Quella foto diceva tutto. Della coesione del gruppo, della tensione che c’è prima di una partita, dell’importanza di essere capitano della nazionale. La data: il 3 luglio dello scorso anno. Il campo: quello del Saint Peter’s College di Johannesburg, ultimo allenamento prima della partenza per Pretoria dove gli Azzurri devono affrontare il Sudafrica.
Il capitano designato del tour è Giacomo Nicotera, perché Michele Lamaro è stato lasciato a casa a riposare come altri azzurri. Nicotera ha esordito come capitano il weekend precedente contro la Namibia. È finita 6-73 per gli azzurri, ma all’orizzonte si prepara ben altra battaglia. Solo che Giacomo non sta bene, si è fatto male in allenamento. Sta spingendo parecchio, ma il dolore è forte, si deve arrendere. Al suo posto i galloni di capitano vanno a Niccolò Cannone, che li onorerà segnando una bellissima meta nel 42-24 finale.
Quando Quesada annuncia la scelta del nuovo timoniere della squadra, Giacomo non regge alla tensione accumulata e al dispiacere di dover saltare il test con i campioni del mondo. Appoggia la testa sul petto di Niccolò Cannone e si mette a piangere. Il fotografo al seguito della nazionale coglie l’attimo e scatta.
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Nicotera non è più stato capitano fino ad oggi. Se mancava Lamaro i gradi andavano al suo vice, Nacho Brex. Non questa volta. Fuori Mitch, fuori Nacho, tocca di nuovo a Giacomo e per bel giro del destino si riprende i gradi con l’avversario non affrontato a Pretoria: capitano contro i campioni del mondo in una battaglia che si preannuncia epica.
Giacomo ha sempre un sorriso nascosto in faccia. È pacato, eppure duro e testardo come tradisce il suo soprannome, Mulo. Una settimana fa, con lo Stade Français ha segnato tre mete nel 43 a 24 con cui la sua squadra ha regolato La Rochelle. Tre mete in Top 14 non sono poche. Vabbé, direte: è un tallonatore e il drive lo chiude lui. Certo, ma per far partire quel drive ci vuole un lancio perfetto, o no?
E poi fino a sabato scorso Giaciomo aveva giocato con lo Stade Français 42 partite segnando 4 mete. In un colpo solo ha quasi raddoppiato il suo bottino personale. Sarà stata la tranquillità di aver firmato il 20 ottobre il rinnovo del contratto con il club parigino fino al 2030.
In copertina: le lacrime di Giacomo Nicotera l’anno scorso a Johannesburg – ph. FIR
