Di rimonta, di rabbia e con un pizzico di sana follia alla fine la sfida tra chi ambisce a mettersi di traverso ai padroni del Rugby Championship la vince l’Australia (28-24, 4 mete a 2) oltre l’ultimo secondo utile di una partita sfibrata dalla tensione e dai ribaltoni. In palio ai 30 gradi di Townsille, Queensland, non c’è solo la temporanea leadership del mondo sottosopra, ma quel sesto posto nel ranking che vorrà dire molto quando si andranno a fare i sorteggi per i gironi della Coppa del Mondo che i canguri giocheranno in casa.
La partita è spaccata in due, il primo tempo (7-21) è di proprietà della grande competenza individuale degli argentini e dell’approssimazione del Lynagh australiano, impreciso al piede, impaurito sui palloni alti su cui spadroneggia Matteo Carreras, titubante nei rilanci di gioco. Territorio e possesso sono australiani, i punti tutti argentini che hanno trequarti elettrici capaci di fare sfracelli quando decidono di muovere gambe e mani. L’Australia è subito in affanno, concede una marea di penalties (9 contro 3 nel primo tempo) che Santiago Carreras sfrutta dalla piazzola per mettere subito i suoi in avanzamento. La meta di Nick White, al passo d’addio, è l’illusione del volpone che sa individuare l’unico pertugio lasciato aperto dalla terza linea Pumas intorno alla mischia. Ma è solo una fiammata prima dello show della velocità, della capacità di giocare e avanzare su un fazzoletto di prato, delle due mete, una più bella dell’altra, di Delguy e Matteo Carreras, avviate dalla rapidità di Gonzalo Garcia e confezionate con una sarabanda di offloads da tutta la linea che ad alta velocità sa ritrovarsi a meraviglia.
Il primo tempo si chiude con un altro centro di Santiago Carreras dalla piazzola, l’Australia sembra alle corde.
Si riparte e l’Australia che ha imparato a vincere di rincorsa cambia volto, i Pumas vanno in affanno sotto la pressione asfissiante del pack in giallo, concedono penalties e terreno, offrendo a Suaalii la possibilità di regalare ossigeno e punti ai suoi. E quando Matteo Carreras deve andare a scontare la pena dietro alla lavagna, pagando per tutti una serie di ripetuti fuorigioco, la partita cambia all’improvviso direzione. In superiorità numerica Suaalii in fotocopia certifica la rinascita dei canguri concludendo di forza una infinita multifase nel cuore dei 22 metri avversari. In pareggio (21-21) la sfida vive di errori e tensione, Mallia riporta i suoi avanti con un calcio di lunghissima gittata, prima dei minuti a tempo scaduto in cui l’Australia conquista un vantaggio dietro l’altro e sceglie per l’azzardo che vorrebbe dire colpo grosso. Per due volte decidono di non andare ai pali per il comodo pareggio e giocano in touche, altre due vanno per la punizione a sportellate e alla fine, all’85’, l’azzardo trova la gloria con Angus Bell che schiaccia in meta mezzo al mucchio selvaggio. Vittoria di rimonta, quarta meta e punto di bonus sfiorato. I Wallabies sono duri a morire, pasticcioni e concreti. La lunga strada della rinascita è imboccata.
Australia – Argentina 28-24 (primo tempo 7-21)
Australia
Mete: White (24′), Sua’ali’i (46′, 66′), Bell (80′); tr: Lynagh (25′, 47′), O’Connor (67′, 80′)
Argentina
mete: Delguy (27′), Carreras (32′); tr: Carreras (32′); cp: Carreras (5′, 11′, 35′), Mallia (79′)
Australia: 15 Andrew Kellaway, 14 Max Jorgensen, 13 Joseph-Aukuso Suaalii, 12 Len Ikitau, 11 Corey Toole, 10 Tom Lynagh, 9 Nic White, 8 Harry Wilson (captain), 7 Fraser McReight, 6 Rob Valetini, 5 Tom Hooper, 4 Nick Frost, 3 Taniela Tupou, 2 Billy Pollard, 1 Tom Robertson.
A disposizione: 16 Brandon Paenga-Amosa, 17 Angus Bell, 18 Zane Nonggorr, 19 Jeremy Williams, 20 Carlo Tizzano, 21 Tate McDermott, 22 James O’Connor, 23 Filipo Daugunu.
Argentina: 15 Juan Cruz Mallía, 14 Bautista Delguy, 13 Lucio Cinti, 12 Santiago Chocobares, 11 Mateo Carreras, 10 Santiago Carreras, 9 Gonzalo García, 8 Pablo Matera, 7 Marcos Kremer, 6 Juan Martin Gonzalez, 5 Pedro Rubiolo, 4 Franco Molina, 3 Joel Sclavi, 2 Julián Montoya (captain), 1 Mayco Vivas.
A disposizione: 16 Ignacio Ruiz, 17 Boris Wenger, 18 Francisco Coria Marchetti, 19 Guido Petti, 20 Joaquin Oviedo, 21 Agustin Moyano, 22 Geronimo Prisciantelli, 23 Benjamin Elizalde
Arbitro: Paul Williams (New Zealand)
Segnalinee: Christophe Ridley (England), Sam Grove-White (Scotland)
TMO: Mike Adamson (Scotland)
