Sabato a Cardiff la fine è nota: il Galles in un tentativo di ricostruzione dalle macerie in cui si è sgretolato dovrà vedersela con un Sudafrica che Rassie Erasmus plasmerà secondo strategie e avversario (darà spazio a Malcolm Marx, tallonatore… capitale, appena nominato Giocatore dell’Anno?) per tirare il sipario sul novembre delle sfide, sulla vecchia Guerra dei Mondi che va in archivio per lasciar spazio al Nations Championship. Il tempo degli scontri da vivere 80’ per 80’ è finito: necesse est irreggimentare, classificare, chiudere in un recinto, lasciar sempre meno spazio ai feudatari di più basso rango.

Il nostro bilancio vuole essere ecumenico, comprendendo anche valvassini e valvassori che si sono affrontati mentre le battaglie importanti si giocavano a Twickenham, allo Stade de France, all’Aviva di Dublino, a Murrayfield.
Sud (Argentina, Australia, Cile, Fiji, Nuova Zelanda, Sudafrica, Tonga, Uruguay) batte Nord (Francia, Galles, Giappone, Inghilterra, Italia, Irlanda, Portogallo, Scozia, Romania) 12-10, con un terzo esatto del bottino conquistato dagli Springboks campioni del mondo e aspiranti alla quinta corona che chiudono l’anno con un paio di macchie (la sconfitta interna con l’Australia e un match ceduto agli All Blacks) su un’epidermide simile a quella di Poppea che si lavava con il latte d’asina. Scorridori perfetti, nel 2025, hanno vinto a Buenos Aires (travestita da Twickenham), a Wellington, a Parigi, a Torino, a Dublino in una partita molto gialla e molto brutta. Ma una buona mano, più che da grigiastri All Blacks o da disastrosi Wallabies, è venuta dall’Argentina dai prodigiosi secondi tempi e dall’Uruguay.
Un momento di Romania vs Uruguay, match vinto da Los Teros a Bucarest 31-21 (foto Rugby Romania)
L’apporto dei poveri isolani è sempre più impalpabile: Samoa, assente dal teatro delle operazioni, nel ripescaggio di Doha è riuscita a conquistare un posto per Australia 2027 in fondo a un 13-13 con il Belgio sfruttando un punto di bonus e Tonga ha perso consistenza. Resistono le Fiji ma il tempo dei raid stordenti è lontano.
L’unica squadra dell’emisfero boreale che chiude con un percorso netto è l’Inghilterra. La struttura è forte, l’aggressività si sposa all’arroganza (Harry Pollock e Tom Curry protagonisti in negativo del burrascoso finale con i Pumas) e l’arrivo in scena di Max Ojomoh ha costretto i critici a parlare di champagne in un rugby che, come in un’incisione di Hogarth, è sempre stato più vicino alla birra e al gin.
Il titolo di incompiuta – e non è una novità – tocca ancora alla Scozia: ha avuto la chance di battere gli All Blacks e si è smarrita contro i Pumas. A qualcuno ha ricordato la squadra che concesse tre mete nei cinque minuti iniziali agli azzurri, meritando l’etichetta di Triple Clowns. Qui, cinque nei 20’ finali. Gregor Townsend sembrava un personaggio esposto al museo Grevin.
Nella foto del titolo, faccia a faccia tra Garry Ringrose e Sacha Feinberg Mngomezulu in Irlanda vs Sudafrica (©INPHO/Gary Carr)
Confronti tra emisfero boreale e australe (Legenda: N Nord, S Sud) e tra Europa (E) e Resto del Mondo (M)
Giappone-Australia 15-19 (S)
Sudafrica-Giappone 61-7 (S)
Inghilterra-Australia 25 -7 (N – E)
Inghilterra-Fiji 38-18 (N – E)
Inghilterra-Nuova Zelanda 33 -19 (N – E)
Francia-Sudafrica 17-32 (S – M)
Francia-Fiji 34-21 (N – E)
Italia-Australia 26-19 (N – E)
Italia-Sudafrica 14-32 (S – M)
Scozia-Nuova Zelanda 17-25 (S – M)
Irlanda-Nuova Zelanda 13-26 (S – M)
Irlanda-Australia 46-19 (N – E)
Galles-Argentina 28-52 (S – M)
Portogallo-Uruguay 8-26 (S – M)
Scozia-Argentina 24-33 (S – M)
Galles-Nuova Zelanda 26-52 (S – M)
Italia-Cile 34-19 (N – E)
Romania-Uruguay 21-31 (S – M)
Irlanda-Sudafrica 13-24 (S – M)
Francia-Australia 48-33 (N – E)
Scozia-Tonga 56-0 (N – E)
Inghilterra-Argentina 27-23 (N – E)
Galles-Sudafrica (S – M)* si gioca sabato 29 novembre
EMISFER Sud 12 – EMISFERO Nord 10
Scozia-Usa 85-0 (E)
Galles-Giappone 24-23 (E)
Georgia-Canada 38-17 (E)
Georgia-Usa 43-30 (E)
Romania-Canada 31-21 (E)
Portogallo-Hong Kong 58-12 (E)
Romania-USA 18-26 (M)
Georgia-Giappone 23-25 (M)
Portogallo-Canada 33-27 (E)
Europa 17 Resto del Mondo 13
