Chi ha giocato, soprattutto a livello amatoriale, ha bene in mente cosa significa probabili-possibili: la classica partita interna di inizio stagione, alla fine della preparazione, per mettere alla prova tutti i componenti della rosa.
Partite temibili, dove si usava regolare in campo le piccole magagne interne e dove tutti, gonfi di energie per l’avvio di una nuova annata, sono sempre pronti ad andare a cento all’ora per dimostrare di meritare una maglia da titolare.
Per l’Italia che si avvicina al Sei Nazioni 2026 non sarà possibile disputare una probabili-possibili sul campo, ma sulla carta può diventare un escamotage utile per analizzare le carte in mano a Gonzalo Quesada e al suo staff prima che vengano annunciate le scelte di convocazione del capo allenatore argentino della Nazionale, che saranno rese pubbliche mercoledì 21 gennaio.
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Numero 15: Lorenzo Pani v Mirko Belloni
La posizione di estremo è quella dove l’Italia è in maggiore difficoltà, in particolare per quanto riguarda le prime partite del Torneo. Tommaso Allan e Ange Capuozzo, le prime scelte, sono entrambi infortunati. Da quando Quesada allena gli Azzurri la posizione è stata ricoperta anche da Lorenzo Pani, Matt Gallagher, Jacopo Trulla e Mirko Belloni.
Il primo è il favorito per ottenere la maglia numero 15 dopo il man of the match ottenuto a Tbilisi con le Zebre in Challenge Cup: dopo un anno e mezzo fuori per infortunio, il classe 2002 di Sesto Fiorentino non ha ancora ritrovato la brillantezza atletica dei giorni migliori, ma la potenza del suo piede sinistro e le sue capacità aeree rimangono immutate.
Il secondo è il giocatore che ha avuto più continuità nel ruolo da inizio stagione, ma le sue performance non hanno mai lasciato l’impressione di un profilo destinato a tornare in Nazionale, dove non gioca da novembre 2024.
Trulla è fuori dai giochi, indisponibile per le Zebre da tutta la stagione. Attenzione invece a Mirko Belloni. Malgrado con le Zebre abbia sempre ricoperto il ruolo di ala, il suo profilo è stimato dallo staff azzurro e ha le peculiarità per rappresentare un’alternativa ad Ange Capuozzo: un giocatore, cioè, in grado di sfidare le difese avversarie sui palloni di recupero e di contrattacco.
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Numero 14: Louis Lynagh v Edoardo Todaro
Louis Lynagh per la maggiore esperienza, Edoardo Todaro per il pazzesco momento di forma. Il giocatore del Benetton ha iniziato la stagione alla grande, con sette mete nelle prime cinque presenze, e ha fatto molto bene a novembre con la maglia azzurra. Tuttavia nelle ultime uscite ha mostrato una certa discontinuità, con qualche prestazione più che imperfetta.
Il giovane classe 2006, invece, sta volando a Northampton. Certo i numeri sono impressionanti: a 19 anni ha giocato già più di 700 minuti in stagione e ha segnato 9 mete in 13 presenze, è reduce da una tripletta in Champions Cup e colleziona highlights in serie. Ma il motivo per cui i Saints lo hanno reso un titolare inamovibile è tutto quello che nei video delle sue mete non si vede. Todaro è un giocatore dai fondamentali solidissimi e che davvero sbaglia pochissimo in attacco e in difesa, fisicamente è in grado di stare al livello dei migliori e non sembra preoccuparsi della pressione.
Numero 13: Juan Ignacio Brex v Giulio Bertaccini
Per togliere la maglia numero 13 dalle spalle di Nacho Brex deve accadere qualcosa che nessuno si augura. Sarà sua e probabilmente sarà anche il capitano della Nazionale in almeno qualche occasione durante il Torneo. A 33 anni il suo passaggio nel Top 14 sembra averlo reso ancora più forte, maturo e cosciente dei propri mezzi: il modo in cui si è preso un posto da titolare anche in Francia è impressionante.
Il suo principale rincalzo non può che essere Giulio Bertaccini, anche se spesso Quesada preferisce convocare un numero 12 in più (leggi Damiano Mazza) ed eventualmente spostare Tommaso Menoncello nel ruolo di secondo centro.
Bertaccini, in ogni caso, ha dalla sua la duttilità, avendo giocato spesso anche nel ruolo di ala. Giocatore rapido e con grandi qualità e tempismo nell’interpretare gli angoli di corsa, è una risorsa di cui è difficile privarsi.
4⃣ Azzurri premiati come ℎ ℎ nel weekend delle coppe
Nacho Brex, Edoardo Todaro, Mirco Spagnolo e Lorenzo Pani si sono messi in mostra in vista del #GuinnessM6N 2026 pic.twitter.com/gZAC9SdEpa
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Numero 12: Tommaso Menoncello v Leonardo Marin
Al Benetton compagni di merende in mezzo al campo, in Nazionale antagonisti per la stessa maglia. Tommaso Menoncello è il partner designato di Brex in mezzo al campo, dove interpreta il ruolo dell’ariete mentre l’uomo di Buenos Aires si prende gli incarichi di leader della difesa e secondo playmaker.
