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Il WXV 2026 è appena agli inizi, ma Italia-Sudafrica, che si gioca sabato 26 settembre a Fontanafredda, si presenta già come un match carico di significati e di implicazioni.

Le ragioni sono varie. La prima, facilmente intuibile, è legata a quanto accadde un anno fa a York, dove la sconfitta delle Azzurre ne impedì il passaggio ai quarti di finale della RWC 2025. È quindi del tutto logica l’aspirazione delle giocatrici italiane a prendersi una rivincita; così come lo è l’ambizione delle sudafricane a proseguire in un percorso di crescita di cui la vittoria contro l’Italia – la prima per loro contro una Top 10 – ha rappresentato un passaggio importante.

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Ci sono però vari altri aspetti da considerare approcciando questo incontro. Uno ha a che fare con le posizioni nel ranking. La combinazione di risultati della prima giornata fa sì che le conseguenze saranno significative per entrambe le squadre, anche se di più per le Azzurre che per le Springboks Women. Se avessero battuto il Galles, un successo in terra friulana avrebbe significato per quest’ultime il sorpasso sulle italiane e il proiettarsi nelle alte sfere del ranking. Questo non accadrà, almeno per il momento, ma una sconfitta combinata con una (non impossibile) vittoria gallese contro gli USA metterà a rischio la decima posizione attualmente occupata dalle sudafricane. Una sconfitta significherà invece per l’Italia la perdita sicura di almeno una posizione, a vantaggio della vincente di Scozia-Australia. Questa si aggiungerebbe alla posizione già persa questa settimana, senza alcuna colpa, a seguito dell’inattesa vittoria degli USA contro l’Irlanda.

Va anche detto che passare dalla sesta all’ottava posizione non sarebbe la fine del mondo, e non avrebbe conseguenze pratiche di rilievo, perlomeno nel breve periodo (le posizioni nel ranking conteranno eventualmente solo a fine 2027, quando si tratterà di definire l’ammissione alla RWC 2029). La posta in gioco più importante nel breve termine in effetti riguarda la qualità della prestazione, e la sua continuità. A partire dalla vittoria contro la Scozia nello scorso Sei Nazioni l’Italia ha messo in campo quattro ottime prestazioni consecutive, di cui tre hanno portato a larghe vittorie. La partita di sabato può confermare questo percorso.

Anche il Sudafrica, come l’Italia, è arrivato al WXV 2026 con importanti novità in panchina. Dopo le inaspettate dimissioni di Swys de Bruin a inizio settembre la squadra è stata affidata ad interim ai suoi due assistenti, Laurian Johannes-Haupt e Franzel September. A differenza di Sciamanna, i due non hanno ancora ricevuto indicazioni chiare circa la conferma della loro posizione. Né sono venute indicazioni chiare dal campo: quest’estate il Sudafrica ha sostenuto molti incontri, che in teoria avrebbero dovuto garantirgli una condizione di forma superiore a quella dell’Italia, ma le prestazioni sono state altalenanti. A un primo successo casalingo contro gli USA (34-21) è seguita la sconfitta nel secondo test (19-26); le due vittorie a Fiji sono state molto diverse: netta la prima (55-12), ma alquanto stentata la seconda (29-22); lo stesso vale per le ultime due sconfitte, pure simili nel punteggio, in cui un’ottima prova contro la Nuova Zelanda, messa a lungo in difficoltà nonostante il 20-52 finale, è stata seguita da una francamente deludente contro il Galles (19-50).

Se il meccanismo dell’alternanza dovesse confermarsi, è legittimo a questo punto aspettarsi una prestazione di buon livello contro le Azzurre. Del resto, nessuno nel campo italiano si illude che la debacle di Cardiff si ripeta automaticamente anche sabato prossimo. Le italiane dovranno sicuramente guardarsi della velocità di alcune delle linee arretrate sudafricane, malgrado un notevole turnover imposto dopo la prestazione mediocre contro il Galles. Va detto peraltro che la giocatrice più talentuosa di quel reparto, Nadine Roos, salterà il WXV 2026 essendo in convalescenza per un grave infortunio al ginocchio subito nel marzo scorso.

 

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È ancor più facile allora prevedere che la chiave della partita si giocherà nel controllo delle fasi statiche. È da lì che arriva la principale minaccia sudafricana, grazie a un pacchetto non solo immenso, ma anche competente e discretamente mobile. Le Azzurre ne sono ben consapevoli, e le sedute di questa settimana sono state dedicate alle aree emerse come problematiche: un 74% di successi in rimessa laterale, tra l’altro contro un avversario decisamente basso, è sicuramente una percentuale da migliorare, così come il 30% di calci di ripresa del gioco giapponesi non controllati, o la debole difesa contro il drive avanzante delle nipponiche.

La migliore risposta contro una squadra come il Sudafrica consiste comunque nel limitare le loro opportunità di portarsi in zona rossa. Da questo punto di vista la prestazione delle Azzurre nell’incontro di sabato scorso manda segnali molto positivi: pensiamo al 96% di placcaggi completati, alle sole cinque penalità concesse, oppure al limitato numero di errori gestuali, un dato da confermare per ridurre il numero di mischie con introduzione sudafricana. La disciplina potrebbe in effetti essere ancora più importante del solito se l’arbitra inglese Holly Wood entrerà in campo con lo stesso piglio che l’ha vista distribuire cartellini gialli e rossi a gogò nel corso di Francia-Australia. Lo stile alquanto irruento del Sudafrica porta spesso a comportamenti disinvolti, specie intorno al breakdown: venerdì scorso l’australiana Ella Goldsmith se ne è accorta (a differenza di quando arbitrò Italia-Sudafrica a RWC 2025) e il Galles ne ha giustamente tratto vantaggio; speriamo che lo stesso metro venga utilizzato anche sabato prossimo.

Italia-Sudafrica, le formazioni

Italia: 15 Vittoria Ostuni Minuzzi, 14 Aura Muzzo, 13 Michela Sillari, 12 Sara Mannini, 11 Alyssa d’Incà, 10 Emma Stevanin, 9 Sofia Stefan, 8 Elisa Giordano, 7 Alissa Ranuccini, 6 Francesca Sgorbini, 5 Giordana Duca, 4 Alessandra Frangipani, 3 Alessia Pilani, 2 Vittoria Vecchini, 1 Silvia Turani
A disposizione: 16 Chiara Cheli, 17 Laura Foscato, 18 Gaia Dosi, 19 Giulia Cavina, 20 Mascia Jelic, 21 Alia Bitonci, 22 Beatrice Rigoni, 23 Francesca Granzotto

Sudafrica: 15 Jakkie Cilliers, 14 Alichia Arries, 13 Maceala Samboya, 12 Shiniqwa Lamprecht, 11 Maria Tshiremba, 10 Byrhandre Dolf, 9 Unam Tose, 8 Aseza Hele, 7 Lerato Makua, 6 Sizophila Solontsi, 5 Catha Jacobs, 4 Vainah Ubisi, 3 Nombuyekezo Mdliki, 2 Anushka Groenewald, 1 Yonela Ngxingolo
A disposizione: 16 Micke Gunter, 17 Sanelisiwe Charlie, 18 Babalwa Latsha, 19 Nomsa Mokwai, 20 Logan Welman, 21 Aphiwe Ngwevu, 22 Felicia Jacobs, 23 Libbie Janse van Rensburg

In copertina: Alyssa d’Incà e Alessandra Frangipani si abbracciano in Italia-Giappone – ph. FIR

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