia 12-54 (pt 7-26)
Galles: Rees-Zammit, Mee (54’ Grady), James, Hawkins, Adams, Edwards (54’ Evans), Williams, Cracknell (49’ Plumtree), Mann, Wainwright, Beard (61’ Carter), Jenkins, Francis (49’ Griffin), Lake © (49’ Elias), Carre (49’ Smith)
Francia: Ramos, Attisogbe, Gailleton, Brau-Boirie, Bielle-Barrey, Jalibert, Dupont © (58’ Serin), Jelonch (51’Nouchi), Jegou, Cros (51’ Flament), Guillard (51’-63’ Meafou), Ollivon, Aldegheri (49’ Montagne), Marchand (49’ Lamothe), Gros (49’ Neti)
Arbitro: James Doleman (Nzr)
Marcatori: 2’ m. Gailleton tr. Ramos (0-7); 11’ m. Bielle-Barrey (0-12); 15’ m. Brau-Boirie tr. Ramos (0-19); 19’ m. Carre tr. Edwards (7-19); 39’ m. Jalibert tr. Ramos (7-26); 43′ m. Marchand tr. Ramos (7-33), 48′ m. Attissogbe tr. Ramos (7-40), 57′ m. Attissogbe tr. Ramos (7-47), 60′ m. Ollivon tr. Ramos (7-54), 78′ m. Mann ntr. (12-54)