Leonardo Marin, in realtà, è quindi il rimpiazzo ideale di Brex poiché destinato ad assumerne i compiti di assistente alla regia. La sua infinita polivalenza, di cui ha dato dimostrazione vestendo i panni del mediano di apertura per il Benetton a Lione, lo rende il giocatore ideale per qualsiasi panchina. E chissà che non possa giocarsi le sue carte da numero 15.
Numero 11: Monty Ioane v Paolo Odogwu
Gonzalo Quesada ha più di una volta fatto capire che togliere la maglia numero 11 dalla schiena di Monty Ioane è un compito arduo, perché l’ala del Lione è un giocatore che per professionalità e disponibilità all’allenamento non si fa superare da nessuno. Le sue qualità, poi, continuano ad essere merce rara anche in un’Italia la cui profondità si fa sempre più elevata.
Paolo Odogwu, intanto, potrebbe tornare in Nazionale. Simone Gesi, altro numero 11 candidato a un posto in rosa, sta facendo meno bene che in altre stagioni, mentre l’ex Wasps e Stade Français sta sempre di più salendo di colpi al Benetton, sia quando interpreta il ruolo di ala che quando gioca centro. Per il livello internazionale ha forse dei punti deboli che ne indeboliscono la candidatura (gioco aereo in primis), ma le sue qualità di finalizzazione sono davvero molto buone.
Numero 10: Paolo Garbisi v Giacomo Da Re
“Giacomo Da Re è il terzo miglior numero 10 che c’è in questo paese” disse una volta Kieran Crowley, mettendolo dietro a Paolo Garbisi e a Tommaso Allan. Non tutti erano d’accordo al tempo, ma evidentemente Gonzalo Quesada la pensa allo stesso modo, visto che il classe 1999 è l’unico giocatore oltre a Paolo Garbisi ad aver vestito quella maglia.
Prima scelta alle Zebre malgrado l’arrivo di un giocatore forte come Martin Roger Farias, Da Re avrà qualche possibilità in più rispetto al passato di ottenere un cap al Sei Nazioni, che ancora gli manca.
Paolo Garbisi rimane comunque la prima scelta e uno dei giocatori più indispensabili di questa Nazionale, checché ne pensino al suo club.
Numero 9: Stephen Varney v Martin Page-Relo
Buone notizie per l’Italia dalla posizione di mediano di mischia, dove sia il numero 9 degli Exeter Chiefs che quello del Bordeaux stanno giocando bene. Varney ha iniziato la stagione fortissimo, e continua a essere uno dei giocatori chiave della squadra inglese. Page-Relo si è preso una meritata pausa dopo i test autunnali, ma è tornato titolare a metà dicembre dopo l’infortunio a Maxime Lucu.
Nelle ultime tre partite con l’UBB il suo rendimento è stato ottimo, con una prestazione particolarmente brillante contro i Northampton Saints in Champions Cup.
Come già accaduto in passato lo staff tecnico sceglierà probabilmente quale dei due giocatori utilizzare da titolare sulla base delle caratteristiche della partita. La vera sfida in questo caso è per il terzo posto del lotto: lo staff sceglierà ancora Alessandro Garbisi o tornerà a puntare su Alessandro Fusco?
Numero 8: Lorenzo Cannone v David Odiase
Non ci sono molti dubbi sul fatto che Lorenzo Cannone sia la prima scelta come numero 8 dell’Italia per il prossimo Sei Nazioni, ma David Odiase è destinato anch’egli a proseguire il proprio percorso in Azzurro.
Fin qui lo si è visto poco: tre spezzoni di partita, sempre e solo contro il Sudafrica. Lo statuario 23enne deve ancora affinare molte parti del proprio gioco, ma la sua esuberanza fisica lo rende un profilo decisamente utile per una squadra che occasionalmente potrebbe aver bisogno di qualche portatore in più per caricare a difesa schierata e dare qualità al possesso.
Numero 7: Manuel Zuliani v Samuele Locatelli
Con il passare del tempo Manuel Zuliani si è impadronito della maglia numero 7. L’ultimo anno del flanker classe 2000 è stato impressionante: che fosse forte lo sapevamo già, ma adesso lo sanno anche gli altri. Nessuno, anche fuori dai confini italiani, è autorizzato a non sapere che razza di giocatore sia questa piovra dal caschetto bianco capace di imporsi in ogni contatto e cacciare a terra un numero di palloni impareggiabile.
