Sconfitta storica per la Nuova Zelanda a Wellington: il punteggio finale, 43-10, rappresenta la più pesante sconfitta interna nella storia degli All Blacks contro gli Springboks. Un risultato che rompe un equilibrio storico – nelle precedenti 109 sfide il distacco medio era stato di appena quattro punti, per altro a favore della Nuova Zelanda.
Primo tempo giocato a tutto gas, con le due squadre che provano a muovere il pallone in velocità, preferendo la ricerca degli spazi allo scontro di forza tutto muscolare. Nonostante una netta prevalenza territoriale degli Springboks, tuttavia, sono i neozelandesi ad andare al riposo in vantaggio 10-7, grazie alla meta di Carter, all’esordio con la maglia della nazionale, e al calcio di punizione di McKenzie. Unico lampo del Sudafrica, la volta di Kolbe, che intercetta una giocata al largo degli All Blacks e si invola per una corsa di 70 metri, la trasformazione di Libbok entrato al posto di Feinberg-Mngomezulu, vale il momentaneo pareggio, 7-7.
In precedenza, al 12’, Snyman si era visto annullare una meta di forza, da distanza ravvicinata, per un impercettibile avanti di Reinach, segnalato dal TMO.
Alla ripresa del gioco, però, la mischia del Sudafrica fa immediatamente la voce grossa, Kolisi affonda palla in mano in profondità, poi l’assist di Esterhuizen, subentrato a Fassi, altro infortunato nella linea d’attacco degli ospiti, manda Kolbe oltre la linea per la sua seconda meta del match.
Poco dopo, un fallo di Tupou Vaa’i, sullo stesso Kolbe, costringe l’ala ad abbandonare il campo, Libbok trasforma la punizione e gli Springboks portano il punteggio sul 10-17.
Allo scoccare dell’ora di gioco l’inatteso crollo dei padroni di casa: uno sciagurato lancio da touche di Mc Alister, entrato al posto di Taukei’aho, regala la palla agli avversari a cinque metri dalla linea di meta. L’errore innesca un attacco degli Springboks sotto i pali neozelandesi e Willemse sfonda con una bella azione personale rompendo un paio di placcaggi troppo morbidi dei difensori in maglia nera. La Nuova Zelanda non c’è più: al 69’ Kwagga Smith conclude una magnifica azione innescata da una straordinaria volata di Ethan Hooker, proseguita da un cross di Libbok e dall’assist di du Toit che vale quarta meta del Sudafrica.
Ma non è ancora finita: al 73’ Snyman entra nel burro di una difesa avversaria che non c’è più e, allo scadere, Esterhuizen segna la sesta meta al termine di un’azione spettacolare a tutto campo con la palla che passa per più mani: 10-43.
Per la Nuova Zelanda è la più pesante batosta in casa di sempre. Rassie Erasmus festeggia un risultato storico, per Scott Robertson si prospettano settimane amare.
Nuova Zelanda – Sudafrica 10-43 (primo tempo 10-7)
Nuova Zelanda
meta: Leroy Carter; tr: Damian McKenzie; cp McKenzie
Sudafrica
mete: Cheslin Kolbe (2), Damian Willemse, Kwagga Smith, RG Snyman, Andre Esterhuizen; tr: Manie Libbok (5); cp Libbok
Nella foto del titolo (SA Rugby) la meta di Willemse nel secondo tempo.
