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L’Eden è sempre il paradiso degli All Blacks: ora le partite senza sconfitte sono 51. L’Eden è sempre l’inferno degli Springboks: nel Park di Auckland non vincono dal 1937 e questa sconfitta, la seconda nel Championship, segna la fine di un’aura vicina all’invincibilità che aveva scandito la storia recente del gioco. Ardi Savea festeggia le 100 presenze ed è determinante sulla penultima carica dei sudafricani che provano a acchiappare un pareggio insperato e insperabile. Finalmente un Championship equilibrato.
La costruzione dei campioni del mondo è difficoltosa, quasi assente e anche quando ricorrono alla loro specialità della casa (la via aerea) i risultati sono scarsi. Il merito è anche degli avanti in nero: i piloni Newell e De Groot, il quasi esordiente Parker e Tupuvai placcano, tamponano, costringono all’errore. E il ritmo impresso da Grant Williams, tra scivolate e incertezze, è trascurabile.
De Jager prova la carica su Simo Parker sul compagno che osserva chiari i segni della battaglia (Foto sa.com)
La prima svolta dopo meno di ottanta secondi: Beauden Barrett inventa un calcio passaggio di lucida precisione e di grande bellezza: sulla destra Narawa (che, infortunato, uscirà di lì a poco) raccoglie e va sino in fondo approfittando di una scivolata di Leroux. Le ultime esibizioni del veterano da 101 caps sono state sempre più incerte.
Ancora colpiti dopo un quarto d’ora: touche vinta dentro i 22, palla a Sititi, Marx manca il placcaggio e Will Jordan arriva da dietro per la sua 43a meta in nero. Il solito angelo.
Sotto 14-3 gli Springboks aprono il secondo tempo con un tentativo di volata di Kolbe, soffrono in touche perdendo la terza rimessa, provano a buttar dentro l’irruenza coraggiosa di Kwagga Smith, si affidano al veterano Reinach per avere una scintilla. Sanno, anche in questo momento di difficoltà, di poter contare sulla forza e sulla determinazione della mischia che riesce a piegare gli avanti in nero e porta Marx al capitale della 24a meta. Sul 17-10 la partita sembra riaperta ma gli All Blacks si riportano subito dall’altra parte, guadagnano la superiorità numerica (fuorigioco di Smith) e la sfruttano dopo una serie di cariche e con lo slalom di Tupaea. La fine è nota? Non ancora.
I sudafricani dominano una mischia ai cinque metri, insistono ed è Reinach a trovare il buco buono. Gli ultimi spiccioli sono loro, ma prima Savea, poi l’ultimo di una serie di errori, dopo una palla fortunosamente recuperata, chiudono il match e fermano la serie degli All Blacks che con gli Springboks avevano ceduto negli ultimi quattro contatti. Tra una settimana si replica a Wellington.

Nuova Zelanda 24 (Emoni Narawa, Will Jordan, Quinn Tupaea tries; Jordie Barrett con; Damian McKenzie 2 con, pen ). Sudafrica 17 (Malclom Marx, Cobus Reinach tries; Handre Pollard pen: Sacha Feinberg-Mngomezulu 2 con). HT: 14-3

Nuova Zelanda: 15 Will Jordan, 14 Emoni Narawa, 13 Billy Proctor, 12 Jordie Barrett, 11 Rieko Ioane, 10 Beauden Barrett, 9 Finlay Christie, 8 Wallace Sititi, 7 Ardie Savea, 6 Simon Parker, 5 Tupou Vaa’i, 4 Scott Barrett (captain), 3 Fletcher Newell, 2 Codie Taylor, 1 Ethan de Groot.
A disposizione: 16 Samisoni Taukei’aho, 17 Tamaiti Williams, 18 Tyrel Lomax, 19 Fabian Holland, 20 Du’Plessis Kirifi, 21 Kyle Preston, 22 Quinn Tupaea, 23 Damian McKenzie.

Sudafrica: 15 Willie le Roux, 14 Cheslin Kolbe, 13 Jesse Kriel (captain), 12 Damian de Allende, 11 Canan Moodie, 10 Handre Pollard, 9 Grant Williams, 8 Siya Kolisi, 7 Pieter-Steph du Toit, 6 Marco van Stated, 5 Ruan Nortje, 4 Eben Etzebeth, 3 Thomas du Toit, Malcolm Marx, 1 Ox Nche.
A disposizione: 16 Jan Hendrik Wessels, 17 Boan Venter, 18 Wilco Louw, 19 Lood de Jager, 20 Kwagga Smith, 21 Cobus Reinach, 22 Sacha Feinberg-Mngomezulu, 23 Ethan Hooker.

Arbitro: Karl Dickson (England)
Segnalinee: Nika Amashukeli (Georgia), Jordan Way (Australia)
TMO: Brett Cronan (Australia)

Nella foto di apertura la meta di Quinn Tupaeache ha chiuso la partita a favore degli All Blacks (Foto Super.Rugby.com)

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