La lista dei giocatori che proveranno a contendergli comunque il posto parte da Michele Lamaro, che però potrebbe combinare con lui viste le assenze di Vintcent e Negri in terza linea. A novembre Quesada ha chiamato per la prima volta in raduno Giacomo Ferrari, mentre Bautista Stavile potrebbe essere la sorpresa di queste convocazioni. Secondo qualcuno, però, il nuovo ingresso nel lotto delle terze linee dell’Italia sarebbe Samuele Locatelli, flanker delle Zebre il cui nome è stato più volte fatto dall’head coach in questi anni, parlando di un giocatore molto vicino a ricevere la chiamata.
Numero 6: Michele Lamaro v Alessandro Izekor
Date le assenze in terza linea di Ross Vintcent e Seb Negri, la maglia numero 6 è divenuta una delle più contese. Se la giocheranno prevedibilmente Michele Lamaro e Alessandro Izekor, giocatori con caratteristiche opposte: il primo è un placcatore indefesso, un avanti con una tecnica individuale molto raffinata e uno dei quattro capitani della squadra; il secondo un ottimo portatore nelle zone allargate del campo e un buon saltatore in rimessa laterale.
Numero 5: Andrea Zambonin v Federico Ruzza
L’anno in cui l’allievo ha superato il maestro. Così si potrebbe riassumere questa prima parte di stagione in cui Andrea Zambonin ha salito un altro gradino nella sua crescita complessiva ed è diventato un giocatore ancora più completo e maturo, in grado di andare in Premiership e prendersi subito un posto da titolare.
Anche se non è nel momento migliore della sua carriera, Ruzza continua ad essere un giocatore decisamente importante per Benetton e Nazionale. Si giocherà le proprie carte con Zambonin per una maglia da titolare, ma a novembre ha dimostrato di poter essere incisivo anche dalla panchina.
Big Zambo ️
Andrea speaks on life at the club, his journey so far, and Azzurri pride
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— Exeter Chiefs (@ExeterChiefs) January 9, 2026
Numero 4: Niccolò Cannone v Riccardo Favretto
Nell’indispensabile ruolo del fabbro ferraio di una squadra di rugby non c’è nessuno di meglio di Niccolò Cannone in Italia. Il 27enne ha raggiunto un grado di maturità fisica, atletica e caratteriale che oggi ne fanno uno dei leader del Benetton e della Nazionale. Per questo la maglia numero 4 sarà probabilmente sua.
A Riccardo Favretto il compito di giocarsi le sue carte sia come terza linea, dove può alzare la qualità della squadra in rimessa laterale, che come seconda, dove appare favorito su giocatori come Matteo Canali (fisico da vendere, ma spesso poca disciplina), Enoch Opoku Gyamfi (probabilmente lo vedremo in U20) e Dino Lamb (che sta giocando in Giappone con il proprio club e chissà se tornerà mai in Azzurro).
Numero 3: Simone Ferrari v Marco Riccioni
La sfida fra i due numeri 3 di questa formazione non è tanto per un posto nella rosa, che appare scontato, ma per chi dovrebbe indossare la maglia da titolare durante questa edizione del Torneo.
Ferrari è stato il giocatore scelto il maggior numero di volte per essere il titolare a destra e le sue prestazioni sono state spesso positive anche in questa stagione, ma l’ottima prestazione di Riccioni a novembre contro il Sudafrica ha fatto rialzare le sue quotazioni.
Terzo a destra Muhamed Hasa o Giosué Zilocchi, a seconda che Quesada scelga di convocare cinque o sei piloni.
Numero 2: Giacomo Nicotera v Tommaso Di Bartolomeo
Con Gianmarco Lucchesi ancora alle prese con gli infortuni (ricaduta dopo il ritorno in campo con Tolone) sarà difficile vederlo nella prima lista dei convocati di Gonzalo Quesada per il Sei Nazioni 2026.
Giacomo Nicotera sarà pertanto ancora l’indubbia prima scelta e Tommaso Di Bartolomeo, sempre più solido e continuo nelle sue prestazioni in maglia Zebre, il suo vice. Pablo Dimcheff sta facendo meno bene dello scorso anno con Colomiers, ma la conferma come terza scelta nel ruolo di tallonatore sembra più probabile di qualche nuovo arrivo (Gasperini) o ritorno (Zarantonello).
Numero 1: Danilo Fischetti v Mirco Spagnolo
Non c’è dubbio, a sinistra della prima linea l’Italia ha due certezze: Fischetti e Spagnolo. Solo in caso di qualche acciacco lo staff tecnico derogherà a questa coppia, dove il giocatore dei Northampton Saints ha un vantaggio di esperienza, leadership, qualità e resistenza nei confronti del pur forte pilone del Benetton.
Dietro di loro a sinistra dovrebbe esserci Muhamed Hasa, che potrebbe ancora una volta recitare il ruolo di doppia copertura a destra e a sinistra della mischia ordinata.
