Si torna sullo stesso campo a una settimana di distanza, e per un impegno più tosto. A Fontanafredda le Azzurre, che sabato scorso hanno battuto 55-21 il Giappone, si trovano di fronte le ragazze sudafricane, proprio quelle che ai Mondiali dell’anno scorso le hanno superate nello scontro diretto per arrivare ai quarti di finale.
Sudafrica che arriva da una netta sconfitta subita in Galles (19-50), ma si pone come un avversario di maggiore caratura rispetto alla Nazionale del Sol Levante. Ne è sicuro Plinio Sciamanna, alla seconda partita da Ct dell’Italia: “La partita-no con il Galles non rispecchia il reale valore del Sudafrica, e la nostra preparazione si è basata anche su questa consapevolezza”.
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Il fattore fisico sarà importante, e la difesa sul “drive” dovrà migliorare: “Certo, ed è un aspetto su cui abbiamo lavorato. Va detto che si stanno inserendo giocatrici nuove rispetto al Mondiale, e anche al Sei Nazioni, scorso e gli ingranaggi hanno bisogno di un po’ di tempo per acquisire efficacia. Ci stiamo impegnando per migliorare”.
Rientrano dal primo minuto due giocatrici esperte come Sillari (cui probabilmente saranno affidati i calci verso i pali) e Giordano, ma Sciamanna sottolinea anche le presenze in panchina delle giovani Dosi, Foscato e Mascia Jelic. Quest’ultima potrebbe conquistare il suo primo cap: “È una ragazza che ha fatto il suo percorso nelle Nazionali giovanili ed è in continua crescita. Inserimenti come il suo sono importanti perché serve allargare la competizione nel gruppo, non solo in termini di quantità. Nello stesso tempo non ci si può permettere di sperimentare troppo. Non lo abbiamo fatto più di tanto con il Giappone, non lo faremo stavolta e nemmeno nel doppio confronto in casa degli USA”.
Equilibrio esperienza-freschezza per contrastare il Sudafrica: quali le armi per riuscirci al meglio? “Sicuramente possesso e territorio saranno molto importanti, dobbiamo tenerle il più possibile nella loro metà campo e non concedere falli “soft”. Anche nel confronto fra le trequarti dovremo fare i conti con il loro mix di velocità e potenza. Noi proveremo a metterle in difficoltà con il nostro sistema difensivo, cercando di togliere loro spazio, farle avanzare meno possibile e anche rubare palloni a terra dopo avere placcato un’avversaria”.
Tutto chiaro. E se il piano funzionerà, aggiungiamo noi, le Azzurre saranno nelle condizioni migliori per esprimere il loro rugby spumante.
In copertina: un piazzato di Alyssa d’Incà in Italia-Giappone – ph. FIR
